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Copertina Recuperi Serie A
, 18 Gennaio 2024

Allungare i recuperi è servito davvero?


I dati sul tempo effettivo sembrano confutare le idee della FIFA e della Lega Serie A.

"Sono don Chisciotte, e la mia professione è quella di cavaliere. Le mie leggi sono sciogliere i torti, elargire il bene ed evitare il male. Fuggo dal dono della vita, dall’ambizione e dall’ipocrisia, e cerco per la mia gloria il sentiero più angusto e difficile. È forse da sciocchi?": è il capitolo XV del secondo tomo del Don Chisciotte della Mancia, e il protagonista sente l'estremo bisogno di rivendicare ulteriormente la propria essenza, come se i 3 prologhi e i 66 capitoli precedenti non lo avessero inquadrato a dovere. Lo fa perché Alonso Fernández de Avellaneda, pseudonimo dell'apocrifo che si incarica di concludere la stesura dell'opera interrotta dalla morte di Cervantes, vuole dimostrare di aver compreso e studiato anche gli angoli più nascosti di Alonso Chisciano.

L'immagine della lotta contro i mulini a vento, in questo senso, è stata fin troppo abusata ma ben si presta a descrivere il comportamento di Stefano Pioli da allenatore del Milan quando si parla della durata delle partite. In un'intervista nel post partita di Juventus-Milan 1-1 del 19 settembre 2021, per esempio, Pioli dice: "Oggi abbiamo giocato di tempo effettivo 48 minuti. Si parla troppo, si fischia troppo, ci sono troppi tempi morti, e questo non aiuta né lo spettacolo né le squadre a giocare con intensità". In una chiacchierata con Sergio Scariolo in un incontro trasmesso sul canale ufficiale Youtube della Virtus Bologna durante la pausa per le nazionali del 17 novembre 2021 ribadisce: "Sarei per introdurre il time-out nel calcio. Sarei anche per il tempo effettivo, metterei a metà primo tempo un time-out per essere con il mio intervento più specifico e più preciso".

https://youtu.be/qUCrAfbUEDU?t=897

Ancora, parlando a DAZN al termine di Torino-Milan del 10 aprile 2022: "A fine match ho detto all'arbitro che è inutile concedere tanti minuti di recupero, se prima non viene tutelato a sufficienza il ritmo partita". Un'ultima volta, a Sky, il 5 dicembre 2022: "Io faccio fatica a capire perché non si arrivi al tempo effettivo. La motivazione di Collina è corretta, perché anche a noi è capitato di giocare 46'-47′. Ampliare così tanto i minuti di recupero non lo so. Perché tanto di quei 12′ minuti quanto si gioca? Io sarei per due tempi da 30', i giocatori perderebbero meno tempo. Non puoi permettere al portiere di perdere tempo nei primi 45′".

E allora perché considerare l'insistenza del mister rossonero come una battaglia coi mulini a vento, come nonno Simpson che urla alle nuvole; un delirio inascoltato invece di una fonte di dibattito costruttivo e arricchente? Perché la questione è esposta male e compresa ancor peggio da chi di dovere. Naturalmente Pioli si riferisce a situazioni specifiche del Milan aggiungendo riferimenti al panorama calcistico europeo, veicolando un messaggio non sostenuto dai numeri. Infatti, le dichiarazioni sopra riportate contengono, nella versione integrale, accenni al metro adottato in Europa e in Champions League in relazione alla gestione dei tempi addizionali. Secondo Pioli l'approccio europeo sarebbe diverso rispetto a quello dell'AIA ma, nei fatti, è abbastanza sovrapponibile, come si vede anche dalle statistiche della Serie A, motivo per cui non sarà oggetto di confronto.

Quando Pioli si riferisce alla "motivazione" di Collina, è inevitabile che si riferisse alle dichiarazioni del Presidente della Commissione Arbitrale FIFA in merito allo spauracchio - o almeno il percepito come tale, come un'arma brandita nelle mani di un dissennato - dei maxirecuperi di Qatar 2022. Spiega l'ex arbitro bolognese nel dicembre 2022: "La questione delle partite che durano anche meno di 50' di tempo effettivo è qualcosa che viene da molto tempo fa. Come FIFA e IFAB abbiamo chiesto da anni di fare qualcosa, per cercare di avere più tempo da giocare durante una partita. Abbiamo dato ai nostri arbitri alcune indicazioni specifiche, da considerare in modo accurato, in particolare il tempo per gli infortuni dei giocatori che era già stato calcolato, ma in modo standardizzato, per un minuto (invece di 30 secondi, ndr) per ogni intervento.

Aggiunge Collina: "(Le esultanze, ndr) sono un momento di gioia per chi segna, ma ci vuole un bel po' di tempo per festeggiare un gol, e per gli avversari ci sono meno possibilità di giocare. Quindi va considerato anche il tempo speso per la 'celebrazione' dei gol, e poi ovviamente quello per gli interventi del Var, sia quando c'è un ritardo nella ripresa del gioco a causa di un controllo effettuato dagli ufficiali di gara video, sia per la revisione quando l'arbitro va al monitor. Qui in Qatar dopo 32 partite abbiamo in media una decina di minuti a gara". A quella che è stata definita giornalisticamente la "Regola della Misericordia" si è adeguata anche la massima serie italiana.

