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Australia Open
, 12 Gennaio 2024

5 giocatori da seguire all'Australian Open 2024


Giovani emergenti e vecchi ritorni.

Probabilmente, dei quattro Slam, quello australiano è il meno affascinante, privo del richiamo storico e l'eleganza che rivestono Wimbledon o il Roland Garros, ma nemmeno l'appeal pop a stelle e strisce degli US Open, con le arene giganti e campioni sempre diversi. Ma l'Australian Open è il torneo di cui, in fondo, tutti sentiamo di più il bisogno. Quello che arriva a salvarci dal torpore di una lunga off-season, che ci tende la mano benevolo dopo più di un mese senza tennis e ci lancia come in un tostapane in uno dei quattro tabelloni più importanti dell'anno.

È quel periodo dell'anno in cui finalmente sentiamo l'odore del grande tennis, dopo settimane in cui il massimo che potevamo ritrovarci a seguire era qualche esibizione con regole speciali giocata in un posto esotico o qualche improbabile torneo a squadre di cui non è nemmeno troppo chiaro il funzionamento, e di sicuro nessuno ha voglia di mettersi a scoprirlo.

Match dai contorni epici come la leggendaria semifinale Nadal-Verdasco del 2009, l'impresa di Wawrinka contro Djokovic nei quarti del 2014, il commovente ritorno della Fedal e il trionfo di Federer in finale nel 2017 o la gloriosa rimonta di Rafa nella finale del 2022 sono partite la cui risonanza viene amplificata nella nostra memoria anche perché le abbiamo vissute in momenti in cui avevamo voglia di vedere una grande partita di tennis. L'Australian Open ha risposto ad un nostro bisogno.

Se la storia delle vittorie australiane sembra raccontare una traiettoria lineare, con i big 3 a portarsi a casa il trofeo in 18 delle ultime 20 edizioni (Safin 2005 e Wawrinka 2014 le due eccezioni), la posizione nel calendario non ci permette comunque di pensare a questo come a un torneo prevedibile nel suo svolgersi. Se i vincitori sono spesso tra i nomi più quotati, la scarsa quantità di tennis giocato nelle settimane precedenti rende complicato fare previsioni sullo stato di forma alla vigilia di uno Slam in cui è capitato di ritrovarsi Chung, Edmund o Karatsev in semifinale o l'improbabile Tennys Sandgren per due volte nei quarti.

Senza la pretesa di raccontarvi chi vincerà il primo torneo major del 2024, con la fine della scorsa stagione che sembra aver incoronato in modo naturale i “nuovi” big 4 (e noi uno lo seguiremo con particolare interesse), ecco i nomi di 5 giocatori che, secondo noi, potrebbero far bene. Come sempre su questi canali, le regole sono chiare: facilmente non vinceranno (e probabilmente non ci andranno meno vicini) alcuni saranno più affermati, altri meno, ma sono 5 tennisti che vale la pena di seguire, un po' perché ci piacciono e un po' perché potrebbe capitare di ritrovarli più avanti del previsto.

N.B.: la voce “possibilità di vittoria” non riporta una vera e propria probabilità: un 4/10 ovviamente non sarà da intendersi realmente come un 40% di probabilità di vincere il torneo, ma più come un giudizio qualitativo sulle possibilità del giocatore di arrivare in fondo.

Il percorso di Sinner (via Quotidiano Nazionale)

Jack Draper

Possibilità di vittoria: 0.5/10

Cosa realmente ci aspettiamo: siamo ottimisti: ottavi di finale

Scenario alternativo: nell’articolo relativo allo scorso US Open consigliammo Shelton (e tutti sappiamo come è andata). E se succedesse anche con Draper? Noi ci proviamo…

Jack Draper è un emergente in rampa di lancio ormai da qualche anno, che per un motivo o per l’altro non è ancora riuscito a fare il definitivo salto di qualità. Il suo miglior ranking è il 38esimo posto di gennaio 2023, ma quest’anno sembra quello giusto per l’exploit.

Il classe 2001 di Sutton è completo, con uno stile di gioco molto dispendioso basato su un ritmo alto e uno stile da moderno picchiatore, e cosa ancora più importante, è mancino. Il dritto è la sua arma migliore, ma anche col rovescio riesce a trovare ottime soluzioni, in particolare quella lungolinea. Oltre alla tecnica, l’inglese è molto prestante fisicamente e veloce nei movimenti, dimostrandosi un eccellente difensore e maestro dei passanti.

