
Atalanta-Udinese (2-0) - Considerazioni Sparse
All'Atalanta basta un tempo per battere un'Udinese che reagisce ma senza mai pungere.
A questo Atalanta-Udinese arrivano due squadre nel miglior momento della loro stagione, ma se questo per l'Atalanta significa sei vittorie nelle ultime otto partite, per l'Udinese rappresenta un periodo di miglioramento del gioco - rispetto a un inizio di stagione molto complicato - che però non ha finora portato una vera svolta a livello di risultati. I nerazzurri sono una squadra solida, soprattutto in casa, mentre l'Udinese ha delle fragilità evidenti ed esposte, in particolare a livello di tenuta mentale, come dimostrano i tantissimi punti persi da situazioni di vantaggio. Negli undici di partenza, una novità forzata per entrambe: nell'Atalanta out Koopmeiners - sostituito da Miranchuk - mentre nell'Udinese c'è Thauvin al posto di Pereyra;
Se all'andata era stato Cioffi ad incartare abilmente la partita a Gasperini, rendendo quasi inoffensiva l'Atalanta, in questa gara di ritorno è il tecnico di Grugliasco a dimostrare di aver studiato. L'Atalanta parte aggredendo alta e sfrutta soprattutto le corsie laterali, rispondendo ad un'Udinese che fa densità al centro per evitare che si sviluppi lì l'azione. I nerazzurri trovano due occasioni nitide già nei primi venti minuti sfruttando le sponde e gli scambi nello stretto in area, su cui l'Udinese va in difficoltà, mentre i friulani fanno il loro gioco di attesa e ripartenza cercando di affidarsi agli spunti dei loro giocatori più tecnici. L'uno-due atalantino - a cui l'Udinese reagisce arrivando al tiro con Ebosele e Samardzic - chiude il primo tempo, mandando i padroni di casa negli spogliatoi in relativa tranquillità;
Nella seconda frazione l'Udinese rientra in campo con un piglio più positivo e l'Atalanta abbassa i giri del motore lasciando giocare di più i bianconeri. In questa situazione emerge Samardzic, che viene a prendersi diversi palloni e li gestisce con qualità, ma viene sostituito - assieme a Thauvin - al sessantesimo. Cioffi ha spiegato questo cambio riconoscendo che i due giocatori sostituiti stessero giocando bene ma affermando di aver avuto bisogno di giocatori che attaccassero lo spazio da dietro come Payero e Pereyra. L'Udinese torna così al suo assetto "standard" ma non riesce a pungere, mostrando tutte le sue difficoltà nel portare il pallone in area. Nel finale Cioffi prova l'assedio, alzando di molto Ehizibue e Payero e facendo esordire il brasiliano Brenner, ma non riesce nemmeno così a creare veri pericoli per l'Atalanta;
Anche da questo match è risultato evidente come l'Udinese abbia dei macro-problemi da risolvere, prima di tutto quello della tenuta mentale. Oggi non sono arrivati gol nel finale, né i bianconeri hanno subito una rimonta, ma i due gol dell'Atalanta arrivano uno al termine di una catena di errori relativi a uscite sul pallone, scalate della difesa e marcature in area e l'altro da una situazione di rimessa laterale gestita con troppa leggerezza. A questo si unisce la fatica con cui l'Udinese gestisce le fasi di possesso palla, non scrollandosi per niente di dosso l'etichetta di squadra in grado di giocare solo in ripartenza. Se però i giocatori di fascia sfoderano prestazioni deficitarie come quelle di Kamara ed Ebosele il compito si fa ancora più arduo. Si può aggiungere alla lista dei problemi anche Lorenzo Lucca. Molto efficace quando servito in area, in partite dove c'è bisogno di sporcarsi di più le mani, partecipare alla costruzione del gioco e lavorare il pallone per costruire delle occasioni è particolarmente evanescente. In una squadra che anche oggi ha mostrato tutti i suoi limiti offensivi, ciò non porta nulla di buono;
Passando alle prestazioni dei singoli, nell'Atalanta ottima prova di De Ketelaere, che firma due assist e dà sempre più la sensazione di un calciatore calato nel contesto giusto. Altro giocatore che ha impressionato è Emil Holm, potente sulla fascia e importante nelle fasi in cui l'Atalanta risaliva il campo, mentre merita un plauso anche Scamacca per il ritorno al gol. Lato bianconero Samardzic ha ripagato la ritrovata titolarità con una prestazione positiva e l'Udinese ha bisogno della qualità che può dare quando è in forma. Il migliore dei friulani è però stato Thauvin, che partita dopo partita sta tornando sempre di più un giocatore in grado di fare la differenza. Il nervosismo mostrato in occasione del cambio, però, non è certamente ciò di cui ha bisogno un'Udinese fragile e pericolosamente vicina alla zona retrocessione.
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