
Udinese-Lazio (1-2) - Considerazioni Sparse
La Lazio, non particolarmente bella ma dannatamente efficace, fa sua una gara spigolosa in casa dell'Udinese.
Molte interruzioni, fisicità e poco gioco. Una partita che sin dall’inizio si dipana non bene per un occhio esterno ma che, invece, fa felice lo spettatore tifoso visto che quello che solitamente si chiede ai giocatori della propria squadra è la voglia di portarsi a casa i maledetti tre punti. A ogni costo e in qualunque maniera possibile. In casa dell'Udinese si decide tutto grazie a due uomini che, in casa Lazio, partono dalla panchina quasi sempre: Pellegrini e Vecino.
Si parla di Sarri come un integralista, un talebano del gioco. Eppure, sarà forse il DNA toscano o la sua natura socialista che lo porta a porre il collettivo sempre avanti ogni scelta, costi quel costi. Nonostante ciò la Lazio di questo periodo è tignosa, vorace, operaia quel tanto che basta. Non sarà una scelta senziente ma sta dimostrando di fare necessità virtù.
I friulani sono compatti ma spesso disorganizzati e, soprattutto, poco efficaci sotto porta. Pagano sicuramente di freddezza sotto porta. Manca la zampata. Di certo c’è che ci provano. Pareggiano una volta e insistono fino all’ultimo per riacciuffare Vecino. Troppo poco visto che in casa dovrebbe essere il proprio punto di forza per poter raggiungere quanto prima la salvezza per poi portare ad una classifica tranquilla e pianificare un futuro magari maggiormente roseo, come merita il pubblico friulano.
Hombre del partido: Vecino. L'uruguagio ha questa innata capacità di essere freddo e decisivo ogni volta serva. Caratteristica, questa, che viene da lontano. Non solo a Roma, ma anche a Milano sponda nerazzurra - ricordiamo ahimè il gol che costò il piazzamento Champions proprio a scapito della Lazio. La sua duttilità, la capacità di inserimento e la discreta tecnica ne fa un giocatore prezioso che proprio Sarri ha voluto fortemente con sé, nonostante alcuni screzi nel recente passato.
Questa vittoria con l'Udinese, come si diceva, è davvero fondamentale per le speranze di piazzamento in alta classifica della Lazio. Serviva come il pane. La continuità pur nell'emergenza di fantasia, vedasi l'assenza forzata di Luis Alberto e un Felipe Anderson non al meglio e comunque distratto ulteriormente dalle sirene di mercato. Lo spirito che i giocatori mettono in campo dimostra ciò che il popolo laziale chiede: umiltà, fatica e senso di appartenenza. Specie ora che all'orizzonte c'è il derby di Coppa Italia.
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