
Monza-Inter (1-5) - Considerazioni sparse
Tutto facile per l'Inter contro un Monza che ha peccato di tracotanza.
Mancavano solo bevande, stuzzichini e qualche montaggio di vecchi video per rendere Monza-Inter di questa sera la cosa più simile ad una rimpatriata di vecchi amici del liceo che vedrete nella Serie A 2023/24. A stimolare la nostalgia e la sensazione di familiarità del tifo nerazzurro non sono però solo i volti di tanti conoscenti di lunga data o la brevissima distanza da Milano, ma soprattutto il risultato rotondo e netto con cui gli ospiti si sono imposti sui brianzoli, un 1-5 che non ammette appelli né repliche e che lancia l'Inter alla caccia del three-peat in Supercoppa Italiana. Al netto di qualche passaggio a vuoto dei nerazzurri, resistere contro la squadra d'Inzaghi non era cosa facile ma è da segnalare come Palladino abbia attivamente contribuito a facilitare enormemente il lavoro della capolista. Il Monza paga un approccio troppo poco pragmatico e del suo allenatore alla preparazione della partita e una serie di scelte tattiche di difficile spiegazione.
La partita del Monza sta tutta nelle parole di Alessandro Budel per DAZN, che chiude la telecronaca della partita sottolineando come la scelta di Palladino di non snaturarsi e estremizzare le proprie scelte tattiche piuttosto che adattarsi adattarsi al gioco dell'Inter con senso pratico e realismo sia stata la principale causa di una sconfitta così netta. I brianzoli hanno sicuramente accusato il doppio svantaggio dopo pochi minuti, ma è l'approccio complessivo ad essere apparso lontano dalla realtà. In particolare, è sembrata decisamente controproducente la scelta di non affidarsi a Colombo: al netto del diverso momento di forma che vivono lui e Dany Mota, schierare l'ex Lecce avrebbe sicuramente aiutato a tenere alta la squadra, a cercare il lancio lungo, a scardinare il primo pressing dell'Inter. La decisione invece di esasperare la ricerca del possesso ha privato i brianzoli di sostanza e punti di riferimento in attacco, rendendo molto più facile la vita ad un reparto difensivo, come quello dell'Inter, che non ha certo bisogno d'aiuto. Palladino conferma così un trend preoccupante che può essere invertito solo con un approccio più basilare e pragmatico per superare limiti e problemi della sua rosa.
Dall'altra parte della barricata, Inzaghi è molto bravo a capire il momento e le difficoltà del Monza e ad agire di conseguenza. L'Inter dei primi minuti mostra una fame clamorosa, è una bestia che fiuta il sangue dell'avversario in affanno e concentra tutti i suoi sforzi per colpirla il più velocemente e il più letalmente possibile. Un ottimo approccio che permette ai nerazzurri di fare ciò che amano fare più d'ogni altra cosa, ovvero amministrare la partita. Uno sport in cui però l'Inter ha mostrato più volte i suoi limiti contro Genoa e Verona, per cui non è banale il fatto che l'Inter questa sera abbia saputo controllare e incassare bene i pochi colpi sferrati da un avversario comunque insidioso come il Monza. La squadra d'Inzaghi ha ancora della strada da percorrere, ma ha mostrato di saper usare le marce intermedie tra la prima e la quarta, un abilità estremamente utile considerando anche un calendario che, con la trasferta in Arabia, comincia a farsi sempre più intenso e complesso.
La prestazione che colpisce di più nell'Inter è quella di Stefan de Vrij, al ritorno nell'11 titolare dopo quasi due mesi. L'olandese si fa piacere soprattutto per la reattività e la prontezza con cui risponde presente alla chiamata d'Inzaghi: propositivo in fase di costruzione e preciso nell'anticipo, ci pensa lui a neutralizzare per l'Inter tutta quelle poche minacce che il Monza riesce a concretizzare nel corso della partita. Un segnale importante, quello che arriva dall'ex Feyenoord, visto il periodo d'appannamento di Acerbi che nelle ultime partite è calato di costanza e intensità. Una bella prestazione che si pone in antitesi rispetto alla rumorosa scelta d'Inzaghi di non buttare nella mischia, anche a risultato ormai acquisito, Sanchez e Arnautovic. Nonostante il tecnico abbia insistito molto sulla necessità di dosare le forze in vista della trasferta saudita, il mancato impiego delle due seconde linee fa riflettere.
Le scelte sbagliate di Palladino e la potenza di fuoco indiscutibile dell'Inter rendono la partita di questa sera la gara meno indicativa per valutare il rendimento delle colonne portanti del Monza di Galliani. Perciò, invece di avventurarci in giudizi eccessivi e immeritati sulla prestazione di Ciurria & co, proviamo a sottolineare come il Monza abbia necessità ineludibile di forze fresche e nuovi innesti. Servirebbe soprattutto un centrocampista da affiancare a Pessina, visto l'arretramento di Gagliardini nel reparto difensivo, un mediano capace prima di tutto di fare filtro e portare ordine nella zona nevralgica del campo, quella zona in cui questa sera si sono avvicendati Bondo e Akpa Akpro, con risultati disastrosi. La squadra di Palladino sta facendo un campionato complessivamente molto positivo ed è difficile pensare che la società voglia investire in un progetto che sembra andare avanti col pilota automatico. Ma la squadra è in apnea e questo trend, se non invertito, rischia di compromettere il vero obiettivo della stagione dei brianzoli, ovvero la valorizzazione di Ciurria e Colpani, sempre più in difficoltà nelle ultime settimane. E l'arrivo di Maldini è la risposta sbagliata ad una domanda mal compresa.
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