Nel momento in cui scriviamo, Draper ha raggiunto la finale del 250 di Adelaide battendo Baez, Kecmanovic, Paul e Bublik, concedendo l'unico set del torneo al serbo.

Draper non ha rispettato le aspettative che circolavano sul suo conto. In un video dell’ATP Tour sulle previsioni per il 2023, molti tennisti tra cui anche Rublev lo hanno indicato come giocatore che avrebbe vinto il suo primo titolo di lì ai prossimi mesi. Contro il ceco Lehecka, Draper avrà finalmente questa possibilità, con la sensazione di un’ascesa a scoppio ritardato.

Una vittoria, oltre a essere il primo trofeo in bacheca, potrebbe fungere da definitivo click per la breakout season che tutti ci aspettiamo. E chissà che le conseguenze del torneo di Adelaide non possano vedersi già all’Open d’Australia, dove Draper si trova dalla parte di tabellone presieduta da Carlos Alcaraz.

Prima dello spagnolo però, il percorso è tortuoso ma fattibile, soprattutto per il livello mostrato proprio in questi giorni. Dopo Giron al primo turno, Draper affronterebbe sulla carta nuovamente Tommy Paul, battuto ad Adelaide (6-1 6-4). Se il risultato dovesse ripetersi, al terzo turno ci sarebbe un altro giovane, lo svizzero Stricker. Sono entrambi match durissimi, ma dove Draper potrebbe prevalere imponendo sin da subito un ritmo alto.

Il nostro sogno quindi è di vedere l’ottavo di finale Draper-Alcaraz. Le chance che ha l’inglese di vincere e approdare ai quarti degli Australian Open sono vicine allo zero, ma a noi interessa solamente vederlo lì tra i migliori al mondo. E se non ci credete, credeteci.

Arthur Fils

Possibilità di vittoria: 1/10

Cosa realmente ci aspettiamo: Tra lui e la seconda settimana c’è Rune. Se il danese stecca, potrebbe essere lui a riempire quel vuoto.

Scenario alternativo: Auger-Aliassime si infortuna prima dell’inizio ma, per non rinunciare al premio, lo assolda per fingersi lui e giocare al suo posto. Confuso, perde entrambi i primi turni.

Arthur Fils è stata l’esplosione più evidente del 2023, anno che ha iniziato da talentino dei Challenger (a gennaio il trionfo ad Oeiras in Portogallo) e che ha chiuso da numero 36 ATP, scalando più di 200 posizioni nel ranking. Ha già vinto il suo primo titolo nel circuito maggiore (Lione), ma conta anche una finale (Anversa) e alcune semifinali (Marsiglia, Montpellier, Amburgo), con conseguente ingresso nella top 50 in estate come più giovane di sempre ad esserci riuscito.

Classe 2004, Fils deve ancora compiere 20 anni ma viene visto come un predestinato già da prima dei risultati ATP. Per molti un Auger-Aliassime in miniatura, Fils ha impressionato fin dalle prime apparizioni soprattutto per un fisico già strutturato, che sin dal primo impatto lo fa apparire più “pronto” rispetto ai coetanei, oltre che per un campionario di colpi “pesanti” abbastanza invidiabile, che lo rendono piuttosto efficace su più di una superficie.

È il prototipo del tennista moderno, muscolare quanto serve ma anche vario nelle soluzioni e con un solido servizio a disposizione. Il francese di Metz sembra avere davvero tutto per potersi rendere protagonista del tennis del futuro ma, vista la sua crescita esponenziale, non è detto che già il presente non gli riservi un ruolo centrale. Se la sua parabola lo stia davvero destinando all’élite non possiamo ancora saperlo, di certo sappiamo che, perché questo accada, è necessario cominciare a vedere risultati importanti nei tornei dello Slam.

Il tennis tre su cinque è quasi un altro sport: Fils, in questo sport, non ha mai fatto più di un secondo turno ma, se l’età è dalla sua, è vero anche che uno che scala più di 200 posizioni in un solo anno solare non sembra esattamente il tipo che si fa attendere più di tanto.

