
Martin Payero l'aggiustatutto
Il centrocampista argentino è ciò di cui aveva bisogno l'Udinese.
I gol belli possono essere solo belli, oppure sia belli che appaganti. Nella seconda categoria rientrano quei gol in cui la corsa per arrivare sul pallone si trasforma fluidamente - subito dopo l'impatto - nella corsa per esultare, senza che il tiratore cambi la velocità o la direzione del suo movimento.
Ne è esempio da manuale il gol che Martin Payero realizza nel 3-0 dell'Udinese sul Bologna dello scorso 30 dicembre: mentre l'azione si sviluppa sulla fascia, l'argentino accompagna al centro, trovandosi nel posto giusto al momento giusto quando il pallone alzato dal difensore del Bologna che ha respinto il cross basso di Ebosele spiove esattamente sui suoi piedi, senza che debba accelerare la corsa per insaccare il pallone in porta, corsa che si trasforma in un esultanza a braccia aperte verso i propri tifosi.
Un gol che è stato un sigillo di qualità sul processo di crescita e di ambientamento di Payero In Italia e a Udine, accolto dai tifosi bianconeri come il gol di un figlio dal genitore.
La tifoseria friulana ha l'abitudine di affezionarsi ai giocatori in cui si può guardare allo specchio: i lavoratori, i volenterosi, quelli che, a prescindere dai mezzi a disposizione, sono disposti a dare in campo più di quello che hanno; quelli che fanno la legna mentre altri si prendono i riflettori e le copertine. Di Natale aveva aura di divinità, certo, ma i friulani si rivedevano in Pinzi e Domizzi, come poi hanno accolto tra di loro Stipe Perica e hanno amato passionalmente Rodrigo De Paul, che era sì il volto della squadra, ma che sarebbe anche morto in campo per i suoi compagni. Payero ha tutte le carte in regola per rientrare in questo gruppo e se il gol è stato il suo sigillo, la corsa fatta nella stessa partita palla al piede quasi da un area all'altra a tempo praticamente scaduto è il suo manifesto.
In questa lenta e faticosa scalata fuori dal fango dell'Udinese, Martin Payero si è imposto senza fare rumore, diventando un ingranaggio fondamentale del 3-5-2 di Cioffi. Il centrocampista argentino è un interprete che mancava ai bianconeri e di cui si sentiva la mancanza. È diverso da Lovric, è diverso da Samardzic, è diverso dal Pereyra mezzala, non assomiglia nemmeno a Makengo e ha statistiche migliori di Arslan, che avevano ricoperto il suo ruolo nella prima esperienza di Cioffi all'Udinese. Le Zebrette sono una squadra verticale, senza fronzoli, che ha bisogno di risalire il campo con forza, velocità e rabbia, e quello con Martin Payero sembra essere il matrimonio perfetto. Nell'Udinese 2023/24 ci sono diverse cose che non vanno, ma la presenza della sua nuova mezzala sinistra ne sta aggiustando diverse.
Da dove arriva Martin Payero
Martin Ismael Payero da Pascanas, Argentina, approda a Udine l'ultimo giorno del mercato estivo 2023, quando la società della famiglia Pozzo versa 3 milioni di euro nelle casse del Middlesbrough per assicurarselo. Classe 1998, aveva iniziato la sua carriera ancora diciannovenne con la maglia del Banfield, per poi vestire il biancoverde anche nella stagione successiva. A dicembre del 2018, con l'arrivo sulla panchina del Taladro di Hernan Crespo, Payero diventa titolare fisso nel suo centrocampo, ricoprendo principalmente il ruolo di mezzala destra in un terzetto che comprende anche la meteora del Napoli Jesús Dátolo, ma facendo anche parte talvolta di una coppia di centrocampo, a seconda del modulo. È ancora un giocatore acerbo, soprattutto in fase di passaggio e di non possesso, ma inizia a mostrare alcune delle sue caratteristiche chiave: è nel 95° percentile per conduzioni progressive (4,21 a partita), nel 96° per azioni che hanno portato a un tiro (4,80 a partita), nel 93° per tiri effettuati (2,46 a partita) e nel 92° per dribbling completati (2,81 a partita).
