, 14 Gennaio 2024

Lazio-Lecce (1-0) - Considerazioni Sparse


Una partita su cui non si accendono i riflettori dello spettacolo e che viene illuminata unicamente da un lampo di classe dei giocatori della Lazio.

Sonnolenza è il termine che maggiormente si addice a questo Lazio-Lecce pre-pranzo domenicale. Le due contendenti sono sostanzialmente lente e blande nella loro impostazione del gioco senza che nessuna osi aprirsi o scoprirsi. Per lunghissimi tratti il pallone gira orizzontalmente permettendo alle difese di non farsi trovare quasi mai scoperte. Alcuni sprazzi di verticalità si intravedono ogni tanto e creano un minimo di brivido ai rispettivi tifosi ma, francamente, poca roba;

Se l'attesa dovrebbe essere essa stessa piacere, come vuole il noto detto, questa può essere sicuramente ripagata dalla immensa classe di Luis Alberto che letteralmente inventa un tocco di prima in area di rigore per Felipe Anderson che segna l'unico gol della partita. Idea e velocità di esecuzione. In pochi secondì si vede ciò che è mancato in novanta minuti. Molti, infatti, sono stati gli errori di imprecisione visto che i centrocampi si sono spesso annullati e il pressing in fase di seconda costruzione è stato molto intenso;

Hombre del partido: Felipe Anderson. Quando diventa falso nueve pare che si trasformi in un altro giocatore. Attento, rapido di gamba e di pensiero. L'anno scorso lo aveva già dimostrato che quel ruolo gli si ritaglia alla perfezione pur non avendo quell'istinto tipico del suo compagno di reparto Ciro Immobile. Chiede palloni, fa salire la squadra e riesce a dialogare, grazie alla sua tecnica, con centrocampisti e ali offensive. Il gol impreziosisce un'ottima partita;

La Lazio, ancora una volta, si dimostra cinica e chirurgica. Non concede praticamente spazi, la difesa è sempre pronta a coprire e scappare all'indietro per neutralizzare possibili azioni gol del Lecce. Sfrutta alla perfezione l'unica vera palla gol e praticamente non soffre più. Da tempo si chiedeva questo grado di concentrazione constante per tutti i novanta minuti e, difatti, sono arrivate cinque vittorie consecutive molto allegriane nella modalità. Ma tanto basta ad agganciarsi alla zona Champions;

Il Lecce, salvo qualche sprazzo del primo tempo, fa troppo poco per intimorire Provedel. Poca verticalità e idee. Gioca lentamente e sempre con un occhio all'indietro nella direzione del pallone benché, quando ha provato a verticalizzare ha seriamente impensierito la difesa biancoceleste. Un pò causa l'appannamento dei suoi giocatori di maggiore tecnica, un pò perché la Lazio imbriglia bene gli spazi e le traiettorie di passaggio. Per salvarsi deve sicuramente fare di più in trasferta per rosicchiare quei punti che potrebbero farla arrivare ad aprile-maggio senza troppi affanni.


  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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