, 11 Gennaio 2024

5 giovani da seguire in Coppa d'Africa


Nomi utili anche per il prossimo calciomercato.

Sabato 13 gennaio ad Abidjan, Costa d'Avorio, ha inizio la Coppa d'Africa 2023. Anche nella sua 34° edizione, come l'ultima volta, si gioca in un anno che non corrisponde alla denominazione ufficiale del torneo. L'AFCON2023, infatti, si sarebbe dovuta giocare la scorsa estate, come richiesto a gran voce dai club costretti a perdere molti dei loro migliori giocatori in un momento chiave della stagione, ma è stata rinviata per rischio di inondazioni. Personalmente, ne sono felice. Trovo che il fatto che si giochi d'inverno, che l'ubereurocentrico mondo del calcio sbatta i piedi per terra infastidito perché ogni qualche anno - poco dopo il Santo Natale! - la sua periferia viene a bussare alla porta per riprendersi i suoi talenti per qualche settimana, sia pregno di poesia e di significato politico.

Oltre ad essere affascinante perché si gioca d'inverno, per il il tifo appassionato e il folklore degli stadi africani, per essere una miniera inesauribile di storie straordinarie di umanità e di sport, la Coppa d'Africa è una sterminata collezione di giocatori fighi, di giovani interessanti. Giocatori che io - e credo la maggior parte degli appassionati di calcio - difficilmente posso seguire durante la stagione regolare, perché in molti casi giocano in campionati situati fuori dai radar o semplicemente fuori dal pacchetto offerto dal mio broadcaster sportivo.

Per non arrivare del tutto impreparato, però, ho studiato un po' le convocazioni e ho cercato di individuare cinque giovani giocatori – nel range d'età dei "nostri" New Wave – che potrebbero farci divertire in queste settimane e di cui probabilmente sentiremo ancora parlare in futuro. I nomi proposti non sono particolarmente di nicchia: tutti o quasi tutti giocano in campionati di buon livello e sono in corsa in una delle tre coppe europee, ma nemmeno del tutto mainstream. Potreste averli già visti giocare, facilmente di giovedì sera, e in quel caso probabilmente saranno saltati agli occhi anche a voi e sarete felici quanto me di poterli vedere dare il loro meglio in un torneo per nazionali, in qualche fredda sera di gennaio.

Mohamed El Amine Amoura - Algeria (2000, Union Saint-Gilloise)

Nato nella cittadina industriale di Taher, 250 chilometri a est di Algeri, Amoura è cresciuto calcisticamente nella vicina Sétif, esordendo in prima squadra a vent'anni non ancora compiuti e segnando un gol già dopo 7' da professionista. A causa della bassa statura (170cm), grande velocità e ottima tecnica di dribbling, inizialmente veniva impiegato come esterno sinistro a piede invertito ma ben presto le sue capacità di finalizzazione lo hanno portato a spostarsi verso il centro dell'area di rigore.

Alla seconda stagione in Ligue 1 algerina, Amoura si è imposto come titolare inamovibile nell'attacco dell'ES Sétif e ha chiuso l'annata con 18 reti in 44 presenze tra campionato e CAF Champions League.

Guardando i suoi cinque gol più belli in maglia bianconera si comprende subito la poliedricità di questo giocatore: il primissimo, quello all'esordio, lo segna in contropiede scartando il portiere; il secondo, infilando un perfetto tiro a rientrare che, partito un paio di metri fuori dall'area di rigore con ben tre avversari a contrastarlo, si infila con morbidezza nel sette pietrificando il portiere avversario; il terzo, segnato in doppietta con il tiraggir appena menzionato, è frutto di un perfetto taglio in area di rigore finalizzato da un leggero tocco d'esterno destro che anticipa il marcatore e infila il pallone alla base del secondo palo.

Il quarto è un semplice - nemmeno così tanto, quando si è alti un metro e settanta - colpo di testa su calcio d'angolo, mentre il quinto è uno splendido mix di tecnica e furbizia: pallone "a campanile" in area frutto di un brutto rinvio di testa del difensore avversario, Amoura, in mezzo a due ben più alti e grossi di lui, controlla il pallone con la testa saltando entrambi in un colpo solo, salta il portiere con un sombrero arcuatissimo e, a meno di un metro dalla porta sguarnita, la appoggia in rete di testa.

Mohamed El Amoura, uno dei giocatori da seguire in Coppa d'Africa

È anche grazie a questi gol spettacolari se viene notato e immediatamente acquistato dal Lugano, dove gioca una buona stagione venendo impiegato più sugli esterni e sulla trequarti che come riferimento offensivo. I numeri in Svizzera non sono straordinari - 6 gol in 27 presenze con una media di 35' giocati a partita - e la sua annata è segnata anche da un infortunio patito in Coppa d'Africa (dove viene convocato senza però entrare in campo) che lo tiene fuori per diverse partite.