Nella stagione 2019/20 viene spedito in prestito al Talleres, dove però colleziona solo spezzoni di partita. Questo, assieme allo stop dei campionati per la pandemia, rallenta lo slancio di Martin Payero, che però riprende più forte di prima nel periodo post-Covid, tra l'autunno del 2020 e la primavera del 2021. In Argentina si gioca la Copa Diego Armando Maradona e il Banfield arriva fino alla finale, trascinato anche da un Payero che gioca tutte le partite tranne una - per squalifica, tassa da pagare più o meno con cadenza fissa nella sua carriera - e fornisce 8 assist, oltre a realizzare un gol. In questa campagna di successo si conferma tra i migliori per conduzioni progressive, per azioni che hanno portato a un tiro e per dribbling completati, ma entra anche nel novero dei migliori per cross e passaggi chiave. Queste prestazioni - messe in scena giocando da mezzala destra nel 4-3-3 o da trequartista nel 4-2-3-1 - non passano inosservate e all'apertura del mercato in Europa il Middlesbrough mette sul piatto 6,75 milioni di euro e porta Martin Payero in Inghilterra.
Anche a causa di alcuni infortuni di difficile risoluzione, a Middlesbrough gioca poco, restando quasi del tutto fermo nella seconda parte della stagione e affermandosi come titolare solo nel mese di ottobre, subito prima dell'addio di Neil Warnock alla panchina del Boro. Sotto la guida del decano degli allenatori inglesi Payero occupa a rotazione la casella di mediano, mezzala e trequartista e modifica il suo modo di giocare, creando molte meno occasioni che in Argentina e riducendo di molto le sue conduzioni progressive, mantenendo però i suoi ottimi dati in quanto a dribbling completati (1,59 a partita, 95° percentile), caratteristica che lo libera più facilmente degli altri centrocampisti al tiro. In Inghilterra Payero diventa un giocatore di sostanza anche in fase di non possesso, raggiungendo l'85° percentile per tackle vinti (1,43 a partita).
Terminata la prima, non indimenticabile, stagione in Inghilterra, Payero viene rispedito in Argentina, dove viene accolto in prestito dal Boca Juniors. Con la maglia degli Xeneizes l'attuale centrocampista dell'Udinese disputa due campionati (la Superliga argentina dura 5-6 mesi), vincendo quello del 2022 e la Supercopa Argentina del marzo 2023. La prima Superliga di Payero in maglia Boca è quasi una prosecuzione della sua stagione in Championship, con un unico gol realizzato e tutte le sue caratteristiche chiave finite per essere annacquate, ma nella campagna successiva raggiunge di nuovo i picchi delle annate al Banfield, anche se a corrente alternata. I primi sei mesi del 2023 di Martin Payero sono segnati da una notevole discontinuità e da una spiccata propensione all'infortunio - anche se probabilmente dovuta ad una cattiva preparazione atletica di squadra - ma i dati tornano ad essere a suo favore: 2,5 dribbling riusciti a partita (91° percentile), 4,11 azioni che portano ad un tiro a partita (88° percentile) e 0,89 tiri in porta a partita (95° percentile), da cui si originano 4 gol, compresa una punizione incredibile contro l'Instituto.
Al termine del prestito fa rientro al Middlesbrough, dove gioca solo la gara di Carabao Cup contro l'Huddersfield dell'8 agosto prima di passare all'Udinese il 1 settembre 2023. Un trasferimento che per traiettoria di carriera può ricordare quello di Rodrigo De Paul, acquistato per circa 3 milioni dal Valencia, che lo aveva prestato per un anno in Argentina dopo un impatto con l'Europa non esaltante.
Martin Payero e l'Udinese 2023/24
L'avventura di Payero a Udine ha per ora la stessa traiettoria di una sferetta appoggiata su un piano inclinato, che inizia a rotolare lentissima e accumula velocità ad ogni rotazione, fino a diventare rapidissima e impossibile da fermare. Gli esordi in punta di piedi con Sottil, che già facevano intravedere cose buone, poi tre panchine consecutive e infine il crescendo - culminato con la prestazione contro il Bologna - dall'arrivo di Cioffi, che ha saputo dargli fiducia e riconoscerne le abilità. Il centrocampista argentino ha portato con sé in Friuli le caratteristiche con cui si era fatto conoscere al mondo ai tempi del Banfield ma ha affinato anche altri aspetti del suo gioco che in Argentina e a Middlesbrough non erano ancora emersi.
Martin Payero in questa stagione si sta infatti affermando come un solido portatore di palla, in grado di risalire il campo con le sue conduzioni progressive - 2,51 a partita, che lo collocano nel 88° percentile tra i centrocampisti della Serie A - e soprattutto di creare superiorità e occasioni con i dribbling (1,73 in media quelli completati in ogni match, 97° percentile). In più ha dimostrato nuovamente di essere un tiratore molto prolifico, con 2,12 tiri a partita (97° percentile), anche se questa potenza di fuoco per ora non ha trovato un corrispettivo adeguato in gol. Il numero 32 bianconero sta diventando un giocatore efficace anche in fase di non possesso - aspetto del gioco in cui latitava, esclusa la parentesi inglese - con 1,45 contrasti vinti a partita (83° percentile) e 1,25 intercetti (81°, ma erano un suo punto debole). Rispetto al passato, ma anche rispetto al novero dei centrocampisti di Serie A, spicca il numero di palloni recuperati: 7,42 a partita.