Per questo motivo noi crediamo che ci possano essere già i presupposti per il primo exploit in un major. Perché non già questo Australian Open, allora? Le prime apparizioni dell’anno a Hong Kong, ma soprattutto a Auckland, ci raccontano di un Fils in forma, che ha iniziato bene questo 2024, ma naturalmente la prova vera lo attende a Melbourne: per il ragazzo è ora di diventare grande.

Arthur Fils alle Next Gen ATP Finals (via SuperTennis)

Alex de Minaur

Possibilità di vittoria: 2/10

Cosa realmente ci aspettiamo: spinto dal pubblico arriva fino agli ottavi.

Scenario alternativo: unico caso in cui lo scenario alternativo è anche quello sperato: viene travolto dall’Arnaldismo al secondo turno.

Alex de Minaur è il beniamino di casa e ha cominciato la stagione in modo formidabile. Alla United Cup ha trascinato l’Australia fino alla semifinale, battendo nel giro di poco tempo Fritz, Djokovic e Zverev.

L’australiano è entrato per la prima volta nella Top 10, e l’imminente Australian Open sembra il palcoscenico giusto per l’exploit definitivo in uno Slam - il miglior risultato è il quarto turno allo US Open nel 2020.

Una delle qualità migliori di de Minaur infatti, oltre alla solidità dei fondamentali e una rapidità fuori dal comune, è l’animo combattivo, che gli permette di raggiungere picchi di rendimento impensabili; digitando “de Minaur God mode” su YouTube ne avrete una chiara dimostrazione. Dei nove exploit proposti da TennisTv, tre sono avvenuti in Australia, senza contare ovviamente quelli del 2024 citati in precedenza.

Il nome di de Minaur è dunque uno dei più adatti se siete amanti delle belle storie: lo sfavorito ragazzo di casa che, raccogliendo l’energia della gente, trionfa nel torneo che ha sempre sognato di vincere.

La realtà però è diversa dalle favole; l’australiano è stato sfortunato in sede di sorteggio, e per arrivare all’ottavo di finale teorico contro Rublev dovrebbe affrontare un tabellone pieno di insidie. Al primo turno lo aspetta l’ex n.3 Milos Raonic, e in caso di vittoria potrebbe esserci il nostro Matteo Arnaldi. Al R3 ci sarebbe probabilmente il cileno Nico Jarry, che sulle superfici veloci può sfruttare il servizio per dare a tutti filo da torcere. Niente che de Minaur non possa superare, ma poteva certamente andare meglio.

In molti pensano che più di così Demon non possa fare, eppure le premesse erano diverse: nelle Next Gen ATP Finals 2019 perse in finale contro la wild card del torneo Jannik Sinner. Cinque anni dopo, l’azzurro è quarto al mondo e promesso dominatore del tennis, mentre l’australiano ha raggiunto il suo best ranking al 10. Ora, Sinner è un fuoriclasse e non è paragonabile, ma siamo davvero sicuri che de Minaur abbia raggiunto il suo limite? Agli Australian Open, comunque vada, avremo una risposta. Voi tenetelo d’occhio.

Grigor Dimitrov

Possibilità di vittoria: 3/10

Cosa realmente ci aspettiamo: una sfida agli ottavi di finale contro Medvedev.

Scenario alternativo: dopo aver vinto a fatica contro Fucsovics, cade al secondo turno contro un Kokkinakis iper-galvanizzato dal pubblico di casa. L’australiano perderà poi la partita successiva contro Davidovich-Fokina.

Di Grigor Dimitrov abbiamo già scritto: certo è che il bulgaro si presenta a Melbourne come uno dei tennisti più in forma del circuito, tornato alla vittoria dopo sette anni di massacrante astinenza.

Dimitrov ha ritrovato brillantezza sia sul piano tecnico che su quello mentale sulla scia dello scorso finale di stagione, dove aveva raggiunto la finale 1000 a Parigi-Bercy. Il dritto è, come sempre, uno dei più interessanti del circuito, ma il vero upgrade è sul lato del rovescio, ora non più solo bello ma anche solido.