Durante il secondo anno in Canton Ticino la sua crescita è lenta ma costante. Non riesce ancora a imporsi come titolare ma viene inserito quasi in ogni partita, dimostrandosi sempre più duttile: punta, esterno d'attacco, trequartista ed esterno a tutta fascia, sia a destra che a sinistra. Gioca 31 partite, mantenendo la media di minuti per presenza del 2021/2022, e segna 8 gol in campionato dei quali 5 nelle ultime 7.

La scorsa estate Amoura è stato comprato dal Royal Union Saint-Gilloise, società della quale abbiamo già imparato ad apprezzare lo scouting, per 4 milioni di euro. Oggi, giocando finalmente come centravanti, sta spaccando la Jupiler League. L'attaccante algerino ha segnato finora 13 gol in 15 partite di campionato su 63 tiri tentati, un tasso di conversione invidiabile, che va di pari passo con la sua media di 1,37 gol per 0,81 npxG ogni 90 minuti. Dopo essersi già fatto notare anche in Europa League, in cui ha trascinato con un gol e un assist l'USG nella vittoria contro il Liverpool, la prossima Coppa d'Africa sarà il primo grande palcoscenico in cui mostrare il proprio talento.

L'Algeria esordirà lunedì 15 gennaio contro l'Angola e punta a ripetere la vittoria del 2021, al punto che la Federazione ha offerto un rimborso del 50% per tutti i tifosi che si recheranno in Costa d'Avorio. Sicuramente con giocatori come Amoura, Slimani, Mahrez, Ounas e Aouar il talento e la fantasia non mancheranno.

Issa Kabore - Burkina Faso (2001, Luton Town)

Nato a Bobo-Dioulasso, la seconda città più grande del Burkina Faso, ha cominciato la carriera nelle giovanili della principale squadra locale, il Rahino, con cui ha vinto il campionato nel 2018/2019 e ha ricevuto la prima convocazione in nazionale (senza però esordire nel club). A diciotto anni appena compiuti si è trasferito in Belgio al Mechelen/Malines e, undici mesi dopo, è stato acquistato dal Manchester City. La squadra di Guardiola ha girato in prestito prima allo stesso Mechelen, poi al Troyes e all'Olympique Marsiglia, con cui ha collezionato anche sei presenze in Champions League.

Il primo anno europeo è stato un periodo d'ambientamento, passato per lo più nella squadra U23, ma si è concluso con cinque partite giocate da titolare a fine campionato coronate da un assist nell'ultima apparizione stagionale. Il 2020/2021 è cominciato come meglio non si poteva: due assist nel match d'esordio contro l'Anderlecht. Nel corso della stagione, tuttavia, Kabore ha perso la titolarità e si è fermato per oltre un mese a causa di un infortunio alla coscia. Nonostante l'annata dimenticabile, ha guadagnato un posto da titolare insostituibile sulla fascia destra del Burkina Faso, con cui avrebbe dovuto giocare la Coppa d'Africa poi rinviata causa pandemia.

Kabore calcia con la maglia della nazionale burkinabé

Il 2021/2022 è il suo primo anno ad alto livello: dal Mechelen passa al Troyes neopromosso in Ligue 1 e, giornata dopo giornata, si afferma come terzino destro titolare. Tornato dalla Coppa d'Africa, trova Bruno Irles subentrato a Laurent Batlles sulla panchina degli Champenoises. La sua affermazione sulla scena internazionale arriva proprio nell'AFCON giocata in Camerun, in cui è titolare inamovibile sulla fascia destra del Burkina Faso che a sorpresa conquista il quarto posto perdendo solo in semifinale contro il Senegal e nella finalina, ai rigori, contro i padroni di casa.

Issa Kabore viene premiato come miglior giovane del torneo e torna in Francia con un'altra sicurezza. Nella scorsa stagione è passato all'Olympique Marsiglia, dove non ha collezionato moltissimi minuti - pochi più di 1000, spalmati in 22 occasioni - è risultato comunque come uno degli esterni con il maggior numero di dribbling e di conduzioni progressive per novanta minuti in tutta Europa. Ciononostante, i Citizens non lo hanno ritenuto pronto come vice Walker ma hanno comunque preferito fargli approcciare la Premier League prestandolo per una stagione al Luton Town.