Infatti, il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, attraverso i canali ufficiali aveva accolto positivamente la proposta appena due settimane dopo le parole di Collina: "Il tema dell’uniformità della durata delle partite è importante". Adeguare il regolamento scritto alle nuove norme IFAB non sarebbe stato possibile a stagione in corso - almeno non ufficialmente - e quindi è quella in attuale via di sviluppo la prima Serie A senza possibilità di appello a interpretazioni per tutto quello che riguarda il tempo da recuperare.

Evidenziate, le implementazioni rispetto alla versione precedente del regolamento FIGC.

Per evitare analisi pressapochistiche e basate su un campione troppo esiguo e inconsistente, un'idea per valutare quanto e come le prese di posizioni pubbliche di chi ha il potere di influenzare concretamente le dinamiche del calcio italiano è stato quello di raccogliere i dati delle ultime due stagioni complete di Serie A (2021/22 e 2022/23) e quelli del 2023/24 sino alla 20° giornata per media di minuti di recupero per giornata e tempo effettivo per turno.

Nelle prime 12 giornate della A 2021/22, insomma sino al sopracitato dialogo Pioli-Scariolo, i minuti totali di recupero giocati (non assegnati ma effettivamente disputati) per le 10 partite di Serie A di ciascuna giornata sono stati 65.25 (dati Lega Serie A), con una percentuale di tempo effettivo (ossia di tempo con la palla in gioco rispetto al totale) del 51.75%, calcolato ovviamente non sui 90' di base ma su tutto il recupero.

Nel resto della stagione (13°-38° giornata, 2021/22), i minuti di recupero sono diventati 64 e il tempo effettivo è arrivato al 51.78%: si aggiunge un pizzico meno, si gioca uguale. Anche al netto delle rimostranze di Pioli, la media totale del 2021/22 della Serie A si attesta sui 64' di recupero totali per turno e il 51.77% di gioco effettivo. Nota di colore: in 8 dei 38 turni, le squadre che hanno giocato la gara dal recupero più corposo di giornata sono state Salernitana, Spezia e Cagliari. La Roma, subito a ridosso delle più recuperose, in 7 occasioni ha avuto la partita con più minuti di recupero assegnati.

Un primo parere, giustificato e argomentato.

Nelle prime 15 gare della stagione 2022/23, ossia quelle precedenti al Mondiale e al cambio di paradigma, la Serie A è sembrata anticipare i tempi (gioco di parole non intenzionale ma efficace): 74.07' recuperati, di media, a turno, con una percentuale di tempo effettivo del 54.93%; quindi un minuto lordo in più a gara e oltre il 2% in più di calcio vero sui campi della massima serie.

Dalla 16° giornata al termine della stagione 2022/23, nella convinzione che di lì a poco si sarebbero dovute riprogrammare tutti gli appuntamenti del weekend per incastrare le propaggini sempre più pronunciate delle partite, le medie dicono 76.91' recuperati per giornata e il 56.75% dei minuti giocati. Poco meno di 20" recuperati per match rispetto al pre-Qatar ma quasi un altro 2% di tempo effettivo in più. Numeri al limite dell'insignificante se parametrati nel breve periodo, decisamente più impattanti se analizzati nel medio: le statistiche annuali indicano un aumento di 11.79' di recupero per turno, in linea con il +4.26% di tempo effettivo di gioco del 2021/22. Nota di colore: Salernitana e Spezia comandano ancora la classifica, avendo giocando per 8 turni su 38 la partita più lunga? No: per 10 volte è la Roma a primeggiare.

Cosa aspettarsi, allora, dalla stagione 2023/24, la prima in cui le regole ufficiose del 2023 sono diventate ufficiali? Un'integrazione sistematica di una sorta di tempo supplementare e nemmeno più un attimo per respirare e prendere fiato? Le prime 20 giornate hanno registrato 87.7 minuti recuperati per turno con il 56.2% di tempo effettivo; in media, a ogni partita vengono quindi aggiunti poco meno di 9 minuti di recupero. Nota di colore: chi sono le due formazioni che hanno giocato di più? Ovviamente loro, Roma (6 turni su 20) e Salernitana (4)

Insomma, in Serie A si passa un minuto in più a gara ad aspettare il triplice fischio dell'arbitro ma giocandone, in proporzione, meno che nel recentissimo passato. Nella pratica, quello che doveva essere un deterrente si sta dimostrando una panacea inefficace; la Serie A ha risposto in modo approssimativo a una sua irrazionale fobia. Quella che sarebbe una correzione auspicabile per migliorare la fruizione del calcio - ossia giocare meno - è finora disattesa, nonostante siano i giocatori stessi a raccomandarla e poi a chiederla. Invece, i calendari diventano sempre più fitti e le gare sempre più dilatate. Una correzione prevista ma incapace di soddisfare le esigenze di chi vorrebbe combattere la battaglia contro uno stato dell'arte che ne svilisce l'essenza stessa. E continuerà a farlo, anche a costo di assumere le sembianze di don Chisciotte.

  • (Bergamo, 1999) "Certe conquiste dell'anima sarebbero impossibili senza la malattia. La malattia è pazzia. Ti fa tirare fuori sentimenti e verità che la salute, che è ordinata e borghese, tiene lontani."

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