Soprattutto per quest’ultimo fondamentale, sembra che Dimitrov abbia riacquistato fiducia in se stesso. Più che per gli angoli impossibili trovati a Brisbane, lo stupore è per il solo fatto di aver tentato (e quindi pensato) soluzioni del genere, chiaro segno di una consapevolezza nei propri mezzi.

Al primo turno Dimitrov affronterà un avversario sempre scomodo come Fucsovics, ma fino agli ottavi di finale dovrebbe avere la strada abbastanza spianata, con Davidovich-Fokina unica insidia. Nel caso dovesse andare tutto bene, ad attenderlo ci sarebbe Daniil Medvedev, uno dei Fab Four di questa epoca. Il russo parte molto avanti nel pronostico, ma un Dimitrov così in forma può infastidire chiunque.

Forse è proprio questa la dimensione di Dimitrov all’Australian Open: un tennista al quale si richiedono gli ottavi di finale, ma che da lì in poi rappresenta una mina vagante, senza aspettative sul suo conto e con tutto da guadagnare.

Dopo la vittoria del 250 di Brisbane, il bulgaro ha sedato con classe tutto l’hype accumulato sul suo conto in vista di Melbourne: “Non voglio neanche pensarci, non ho pressione. Penso sia troppo presto per stabilire aspettative così alte su me stesso”. E se dovesse andare male, ci importerebbe davvero? Come ha scritto Michele Cecere: “la sua storia, anche se per certi versi rimarrà inconclusa, va già bene così”.

Holger Rune

Possibilità di vittoria: 4/10

Cosa realmente ci aspettiamo: Quarti di finale.

Scenario alternativo: squalificato per intemperanze (della madre) finisce a giocare soltanto il doppio in coppia con Boris Becker. Perdono in finale.

Non serviva certo leggere queste righe per interessarvi a un ragazzo che a 20 anni occupa un posto nella top 10 e ha partecipato alle ultime ATP Finals, uno dei prospetti più interessanti degli ultimi anni, già vincitore di 4 titoli ATP tra cui un Masters 1000. Tuttavia, dopo un esaltante finale di 2022, l'ultima stagione del danese è stata decisamente sotto le aspettative, forse anche perché già oggettivamente altissime.

Ma allora siamo stati noi ad aspettarci troppo da Rune o è stato Rune ad aver reso troppo poco nel 2023? È una domanda che ci siamo trovati inevitabilmente a doverci porre, dopo che nel post Wimbledon il danese ha attraversato un periodo nerissimo in cui, da luglio ad ottobre, ha vinto una sola partita su 10 incontri giocati. Leandro Riedi, Thiago Monteiro, Brandon Nakashima sono solo alcuni dei non certo irresistibili tennisti che hanno avuto la meglio su di lui nella seconda parte di stagione, che ha visto frenarsi quell'esplosione annunciata alla quale sembrava destinato. È come se il match di Wimbledon contro Alcaraz avesse rappresentato un bivio per entrambi, incoronando lo spagnolo tra i due talenti del 2003 e aprendo per Rune una crisi quasi irreversibile.

Da qui il cambio di allenatore, con l'interruzione della collaborazione con il sempre poco espressivo Patrick Mouratoglou, per affidarsi all'ancora meno espressivo Boris Becker ma anche a Severin Luthi (già nel team di Roger Federer). Pensiamo che Holger Rune possa far bene agli Australian Open perché Holger Rune deve far bene agli Australian Open: è quasi una necessità in questo momento della sua carriera, per riprendere il filo del discorso e tornare ad essere considerato uno dei futuri padroni del tennis.

La semifinale a Basilea e i quarti a Parigi in coda al 2023 ci hanno detto che è ancora in grado di vincere partite e la buona prova a Brisbane può dare sensazioni positive, ma non ci si può illudere che basti questo per tornare a credere in Rune come facevamo prima, come abbiamo fatto dopo Parigi Bercy nel 2022, quando ha dimostrato di poter mettere in riga una manciata di top 10 nella stessa settimana. Serve una grande prova su un grande palcoscenico, serve l'exploit in uno Slam, soprattutto ora che in pochi se lo aspettano. Noi pensiamo che lo possa fare, già in questo Australian Open.

  • Classe 2003. Ama i talenti inespressi e i giocatori ipertecnici. Ora studia Comunicazione e Società.

  • Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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