Kabore, quindi, è un esterno destro capace di giocare sia in una difesa a quattro - come ha fatto al Mechelen, al Troyes e in nazionale - sia come quinto di centrocampo, dove è stato schierato nel 3-5-2 di Tudor a Marsiglia e quest'anno in quello di Rob Edwards. La sua caratteristica più evidente sono le eccezionali doti atletiche. Non altissimo (180cm) ma con una falcata ampia e leggera che gli consente di avere sia una grande esplosività nei primi passi sia un'ottima velocità sul lungo. Ha notevoli doti da dribblatore e sa unire eleganza ed efficacia: FBref lo pone nell'88° percentile per dribbling riusciti (1,53 ogni novanta minuti). Kabore sa anche portare bene palla in campo aperto e farsi trovare sulla corsa e crossa con grande facilità. Inoltre, non scontato per un terzino con le sue caratteristiche, si è dimostrato molto abile nei contrasti e nel posizionamento difensivo.

La prima stagione inglese di Kabore è iniziata con qualche difficoltà, ma il burkinabè ha comunque giocato quasi tutte le partite da titolare e il Luton, per quanto in zona retrocessione, è ancora in piena corsa salvezza. Il Burkina Faso è una squadra interessante, che dopo l'exploit di Camerun 2022 vuole, se non ripetere l'impresa della semifinale, quantomeno confermarsi tra le prime sedici squadre del continente. Non sarà facile (nel Gruppo D è con Algeria, Angola e Mauritania): Kabore, stella della squadra, ha tutte le motivazioni per giocare un grande torneo. Come la conferma del City a fine stagione.

Yankuba Minteh - Gambia (2004, Feyenoord)

Quando Yankuba Minteh giocava all'Odense, venne definito "il più veloce giocatore con la palla tra i piedi nella storia biancoblu" e questo dovrebbe già dare un'idea del tipo di giocatore che ci troviamo davanti. Nato vent'anni fa a Bakao, piccolo centro alla foce del fiume Gambia, fino al 2021 ha giocato nello Steve Biko - squadra cittadina che deve il nome a un attivista sudafricano anti-apartheid ucciso dalla polizia dopo terribili torture - ma, soprattutto, ha giocato tanto per strada, come ha raccontato a The Athletic il suo ex allenatore. Due anni fa è stato proposto alle giovanili dell'Odense Boldklub, in Danimarca, non convinto da subito dell'acquisto: al primo giorno di provini stava per essere scartato, ma all'ultimo momento il suo talento venne fuori e l'OB scelse di investire su di lui nonostante alcuni piccoli episodi disciplinari capitati durante il breve periodo passato nello Jutland.

A Odense la sua fortuna fu quella di incontrare sul proprio cammino l'allenatore svedese Andreas Alm e il DS Bjorn Wesstrom. Famosi per lo sviluppo del settore giovanile, i due ex AIK Solna sono coloro che hanno scoperto e fatto esordire Alexander Isak. Da subito il gambiano spicca per velocità, con la palla e senza, e per la sua capacità di attaccare l'area palla al piede. Dopo poche apparizioni nella squadra giovanile, viene promosso tra i grandi. Al suo esordio da appena diciottenne senza nemmeno il nome stampato sulla maglietta, nientemeno che con il Copenaghen, entra in campo all'83' e all'86' segna il 2-1 che vale tre punti. Nel resto della stagione non gioca molto, ma quasi sempre da titolare, segnando 6 gol e offrendo 7 assist in 21 presenze tra tutte le competizioni. Unica macchia: al suo secondo gol in Superligæn, segnato a novembre contro l'Horsens, Minteh festeggia à la Cassano spaccando la bandierina con un calcio e si prende due giornate di squalifica.

Le sue prestazioni attirano le attenzioni di diversi club europei ma alla fine la spunta il Newcastle, probabilmente anche grazie alle buone relazioni tra Wesstrom e Isak. I Magpies lo comprano per otto milioni di sterline e lo girano immediatamente in prestito al Feyenoord. A Rotterdam la stagione è iniziata molto bene, con Arne Slot che lo ha inserito da subito nelle rotazioni. Viene impiegato principalmente da ala destra a piede invertito nel 4-3-3, ruolo in cui Minteh ha sfruttato al meglio le sue capacità, segnando quattro gol e fornendo due assist in appena 866'. La ciliegina sulla torta è stata la rete - la seconda di un gambiano nella storia della competizione - segnata in Champions League contro il Celtic Glasgow. In queste prime apparizioni ad alto livello, Minteh, finora, ha impressionato per l'abilità nel dribbling in spazi stretti, puntando sistematicamente l'avversario anche dentro l'area. A vent'anni non ancora compiuti ha ancora grossi margini di crescita, bisogno di migliorare nelle scelte e di ampliare il ventaglio delle giocate, ma in Olanda si trova nel contesto ideale per un giovane talento da sgrezzare ed è quasi certo che l'anno prossimo lo vedremo giocarsi il posto a Newcastle. Il Gambia - con cui ha esordito lo scorso ottobre entrando dalla panchina e segnando contro la Repubblica Democratica del Congo - si trova in un girone di ferro insieme a Senegal e Camerun ma può e deve giocarsi il terzo posto e la possibile qualificazione con la Guinea.

