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Udinese Milan
, 20 Gennaio 2024

Udinese-Milan (2-3) - Considerazioni sparse


In mezzo ai vergognosi commenti razzisti nei confronti di Mike Maignan, il Milan conquista una vittoria in rimonta.

Nel 2024 siamo ancora a raccontare una partita sospesa per insulti razzisti. In un Paese cosiddetto civile. Una vergogna assoluta che non meriterebbe ulteriori attenzioni se solo non avessimo visto Cioffi, allenatore dell’Udinese, dare indicazioni ai suoi mentre i giocatori del Milan uscivano dal campo in segno di protesta. La decenza, la dignità e la solidarietà dovrebbero sempre venire prima di un buon risultato. 

Tornando al campo, la partita è stata inevitabilmente condizionata dall’episodio di Maignan visto che, fino alla protesta, il Milan aveva tenuto bene il campo, affrontando la pure ottima Udinese in maniera convincente. Poi il blackout, ad aggiungersi ad una situazione psichica dei rossoneri già molto precaria. Il gol di Samardzic, pur essendo un gioiello, è evitabile ma è tutto il secondo tempo del Milan ad essere preoccupante. Tutta l’Udinese è salita in cattedra, mettendo in difficoltà gli uomini di Pioli con ripartenze rapide ed efficaci. Il gol del momentaneo vantaggio, comunque, è figlio di un pasticcio da “oggi le comiche” della premiata di tra Rejinders-Theo, che hanno spalancato la porta ad un riconoscente Thauvin. Il Milan ha avuto comunque il merito di crederci sempre e, grazie ai subentrati Jovic ed Okafor, è riuscito a portare a casa 3 punti in modo del tutto insperato.

Da qualche partita Stefano Pioli è tornato ad affidarsi al caro, vecchio 4-2-3-1, con Loftus nelle vesti dell’incursore. Il sistema è sembrato subito essere nelle corde dei giocatori, trovatisi subito a proprio agio con i due play Adli-Reijnders. Questa sera meno cose positive rispetto alla prestazione contro la Roma: a salvarsi ci sono i nuovi ed il solito Giroud, sempre l’ultimo a mollare. Da rivedere la fase difensiva: 23 gol presi da inizio campionato sono davvero troppi per chi ambisce a vincere dei campionati.

L’Udinese vista oggi contro il Milan è sicuramente una squadra che ha valori tecnici lontani da chi lotta per non retrocedere. Cioffi adesso ha evidentemente la squadra in mano e il piano tattico di stasera è stato pressoché perfetto: far sfogare il Milan chiudendosi bene dietro e provare delle verticalizzazioni rapide a cercare gli esterni. Fino all’83’, bene praticamente tutti, da Lovric a Perez, sempre molto attento in difesa. A rubare l’occhio, però, è stata la giocata di Samardzìc, che ci ha fatto capire come mai sia l’oggetto del desiderio dei più importanti club italiani. Poi, complice la veemenza dei rossoneri, il calo degli ultimi 10 minuti, che sono costati 3 punti che sarebbero stati ossigeno puro per la classifica bianconera.

Anziché parlare di “tana libera tutti”, Stefano Pioli dovrebbe pensare a concludere la stagione in maniera degna. Forse confortato dalle 4 vittorie nelle ultime 5, l’allenatore rossonero era parso molto sicuro di sé e della propria squadra già in conferenza stampa, probabilmente sottovalutando l’impegno. In maniera indubbiamente colpevole, visto che, nel girone d’andata, i friulani erano usciti da San Siro con 3 punti. La reazione dei suoi allo svantaggio è stata esemplare ma il Milan sembra essere davvero una squadra emotivamente troppo fragile per sperare di poter regalare una gioia finale ai propri tifosi.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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