
Fiorentina-Udinese (2-2) - Considerazioni Sparse
Sfida tiratissima tra Fiorentina e Udinese: i viola riacciuffano i friulani nel finale grazie al rigore trasformato da Nzola.
Partita intensa, partita complicata per la Fiorentina, partita che per il risultato finale lasci un po' di amaro in bocca a entrambe le squadre. Perché l'Udinese, due volte in vantaggio, ci ha creduto fino in fondo giocando una gara tatticamente ben preparata; perché la Fiorentina, dopo un primo tempo in apnea totale, è brava e fortunata nel ribaltare l'inerzia del match, e ha persino da rammaricarsi per un palo colpito nei minuti di recupero da Bonaventura;
Italiano torna alla difesa a quattro, dopo i pro e i contro delle sperimentazioni contro il Bologna. Ma al pronti via non ottiene risposte rassicuranti, soprattutto rispetto agli affanni negli sviluppi che attanagliano la Fiorentina da almeno un mese. La scelta come play di Mandragora titolare per Arthur (forse indotta dal campo pesantissimo, dall'opacità dell'ex Juve nelle ultime uscite) si rivela tragica, perché i viola perdono punti di riferimento e velocità nel far girare la palla, contro un'Udinese che colpisce subito con Lovric (migliore in campo) proprio in ripartenza. L'inserimento proprio del brasiliano all'intervallo, insieme al neo-acquisto Faraoni per un negativo Kayode, rimetterà in linea i viola;
I 120' di Coppa Italia hanno sicuramente influito sulla condizione della Fiorentina, ma il primo tempo dei gigliati è una costante caduta nelle trappole dell'Udinese, con i ragazzi di Cioffi che saturano gli spazi ed escono rapidamente appoggiandosi a Lucca, dominando sulle seconde palle. In questo, l'imprecisione dei Viola nella metà campo avversaria (e una serie di letture difensive a dir poco discutibili di Martinez Quarta) agevola fin troppo il lavoro dei friulani, soprattutto nel primo tempo. E nonostante lo scatto in avanti della Fiorentina nella ripresa, i duelli persi peseranno come un macigno anche in occasione del momentaneo 1-2 di Thauvin, a conferma anche di un'Udinese che sul piano atletico e mentale sta bene, e stava meglio degli avversari;
Gli esterni restano un cruccio irrisolvibile per la Fiorentina: Ikoné (che pur ha avuto qualche spunto interessante nella ripresa, ma ha sulla fedina il contropiede del primo vantaggio friulano) e Brekalo hanno troppe, troppe scelte sbagliate e palloni sprecati. E per il momento sono gli unici due a disposizione del tecnico viola. Se i toscani faticano troppo in fase di rifinitura, è difficile andare a scomodare limiti nella preparazione della manovra offensiva quando i tuoi giocatori compiono così tanti errori scolastici. Sicuramente un caso, ma Beltran (partita di fatica e di lotta, premiata dal gol) trova il primo pareggio staccando su una palla tesa messa da... Faraoni, ultimo arrivato in casa Fiorentina;
Il pari consente ai Viola di rimettere il musetto davanti sul quarto posto, complice anche lo scivolone del Bologna a Cagliari. Alla fine, soprattutto per quello che è stato l'andamento della gara, a rammaricarsi guardando la classifica è più che altro l'Udinese, sfortunata e ingenua sul rigore concesso al minuto 87. Cioffi prepara bene il piano gara e i suoi lo interpretano con attenzione, ma soprattutto è bravo a leggere la situazione nel primo quarto d'ora della ripresa, quando cambia Ebosele con Ehizibue e soprattutto spariglia l'attacco, levando a sorpresa Lucca e Samardzic per Thauvin e Success. Più lavoro difensivo e di raccordo dagli attaccanti, e forze fresche a premere sull'affannato Biraghi avevano permesso all'Udinese di reggere l'urto viola e riportarsi in vantaggio. Galeotto il braccio di Ferreira, che permette a Nzola di ridare un senso alla sua stagione e al suo niet alla Coppa d'Africa, trasformando il rigore del 2-2.
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