
Milan-Bologna (2-2) - Considerazioni Sparse
Nel posticipo del sabato, Milan e Bologna si spartiscono la posta in palio. Sugli scudi Loftus-Cheek e Zirzkee.
In una serata maledetta, il Milan non riesce ad andare oltre il pareggio contro un Bologna gagliardo. La partita, comunque, è stata bellissima: continui rovesciamenti d’azione, altissima intensità, tante belle giocate ed altrettanti errori. A rubare la scena è stato Ruben Loftus-Cheek, autore della sua prima doppietta italiana, al quarto gol nelle ultime quattro partite. In casa Bologna applausi a scena aperta per Thiago Motta e Joshua Zirkzee; il primo ha il merito di aver messo in piedi una squadra matura, consapevole dei propri mezzi, che non rinuncia mai a giocare, neanche in campi come quello di San Siro. Al secondo, invece, proprio San Siro sembra portare benissimo, visto che questa prestazione si va ad aggiungere allo spettacolare ottavo di finale di Coppa Italia giocato contro l’Inter, dove fu mattatore assoluto.
A Milanello non potranno sicuramente essere soddisfatti del punto guadagnato. Posto che la partita poteva anche essere persa, vista l’incursione di Saelemaekers al 92’, i due rigori sbagliati (non succedeva dal 1955) e l’ingenuità che ha consentito al Bologna di portare a casa il pareggio all’89’ sono episodi davvero troppo gravi. Le prospettive per il Milan, a cinque minuti dal fischio finale, potevano essere davvero molto diverse rispetto a quelle attuali, che lo vedono saldamente al terzo posto in campionato e nulla più. Con quei due punti, gli uomini di Pioli si sarebbero portati ad appena 3 punti dall’Inter, seconda con una partita in meno. Altra linfa, altre motivazioni. Sicuramente diverse dalle attuali, che vedono i rossoneri troppo distanti da primo e quinto posto.
Milan contro qualsiasi forma di razzismo? È una giornata di grandi messaggi questa di Serie A: prima lo spettacolare tributo di Cagliari a Gigi Riva, poi San Siro, al minuto 16, numero di maglia di Maignan, a lanciare il grido contro il razzismo attraverso un messaggio di Martin Luther King apparso sugli schermi: “Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that” (“L'oscurità non può scacciare l'oscurità; solo la luce può farlo. L'odio non può scacciare l'odio; solo l'amore può farlo”). Affinché, negli stadi e più in generale nella nostra società, ogni forma di razzismo possa essere sempre meno d’attualità.
Il Bologna è davvero una squadra tosta, che gioca a viso aperto su qualsiasi campo. Pressione alta, tanto campo da difendere, un professore a centrocampo (Freuler) e un potenziale fuoriclasse in avanti. Pur cambiando gli interpreti (oggi dentro De Silvestri, Fabbian e Urbanski per Posch, Orsolini e Saelemaekers) le idee di gioco sono sempre chiare e copertura degli spazi eccellente. Merito del proprio allenatore, che, dopo gli insulti presi stasera, non crediamo avrà alcuna voglia di parlare con la società rossonera nel caso in cui si pensasse ad una logica sostituzione di Stefano Pioli.
Le prestazioni di Olivier Giroud, il presente del Milan, e di Joshua Zirkzee, possibile suo erede in maglia rossonera, hanno caratterizzato per intero questo posticipo del sabato. Se per il 9 rossonero, dopo un buon inizio, è arrivata probabilmente una delle peggiori prestazioni da quando veste rossonero, per quello rossoblù è stato un continuo crescendo. All’eleganza che lo sempre contraddistinto, Zirkzee ha abbinato anche il pragmatismo del bomber vero. Due attaccanti, comunque molto simili per caratteristiche. Entrambi forti fisicamente, entrambi punti di riferimento per la manovra offensiva delle proprie squadre. Presente del Bologna e futuro del Milan? Chissà. Di sicuro il ragazzo non sembra temere l’effetto San Siro.
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