Il gioco di Martin Payero è quindi facilmente identificabile, anche alla luce del consueto limitato numero di passaggi completati: recupero del pallone - oppure ricezione di un passaggio verticale - conduzione progressiva per risalire il campo in velocità, dribbling per superare le linee avversarie e tiro, preferibilmente dalla distanza. Uno stile di gioco che ben si sposa con quello dell'Udinese, assecondandolo e completandolo. Nel nostro campionato i bianconeri sono infatti una delle squadre che lascia più dominio territoriale agli avversari, quella che tiene di meno il pallone (40% di possesso palla), quella che ha completato meno passaggi finora e soprattutto quella che completa le sequenze di passaggi in modo più veloce e diretto di tutte. Sembra quasi un vestito cucito su misura per Martin Payero, che con i suoi strappi palla al piede può portare con sé per mano la squadra e creare situazioni offensive favorevoli per l'Udinese, come dimostra l'alto numero di dribbling, tiri o azioni difensive che hanno portato a una conclusione bianconera.

Inoltre il gioco dei friulani li porta ad essere la squadra che ha completato il maggior numero di dribbling completati in questa Serie A - 181, 18 in più di Napoli e Milan - e l'abilità di Payero nel vincere i duelli palla al piede è un'arma preziosa per i friulani. In più il suo dinamismo e le ottime prestazioni in fase di recupero del pallone contribuiscono a migliorare la tenuta e gli equilibri del centrocampo bianconero, con Walace che trova finalmente un fido alleato in fase di filtro e con il Lovric o il Samardzic di turno che possono essere liberi di ricoprire un ruolo con meno obblighi in fase di non possesso e più possibilità di sganciarsi in avanti senza rischi. Come si è visto ad esempio contro il Bologna o con la Lazio, Payero è una carta in più anche per condurre un pressing leggermente più alto e coraggioso.

Ci sono inevitabilmente ancora dei difetti da limare per il centrocampista argentino, come un'eccessiva irruenza - che si abbina ad una focosa abnegazione - che lo ha già condotto al suo primo cartellino rosso in Serie A. Oltre a questo, Payero talvolta sembra gestire il pallone con una paradossale leggerezza, che lo porta a sbagliare 2,41 controlli a partita - tra i centrocampisti peggiori del campionato - e a farsi rubare palla 1,25 volte a partita (16° percentile tra i pari ruolo). Un'altra mancanza sembra starla pian piano aggiustando, ed è la precisione al tiro, in cui per ora detiene un non entusiasmante 18,2% di tiri nello specchio della porta. Sarà interessante in futuro vederlo anche impegnato nei calci piazzati, in virtù dell'etichetta di tiratore di punizioni che gli è rimasta appiccicata dalle sue stagioni argentine.
Per trovare degli esempi pratici di quello che può dare Martin Payero in campo, ci sono due partite in particolare da considerare: Udinese-Atalanta dello scorso 12 novembre e la più recente Udinese-Bologna del 30 dicembre. Contro i bergamaschi l'argentino vince 3 contrasti su 3 tentati, completa 3 dribbling (meglio di lui solo Festy Ebosele), effettua 4 conduzioni progressive, crea 5 azioni che portano ad un tiro e tira lui stesso per 3 volte, oltre a recuperare 8 palloni, conducendo una partita di grande sostanza, in cui sembra essere ovunque. Nella partita in cui trova il suo primo gol in Serie A, invece, vince 4 contrasti su 4, anche in questo caso completa 3 dribbling e effettua 4 conduzioni progressive, crea 4 azioni che portano a un tiro, calcia 5 volte - di cui tre in porta, compresi il gol e la conclusione che propizia la rete di Pereyra - e recupera 9 palloni. Inoltre in entrambe le partite è uno dei giocatori con la velocità più alta nello sprint, una risorsa da non sottovalutare.