Ernest Nuamah - Ghana (2003, Olympique Lione)

Se avete seguito le ultime e piuttosto tragiche vicende societarie del fu glorioso Olympique Lione (o se seguite attentamente sportellate.it) è probabile che conosciate già Ernest Nuamah. Quest'estate infatti è finito al centro di un'indagine della FIFA per le peculiari modalità del trasferimento. Il suo cartellino, di proprietà dei danesi del Nordsjaelland, è stato comprato per 25 milioni di euro non direttamente dal Lione ma dal RWDM, squadra di Molenbeek-Saint-Jean, Bruxelles. Appena promossa in Pro League, ha incredibilmente chiuso l'acquisto più costoso della storia del calcio belga (il precedente era Yaremchuk dal Benfica al Bruges per 17 milioni). Curiosamente, il RWDM, ha gli stessi (multi)proprietari - il fondo Eagle Footbal - del Lione, che guarda caso ha il mercato frenato dal FFP. Il RWDM - generosamente - ha ceduto subito in prestito gratuito Ernest Nuamah.

Prima del Lione, del RWDM del Nordsjaelland, dove si trasferì a 19 anni, Nuamah giocava in Ghana nel Right to Dream Academy, un'accademia calcistica fondata dall'imprenditore Tom Vernon che, nato come piccolo centro di allenamento per ragazzi ad Accra nel 1999, è diventata una delle più importanti academies al mondo. Il RDA oggi ha sedi in Ghana, Egitto, Stati Uniti e Danimarca e ha già visto diversi suoi ex giocatori e giocatrici competere ai massimi livelli mondiali: tra i tanti, Adingra (che dolore non inserirlo in questa lista!), Kudus, Damsgaard e Kuhl, da poco approdata all'Arsenal femminile.

Il Nordsjaelland ha in atto da diversi anni una collaborazione con Right to Dream e ne gode i frutti sia in campo che sul mercato. L'ultimo è proprio Ernest Nuamah, ceduto dopo una stagione da 17 gol e 5 assist in campionato.

L'annata a Lione, un po' per l'impatto di un campionato di livello superiore come la Ligue1 e un po' (tanto) per le prestazioni orrende di tutto il Lione che, ora come ora, si trova quart'ultimo a +2 dalla zona retrocessione, non sta spiccando il volo. I vari allenatori cambiati - Laurent Blanc, Jean-François Vulliez, Fabio Grosso e infine Pierre Sage - lo hanno provato da esterno destro, da esterno sinistro e anche da punta centrale, senza ottenere grandissimi risultati. Dopo 14 presenze e 943' in campo, il suo conteggio è fermo a un gol e un assist.

Considerando le sue caratteristiche, bisogna assolutamente concedergli tutte le attenuanti, specialmente in un contesto disfunzionale come quello del Lione di quest'anno. Secondo una definizione un po' pigra ma efficace letta sui social, "è il tipo di giocatore che fa alzare i tifosi dalla sedia", che si esalta in un sistema offensivo e brillante. È un'ala veloce, mancino naturale ma in pratica pressoché ambidestro, ama giocare a destra un po' come Minteh, anche se il loro modo di usare il corpo e trattare la palla è molto diverso. Nuamah ha il baricentro basso, a volte pare quasi goffo nelle movenze, ma ha una straordinaria forza nelle gambe che gli permette di resistere ai duelli fisici e sa usare il torso per fare perno sugli avversari in maniera stupefacente.

Cerca continuamente di puntare l'uomo, di saltarlo con il fisico, con la rapidità, con una finta o con un uno-due. Anche se è ancora abbastanza grezzo, sembra avere un potenziale molto interessante e adatto alla Premier League. Con il Ghana ha già giocato 7 partite, segnando due gol in cinque giorni lo scorso settembre contro Liberia e Repubblica Centrafricana. Le Black Stars questa volta partono indietro rispetto alle favoritissime, ma ha un buon equilibrio tra gioventù ed esperienza e una discreta distribuzione del talento in tutti i ruoli, oltre che un girone abbordabile con Egitto, Capo Verde e Mozambico.

