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Cagliari Bologna
14 Gennaio 2024

Cagliari-Bologna (2-1) - Considerazioni Sparse


Nandez e Petagna trascinano il Cagliari fuori dalla zona retrocessione e condannano un Bologna che non sa più vincere.

Nel tiepido sole invernale della Sardegna va in scena uno scontro quasi ideologico tra due squadre espressione di due diverse concezioni del calcio e filosofie di gioco. Alla fine è il Cagliari quadrato e speculativo di Claudio Ranieri ad avere la meglio sul Bologna di Thiago Motta che domina la gara in fase di possesso ma paga ancora una volta i propri limiti offensivi. I sardi banchettano sulla sterilità degli emiliani e portano a casa tre punti incredibilmente importanti, mentre il Bologna prosegue nel suo trend negativo e appare sempre di più intrappolata in un circolo vizioso alimentato da risultati negativi e fiducia nei propri mezzi che sta venendo pian piano a mancare.

La partita del Cagliari è tutta nella prestazione del suo capitano che si riscopre, oggi più che mai, anima della squadra e di tutto l'ambiente. Nella settimana che lo ha visto protagonista polemico di voci di mercato e smentite social, Nahitan Nandez gioca una partita clamorosa per il modo in cui coniuga leadership, intensità e qualità tecnica delle giocate. Il Cagliari è una squadra sorniona, che vive di fiammate e che si esalta quando a guidare la carica sono giocatori carismatici ed emotivi come l'uruguaiano ed è per questo che la vittoria di oggi, una vittoria che proietta il Cagliari fuori (per il momento) dai liquami della zona retrocessione, è merito anche del cuore del capitano. Che sia stato debitamente stimolato dalle polemiche degli scorsi giorni non è dato saperlo, ma oggi abbiamo rivisto quello che Nahitan Nandez può davvero dare a questo campionato.

Al fianco dell'uruguagio un gruppo che mostra grande compattezza e voglia di rimanere in partita per tutti i 90'. Il Cagliari di sicuro si ritrova a suo agio nel poter disporre due linee così strette e dense e nel potersi concentrare a sfruttare contropiedi e transizioni, ma recuperare un gol di svantaggio al Bologna non è mai facile e la tenacia e la concentrazione che i sardi mettono nella loro prestazione rende senza dubbio meritata una vittoria ottenuta comunque speculando su limiti e disattenzioni dei bolognesi. Da segnalare in particolar modo la grande gara di Petagna che vince inaspettatamente il duello contro Calafiori. L'attaccante ex SPAL riesce a cavare grandi energie mentali dal gol dell'1-1 ma per tutta la partita è una spina del fianco di una difesa che non avremmo mai pensato di veder soffrire così tanto un giocatore che non andava a segno dallo scorso giugno.

Il problema del Bologna è che non può giocare ogni settimana contro l'Inter? Al di là delle battute, il Bologna sta soffrendo in particolar modo la contingenza di un calendario che nelle ultime tre giornate le ha presentato tre squadre solide e quadrate come Udinese, Genoa e appunto Cagliari. Tre squadre che, con il loro atteggiamento difensivo, hanno esasperato l'enorme problema di produzione offensiva della squadra di Thiago Motta che si è invece dimostrata enormemente più a suo agio contro squadre propositive e aperte come, appunto, l'Inter d'Inzaghi. Non potendo giocare nello spazio lasciato libero dagli avversari e non potendo pressare una squadra che rinuncia deliberatamente a tenere la palla, al Bologna non resta altro che mantenere e dominare inutilmente il possesso, come accaduto già nelle ultime due settimane. La differenza rispetto alla gara contro il Genoa la fa un Calafiori insolitamente disastroso che condanna il Bologna ad espiare i suoi limiti con una sconfitta dura e preoccupante.

In un Bologna alle prese con le tante assenze per squalifica e infortunio, Thiago Motta rispolvera alcune idee un po' scomparse di recente dalla proposta tattica del tecnico italobrasiliano. Torna titolare in campionato Aebischer e i rossoblù si schierano con un 4-3-3 che permette allo svizzero e a Ferguson di andare a sovrapporsi sulle fasce e agli esterni, in particolare Orsolini, di accentrarsi andando a riempire l'area di rigore al posto di Van Hoojidonk. All'olandese è richiesto soprattutto un lavoro di fisico e di sostanza alle spalle del centrocampo e forse è meglio così. L'apporto offensivo del figlio d'arte è abbastanza avvilente e quelle poche volte che il Bologna riesce ad entrare in modo più nitido nell'area di rigore cagliaritana ci pensa l'olandese a complicare la vita alla sua squadra, come accade al 40' del primo tempo su un nell'inserimento di Ferguson. È emblematica poi la scelta di Motta di sostituirlo rinunciando definitivamente a una prima punta di ruolo per schierare al suo posto Fabbian, ma il Bologna non poteva permettersi di continuare a mantenere in campo un attaccante che in 78 minuti ha tirato in porta la bellezza di zero volte. Il problema del Bologna non è la dipendenza da Zirkzee ma la mancanza di un vero sostituto all'altezza.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto e l'abusivismo edilizio. Ha studiato a Bologna, dove si è laureato in giurisprudenza, e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema, quasi quanto fare oscuri riferimenti alla storia o alla politica. Ha sul comodino una sua foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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