
La Roma è ripartita dal Bayern Monaco
Nonostante il momento difficile, le giallorosse hanno sfiorato un'altra impresa.
La Roma viene da un periodo molto complicato, che ha le sue radici nelle prime sconfitte in Champions League contro il PSG. Fino a dicembre 2023, le giallorosse sembravano una macchina quasi perfetta e nulla faceva presagire un’imminente battuta d’arresto. Tuttavia, con l’inizio del nuovo anno, la squadra ha pian piano perso terreno, incontrando sempre più difficoltà e scoprendo una vulnerabilità inedita: quando i risultati non arrivano, i dubbi e le domande attorno alla squadra di Spugna si fanno sempre più assidue.
La prima sconfitta, italiana, era arrivata in Supercoppa contro la Juventus per 2-1: la difficoltà è subentrata sui ritmi alti e le pressioni ben organizzate della Juventus, rendendo difficile per la Roma impensierire le bianconere e con il rimpianto della traversa di Giugliano al 92’. La vittoria in casa con il Pomigliano per 3-0 regala una momentanea tranquillità.
Poi la clamorosa sconfitta contro il Napoli in Coppa Italia per 2-0 ha minato fortemente l’autostima giallorossa. La Roma ha approcciato a questa partita con un’evidente distrazione, regalando ampi spazi e con le seconde linee non ben integrate nel gioco di Spugna. La Roma cade e fa molto rumore perché, se era lecito aspettarsi la sconfitta con la Juventus, in gara secca, nessuno avrebbe mai immaginato che potesse prendere due gol dal Napoli che, in campionato, non ha ancora vinto nessuna partita. La Roma chiude la gara tirando in porta 29 volte, un assalto che però non ha mai trovato il verso giusto per colpire il Napoli. Quattro giorni dopo, un’altra sconfitta per 2-0 in casa dell’Inter.
La Roma, qui, ha dato l’impressione di giocare sul filo della stabilità emotiva e, quindi, di non essere pienamente lucida nell’affrontare la partita. Per tutta la sua durata, la tensione delle giallorosse si manifestava in ogni gesto: da Haavi che, dopo uno stop sbagliato, scalcia via una bottiglietta a bordo campo con rabbia, fino a Bartoli, che addirittura viene espulsa per proteste dalla panchina. Prima del gran gol di Polli, che mette fine alla partita, la Roma sfiora il pareggio con Giugliano che, da appena pochi passi, non centra la porta. Insomma, la squadra arranca e non è aiutata dalla fortuna.
L’impressione è che, in questo periodo, se qualcosa va male, non c’è verso di cambiare rotta. Così, la macchina infallibile durata per tutto il 2023 sembra essersi inceppata: le spie di allerta sono tutte accese, ma non si capisce quale sia il vero problema. Tuttavia, la stagione è ancora a metà e questo è, forse, il momento più cruciale dell’anno e la Roma ha due possibilità: continuare a costruire su quanto di buono ha già fatto o rovinare tutto il lavoro in meno di un mese, uscendo dalle coppe e bruciando definitivamente il vantaggio in campionato su Juventus e Fiorentina. La partita contro il Bayern Monaco arriva nel momento peggiore di forma delle giallorosse che, però, devono trovare la motivazione per affrontare questa partita e dare la svolta definitiva a una stagione che si sta facendo sempre più difficile.
La Roma qui dà una grande prova di solidità. Riconosce il suo periodo non eccellente e fa un passo indietro. Una squadra abituata ad avere il pallino del gioco per la maggior parte della partita ha dovuto lasciare le redini del gioco al Bayern, dovendosi concentrare nel coprire ogni possibile sbocco offensivo delle bavaresi, riuscendo a rendere sterile, per gran parte della partita, il possesso palla delle avversarie. La partita riesce a prendere i binari che la squadra desiderava: Giugliano recupera palla al 33’ del primo tempo su un passaggio troppo debole di Stanway e serve Giacinti che, quasi scivolando, trova un pallonetto perfetto che prende in controtempo la portiera Grohs, segnando un gol meraviglioso e portando la Roma in vantaggio.
🔥 Si riparte con il secondo tempo
— AS Roma Femminile 🇮🇹 (@ASRomaFemminile) January 24, 2024
DAJE ROMA DAJE 🟡🔴#RomaBayern 1-0 | #ASRomaFemminile pic.twitter.com/QKGtxWC9FO
Da questo momento in poi, ogni minuto sembra durare il doppio: il tempo ha assunto un’altra dimensione, come se non avesse intenzione di scorrere, ma la Roma rimane paziente e attende il Bayern, non ha voglia di rischiare. Il Bayern Monaco non trova mai il verso di bucare le linee giallorosse, che sono talmente strette tra di loro da far capire quanto quel gol di Giacinti sia, in quel momento, la cosa più importante al mondo per le giallorosse e non si farebbero sfuggire quell’occasione per nulla al mondo. La solidità difensiva viene, però, spezzata dall’unico – forse – grande errore nella copertura difensiva della Roma. All’87’ un cambio gioco del Bayern Monaco trova sola Harder, perché Di Guglielmo scala su Stanway e Haavi è in ritardo per la copertura. Harder, quindi, ha tutto il tempo di mettere in area un cross perfetto per la testa di Schüller che arriva sulla palla con quella facilità con cui, di solito, si chiama l’ascensore. Con un possente stacco di testa la numero 11 segna il gol del 1-1. La Roma, anche se ferita, non è intenzionata a mollare e, con poco tempo a disposizione, riparte all’attacco: in casa non vuole lasciare nulla di intentato.
