
Inter-Lazio (3-0) - Considerazioni Sparse
Inter-Lazio, una partita a senso decisamente unico e senza mai una narrazione.
Commentare questa semifinale è quasi superfluo per quanto visto in campo. L’Inter ha dimostrato una superiorità di forma e di convinzione rispetto alla Lazio che le ha permesso di effettuare un numero di tiri in porta di gran lunga superiore a quella biancoceleste. Le avvisaglie erano già chiare dai primi minuti. La Lazio era persa in ampiezza e con i reparti sfilacciati concedendo linee di passaggio ampissime ai milanesi.
Il centrocampo nerazzurro ha sovrastato quello laziale portandosi spesso ai limiti dell'area di rigore difesa da Provedel e costringendo la retroguardia ad abbassarsi pericolosamente così permettendo a Barella e soci di arrivare alla conclusione. Il tema è sempre stato lo stesso: allungamento dei centrali difensivi laziali e mancanza di copertura dei centrocampisti. Questo ha fatto sì che la Lazio non è riuscita a difendere né tantomeno ad attaccare. Immobile, infatti, è rimasto spesso isolato non ricevendo palloni giocabili perché le due ali offensive non riuscivano mai a dribblare l'uomo restando, anch'esse, isolate.
Hombre del partido: Inzaghi. Ha costruito una gioiosa macchina da guerra. L'Inter è affiatata, in pieno controllo di sé stessa e consapevole dei propri mezzi. Lautaro-Thuram, con la complicità di Dimarco, Barella, Darmian e Çalhanoğlu, giocano praticamente a memoria senza che nessuna schermatura avversaria possa, attualmente, impensierirli. L'unica chance per le avversarie è che si sabotino di per loro. In caso contrario sarà difficile fermare questa squadra, almeno per come vista sino a oggi.
Che si mettesse in conto la sconfitta, in casa Sarri lo si sapeva. Troppi uomini acciaccati e ancora poca fluidità di manovra in una squadra che solo ora sta trovando affinità. Nessun campanello d'allarme o disfattismo, anzi. Bisogna continuare a crescere e affinarsi, anche nelle sconfitte cocenti come queste. La Lazio deve crescere anche in questi frangenti perché è proprio da qui che passa un reale percorso di crescita. L'ambiente deve rimanere calmo e focalizzato sul vero obiettivo che è il piazzamento in classifica valido per la prossima edizione di Champions League.
L'Inter, lunedì, troverà il Napoli. Come detto, rispetto a un anno fa esatto, tutto è completamente ribaltato. Il Napoli arranca e non è quel macina pietre made in Spalletti ma potrebbe, con la qualità dei suoi singoli - cosa che è mancata alla Lazio - infastidire e impensierire gli uomini di Inzaghi. Sappiamo, però, che l'allenatore piacentino difficilmente fallisce una finale secca. Sarà una partita avvincente, nella speranza che il pubblico arabo sappia e possa apprezzare quanto di meglio, oggi, offre il calcio italiano.
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