Un giocatore che mancava
La questione più importante di tutte, però, è che Martin Payero è un centrocampista diverso da tutti quelli che l'Udinese ha al momento a disposizione in rosa e pure da quelli che hanno occupato la casella della mezzala "di sostanza" nelle ultime stagioni, sia con Cioffi che con Sottil. Partendo dall'ovvio, l'argentino è un giocatore diverso dal perno centrale Walace, giocatore più compassato, che basa il suo gioco sul recupero e sulla distribuzione di palloni, dando verticalità alla squadra con il passaggio piuttosto che con la corsa, come anche ha caratteristiche diverse da Samardzic, che condivide con Payero l'abilità nel dribbling e la tendenza a risalire il campo palla al piede - statistiche esasperate dalla verticalissima Udinese di Cioffi - dà un apporto più consistente in fase di creazione delle occasioni ma ha un apporto infinitesimale rispetto all'ex Banfield in fase di non possesso, anche per caratteristiche fisiche e attitudinali.
Analogamente, anche il Tucu Pereyra non è un giocatore assimilabile a Martin Payero, a prescindere dal fatto che in questa stagione il capitano dei bianconeri giochi da seconda punta. Considerando le due stagioni precedenti, Pereyra ha completato rispettivamente 1,24 e 1,05 dribbling a partita contro gli 1,73 di Payero, ma soprattutto ha vinto 0,60 e 0,64 contrasti a partita contro 1,45. Più simili invece le statistiche sulle conduzioni progressive e sulla creazione di occasioni da tiro, anche se Pereyra gioca più di fioretto rispetto al machete usato da Payero in questo ambito. Neanche tra i giocatori meno impiegati da Cioffi come Etienne Camara, Oier Zarraga e Domingos Quina c'è un profilo simile, con il portoghese che nelle ultime stagioni ha pareggiato o superato le statistiche di Payero su contrasti, intercetti e dribbling, ma non possiede le caratteristiche fisiche e di portatore di palla dell'argentino.
C'è poi l'altra mezzala al momento titolare nel centrocampo di Cioffi, ovvero Sandi Lovric. Considerando i dati di questa stagione lo sloveno e Payero si equivalgono per conduzioni progressive (2,57 a 2,51 a partita), il primo tira un numero maggiore di volte verso la porta (2,22 a 2,12) e riceve più passaggi progressivi (4,34 a 3,37), mentre il secondo completa più dribbling (1,73 a 0,71) e soprattutto ha un apporto di altro livello in fase di non possesso, con 1,45 contro 0,44 contrasti vinti a partita e 1,25 intercetti a fronte di 0,80. Il Lovric 2022/23, invece, che occupava in diverse occasioni la casella ora di Payero portava meno palla, completava più passaggi ed era più presente in fase realizzativa, un interpretazione differente del gioco dovuto anche al differente allenatore al timone.

Lo stesso confronto si può fare a questo punto anche con chi ricopriva lo stesso ruolo di Martin Payero durante il primo stint di Cioffi all'Udinese, quello della stagione 2021/22. Abbiamo quindi Jean-Victor Makengo, che dà un'interpretazione simile all'argentino ad alcuni aspetti del ruolo, anche se raccogliendo statistiche peggiori in tutti gli ambiti - 1,73 dribbling completati a partita contro 1,49, 2,51 conduzioni progressive contro 2,11, 2,12 tiri a 1,23 - tranne nella precisione dei passaggi e mancando dell'apporto in fase di non possesso dell'argentino, con 1,45 contrasti vinti a fronte di 0,80 e 1,25 intercetti a 0,73. Per Arslan vale lo stesso discorso: il tedesco al primo anno di Cioffi completava 1,19 dribbling a partita, effettuava 1,90 conduzioni progressive, tirava 1,25 volte in porta, vinceva 1,09 contrasti e intercettava 0,71 palloni. Paradossalmente il giocatore più simile a Payero è l'Arslan dell'Udinese di Sottil - sporadicamente titolare e con un'autonomia limitata - che completava il notevole numero di 3,34 conduzioni progressive a partita, dribblava con successo 1,11 volte a partita e tirava 1,87 volte, differendo solo per statistiche leggermente peggiori in fase di non possesso e discretamente migliori nei passaggi, anche se in un diverso sistema.

Tolgay Arslan ora si sta giocando le ultime cartucce nel campionato australiano, rendendo definitiva l'unicità di Martin Payero all'interno della rosa bianconera. Arrivato nelle ore del tradizionale panic buying dell'ultimo giorno di mercato, il centrocampista argentino è stato invece un acquisto oculato da parte di Balzaretti e del suo staff, che hanno portato in Friuli un giocatore in grado di tappare diverse falle nel gioco bianconero, con ampi margini d'apprendimento e costato una cifra irrisoria sul mercato di oggi. Payero si sta imponendo partita dopo partita come motore instancabile di una squadra fisica e verticale come quella di Cioffi, aggiustando ad ogni gradino ulteriore di crescita i suoi difetti e quelli dell'Udinese, che si sta affidando anche a lui per uscire dalle zone pericolose della classifica.
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