Al minuto 93’, la Roma batte una rimessa laterale poco prima della bandierina. Bartoli scambia la palla con Glionna, che gliela ridà sul fondo. Bartoli, con le energie che le rimangono, si allunga su una palla destinata ad uscire, mette il piede destro prima dell’ultimo filo di erba del campo e butta dentro l’area di rigore questo pallone pesante e carico di stanchezza. La capitana cade per terra finendo fuori dal campo, Viens prova il colpo di testa ma manca la palla, quando Giugliano si inserisce alle spalle di Harder e, di controbalzo, sotto lo sguardo inerme della portiera bavarese, infila il gol del 2-1.
Bartoli sente dal boato che la Roma ha segnato e si rialza, Viens è sdraiata a terra ed esulta stremata. Giugliano va alla bandierina e viene sommersa dall’abbraccio di tutta la squadra, l’emozione è tanta e non si trattiene, si ha quasi l’impressione di toccarla. La tribuna est del Tre Fontane sembra riversarsi in campo per abbracciare le giallorosse. Giugliano si lascia andare a un pianto liberatorio, di gioia, con le mani sul volto mentre viene abbracciata da Greggi e Kumagai, mentre Bartoli carica l’ambiente e aizza tifosi e squadra per caricare tutte e tutti per l’ultimo sforzo. Mancano poco meno di tre minuti. Sarebbe questo il giusto epilogo per una partita stoica come quella che la Roma ha condotto. Con un gol e un assist – proprio come all’andata – Giugliano mette la firma anche su questa gara, riscattando la sfortunata traversa contro la Juve e il gol sbagliato contro l’Inter. La Roma ha dato tutto e merita questa vittoria che le darebbe il diritto di essere padrona del proprio destino nell’ultima gara di Champions contro l’Ajax.
Purtroppo, nel calcio, non sempre tutto va come deve andare. Poteva e doveva essere una di quelle serate europee magiche, di quelle che a Roma vengono ricordate e tramandate nei racconti come fossero un trofeo: quelle storie di chi, nel momento più buio della stagione, con la nave che imbarca acqua e affonda lentamente, trova nella partita più complicata, contro l’avversario più ostico, il modo di rilanciare la stagione.
Invece, al 95’, a pochi secondi dallo scadere del recupero, l’arbitra fischia un fallo – quantomeno dubbio – di Bartoli ai danni di Franziska. Il periodo che sta attraversando la squadra è proprio di quelli in cui se qualcosa può andare storto lo fa, e questa serata non intende fare eccezione. Cross di Gwinn, ancora, per la testa di Schüller che segna il 2-2 e finisce così. Le lacrime di Giugliano, questa volta, sono di dolore. La numero dieci si ferma, sola, a pensare in mezzo al campo: è schiacciata dal peso di una partita usurante, fisicamente e mentalmente.

Chissà a cosa pensava, forse a quanto sia ingiusto che, anche quando dai tutto, a volte, non basta nemmeno quello: nel calcio basta un soffio a far andare la palla da una parte o dall’altra e tutto cambia. In questo caso il pareggio è una doppia sconfitta, più per la Roma che per il Bayern, ma comunque non accontenta nessuna delle due in vista del passaggio del girone. La Roma, però, può vedere la luce in questa partita e, se non vuole sprofondare nelle sabbie mobili che si sono create intorno a lei in questa ripartenza di stagione, deve concentrarsi sul bicchiere mezzo pieno. Juventus e Fiorentina fanno sentire il fiato sul collo; il ritorno di Coppa Italia la Roma lo giocherà partendo sotto di due gol e la Champions non dipende più totalmente dalle sue prestazioni.
Questa partita contro il Bayern Monaco, però, può e deve lasciare a questa squadra la consapevolezza di essere stata in grado di rimanere concentrata per quasi 100, estenuanti, minuti di partita, senza mai abbandonare il campo – mentalmente e fisicamente –, riuscendo a passare ben due volte in vantaggio contro il Bayern Monaco, e quindi di aver – almeno in parte – trovato le risposte su cosa non stesse andando fino a quel momento. È la dimostrazione di cui la squadra aveva bisogno per recuperare la fiducia nei propri mezzi e il punto da cui ripartire per raddrizzare i binari della stagione.
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