Logo sportellate
Juventus Frosinone
, 11 Gennaio 2024

Juventus-Frosinone (4-0) - Considerazioni Sparse


Per una Juventus vitale e sempre più a misura di giovani c'è un Frosinone in cerca di respiro.

Un quarto di finale di Coppa Italia abbastanza inaspettato, quello tra Juventus e Frosinone, che pone di fronte due squadre che si sono affrontate appena 19 giorni fa, benché a campi invertiti: in quell'occasione la spuntarono i bianconeri con la forza delle individualità. Questa volta Allegri dà maggior spazio alle seconde linee, come consuetudine in Coppa: solito 3-5-2 con Miretti e McKennie mezzali, Weah largo a destra e la coppia Yildiz-Milik in attacco. Il Frosinone, un po' appannato nelle ultime settimane, prova a riprendersi in una partita in cui non ha nulla da perdere. Out Monterisi, alle prese con qualche acciacco, a completare il terzetto difensivo con Okoli e Romagnoli torna quel Lusuardi che tanto bene ha fatto a Napoli. Dopo due mesi dall'ultima volta torna titolare capitan Mazzitelli, angelo custode di questa squadra; completa il 3-4-2-1 il dynamic duo Harroui-Ibrahimovic alle spalle di Kaio Jorge. I primi minuti sono ben ritmati: le due squadre ottengono le cose migliori dalla pressione alta, e da un disimpegno sbagliato di Cerofolini Yildiz manda in profondità Miretti, che si guadagna rigore dalla zolla del gol del compagno turco allo "Stirpe", realizzato perfettamente da Milik.

La Juventus si prende qualche minuto per rintanarsi nei suoi 30 metri, riflesso ormai automatico dei ragazzi di Allegri, dando spazio ai gialloblù di proporsi più spesso. Nelle occasioni a disposizione, però, il Frosinone mette in luce i suoi attuali limiti: lo sviluppo dell'azione è troppo prevedibile, nessuno salta l'avversario e la presenza in area di rigore è abbastanza scarsa. Prova a distinguersi solo il più giovane dei 22, Arijon Ibrahimovic, che però viene utilizzato sul centrodestra, snaturando in parte le sue qualità di ala sinistra a piede invertito. La Juventus raddoppia grazie ad un Milik travestito da Lewandowski, che in 10 secondi mette insieme la combo cambio campo di 50 metri più controllo perfetto su imbucata di McKennie più mancino tra le gambe del portiere del Frosinone. Nella categoria riserve di lusso, l'arciere polacco si conferma uno dei più brillanti e affidabili dell'intera Serie A.

Il secondo tempo suggella la giornata da paura di Milik, che segna la tripletta (grazie ad un altro recupero altissimo, questa volta di Locatelli) e addirittura il poker su tap-in da sviluppo di corner, annullato però per fuorigioco. Poco male: il quarto arriva dopo due minuti, su un'altra imbucata al millimetro di un Mckennie sempre più a suo agio da tuttafascia, prolungata in gol da un Yildiz acrobatico in sforbiciata. Se spesso ci si diverte a paragonare Yildiz a Del Piero, allora questo gol sembra avere lo stesso patrimonio genetico di quello di ADP contro la Fiorentina del 1995: un tocco di prima al volo su una palla lunghissima, lì d'esterno verso il secondo palo, qui d'interno un po' masticato ma efficace sul primo.

Dopo il 4-0 la partita non ha pressoché più nulla da raccontare. Rimangono le valutazioni sulle due squadre. Da un lato una Juve di Coppa sempre più Dr. Jekyll (bella, creativa, aggressiva, coraggiosa): 10 gol fatti in 2 partite, uno solo subito. Tutti oltre la sufficienza, in una squadra che nelle due uscite infrasettimanali ha dimostrato di saper mettere in mostra un'identità moderna e proattiva, seppur con tutti i distinguo del caso, in netta contrapposizione con il Mr. Hyde speculativo di campionato. Questa Juventus è sempre più a misura di giovani, i suoi giovanissimi sempre più in luce e ben inseriti nel contesto. Tra gli altri, meritevole di una menzione è Miretti, sempre più marchisieggiante sul centro-sinistra; fraseggia, porta palla rimpicciolendosi, contrasta, pressa. L'auspicio è quello di vederlo più spesso in campionato (solo 95' nelle ultime 8 gare di Serie A).

Dall'altro lato, il Frosinone saluta senza troppi rimpianti la Coppa Italia. La squadra ciociara ha già superato le sue prospettive arrivando ai quarti di Coppa; la serata allo Stadium è servita più per far abituare i propri ragazzini terribili a questi palcoscenici, anche a farli soffrire tremendamente, qualcosa di molto istruttivo quando si lotta in zona salvezza. Menzione specifica per Cerofolini: dopo le ottime prestazioni di Coppa il portiere di riserva sembrava poter mettere in difficoltà la titolarità di Turati, ma contro la Juventus il numero uno scuola Fiorentina ha dato il peggio di sé, commettendo diversi errori sia in uscita palla che tra i pali. Per il Frosinone continua la necessità di rimpolpare la squadra in un mercato che finora, più per difficoltà esterne che per incapacità del management, è stato più complicato del previsto. L'allarme è sui quinti di centrocampo: servono giocatori di gamba, qualità e attenzione difensiva. E, soprattutto, un mancino.

  • Nato ad Andria nel 2001. Studente di economia e management con una smodata passione per i quiz, l'animo di Jimmy McGill e la figurina di Edin Dzeko nel portafoglio.

pencilcrossmenu