Franculino - Guinea Bissau (2004, Midtjylland)

Franculino Gluda Djú nasce a Bissau, capitale della Guinea-Bissau (ex colonia portoghese), ma dalle poche informazioni antecedenti al 2020 che sono riuscito a trovare, è cresciuto proprio in Portogallo, a Lisbona, o quantomeno vi si è trasferito molto presto. Comincia a giocare poco più che bambino nel Olivais e Moscavite, storica polisportiva di quartiere nella parte orientale della città. A sedici anni passa nelle giovanili del Benfica, che sicuramente vedono un futuro in lui dato che ne annunciano l'acquisto con un comunicato ufficiale sul proprio sito.

Nonostante le poche partite giocate nella prima stagione in under 17, Franculino dimostra di avere uno spiccato istinto per il gol, segnandone 6 in appena 4 partite. Nella stagione successiva si impone definitivamente a livello giovanile. Nel 2020/21 comincia mettendo a segno altri 6 in sole due partite, venendo immediatamente promosso nella squadra under 19, dove gioca 2 partite condite da 3 gol. Al terzo e ultimo anno di settore giovanile esordisce in UEFA Youth League (poi vinta proprio dal Benfica) e segna 28 gol in 32 partite di campionato.

La gavetta prosegue anche nel 2022/23, stagione in cui Franculino viene promosso dall'U19 all'U23 (o Benfica B) che gioca la Liga Revelação, ovvero la primavera portoghese, dove continua a fare più gol che partite giocate (rispettivamente, 13 e 11) e nell'estate 2023 va anche lui, guarda caso, in Danimarca, ma né nell'Odense di Minteh né nel Nordsjaelland di Nuamah, bensì al Midtjylland. Il 13 agosto esordisce con i tori danesi nella vittoria per 2-1 contro il Vejle,; quattro giorni dopo gioca la sua prima partita europea, terzo turno di qualificazione della Conference League, e fa tre gol all'Omonia Nicosia e una settimana più tardi fa doppietta nel 3-3 contro il Legia Varsavia, da cui poi il Midtjylland verrà eliminato ai calci di rigore.

Per ora, la sua prima stagione tra i professionisti sta andando più che felicemente: in diciannove presenze totali ha già segnato 12 reti a cui si sommano 5 passaggi vincenti. Nel frattempo, oltre che l'amore dei tifosi danesi, Franculino si è guadagnato due presenze in nazionale a ottobre e una convocazione che probabilmente significa titolarità al centro dell'attacco guineano in Coppa d'Africa. Non male.

Franculino è un vero centravanti, molto ben piazzato - 182cm per 78kg - capace sia di fare da collegamento spalle alla porta per aiutare la squadra a risalire il campo o a trovare appoggi davanti a difese chiuse, sia nello staccarsi dalla linea di fondo per ricevere nello spazio. È un buon tiratore con volumi piuttosto alti (3,18 per 90') e possiede un'eccellente precisione (58,33%). In carriera ha segnato diversi gol di testa, non grazie a grandissimi doti in elevazione ma per la sua innata capacità di prendere posizione e staccarsi con tempismo dalla marcatura.

In questa Coppa d'Africa la Guinea-Bissau non sembra avere troppe speranze di un esito positivo, considerando che spulciando la rosa il diciannovenne Franculino sembra già decisamente il più forte, ma anche il più esperto ad alto livello, dell'intera squadra. Sicuramente mi divertirò a vedere il derby contro la Guinea Equatoriale giovedì 18 alle ore 15, mentre nutro poche speranze per la partita inaugurale contro la Costa d'Avorio nonché per l'ultima contro la Nigeria che si giocherà il passaggio del turno. Indipendentemente dai risultati, terremo d'occhio Franculino sperando in uno dei suoi gol fatti tutti di posizionamento, potenza e precisione.

5 nomi bonus:

Difensore centrale: Logan Costa - Capo Verde (2001, Toulouse)

Difensore centrale: Ousmane Diomande - Costa d’Avorio (2003, Sporting CP)

Esterno sinistro: Abdessamad Ezzalzouli - Marocco (2001, Betis Siviglia)

Mediano: Raphael Onyedika - Nigeria (2001, Club Brugge)

Centrocampista centrale: Lamine Camara - Senegal (2004, Metz)

  • Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce in ritardo per lo scudetto ma in tempo per la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio nel 1998, puntuale per la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua imperterrito a seguire il calcio e a frequentare Marassi su base settimanale. Oggi è interessato agli intrecci tra sport, cultura e società.

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