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Torino Napoli
, 7 Gennaio 2024

Torino-Napoli (3-0) - Considerazioni Sparse


Anno nuovo, vita vecchia per il Napoli: nemmeno al Grande Torino si ricorda come far gol e vincere.


Tra i buoni propositi, che come ognuno di noi anche il Napoli avrà fatto in vista dell'arrivo del 2024, c'è sicuramente quello di tornare a far gol con continuità. Come ognuno di noi però il Napoli deve arrendersi all'evidenza che, in fondo, questa storia dei buoni propositi è solo una gran presa per i fondelli alla quale annualmente ci sottoponiamo solo per il gusto di vederci fallire miseramente: anche in casa del Torino il Napoli resta all'asciutto, come fa costantemente dalla vittoria casalinga contro il Cagliari;

Fare meglio, sotto il profilo offensivo, è oggettivamente difficile: se nessuno degli azzurri infatti, quando si è in possesso palla, offre alcuno scarico, o tenta il movimento per favorire lo scorrimento del pallone, arrivare dalle parti della porta senza sbattere molto prima contro la difesa avversaria è oggettivamente arduo. Le uniche volte in cui il Napoli riesce a inerpicarsi dalle parti di Milinkovic-Savic, sono due protagonisti assoluti dello scudetto, Raspadori e Zielinski (protagonisti proprio in questa città lo scorso aprile di una delle scene iconiche dello scudetto) a tradire gli azzurri, non trovando il gol da posizione favorevolissima;

Ben prima dell'occasione mancata da Raspadori c'è stata una grande opportunità per Vlasic, che a tu per tu con Gollini non riesce a firmare l'1-0. La differenza, tra Torino e Napoli, sta tutta qui: i granata ne sbagliano una, ma non appena si ripresenta l'occasione, non perdonano e - complice anche una retroguardia immobile, come pietrificata - chiudono la prima frazione meritatamente in vantaggio. Già nel primo tempo infatti il Torino ha dimostrato di essere una squadra, non undici persone vestite tutte uguali: una squadra magari non bella da vedere, ma sicuramente compatta, capace di muoversi all'unisono e in questo modo di non lasciare mai campo agli avversari. Nel secondo tempo, grazie a Vlasic, il Torino diventa anche bello da vedere e passeggia sui resti dei furono campioni d'Italia;

Il turning point definitivo della partita arriva al 50': sono passati a malapena 5 minuti dall'ingresso in campo al posto di Zielinski del nuovo acquisto Mazzocchi, appena prelevato dalla Salernitana e capace di fornire a Mazzarri l'alternativa tattica necessaria per passare all'amato e più conosciuto 3-4-2-1, perde la testa e lascia in dieci uomini i suoi, facendo venir meno anche l'unica mossa provata dal tecnico per provare a raddrizzare una partita che mai i suoi hanno avuto in mano. Il momento in cui, insomma, si è capito che la stagione del Napoli 2023-24, immaginata come una tragedia, è in realtà una commedia;

La giornata di oggi, nello stesso stadio in cui l'anno scorso il Napoli poi vincitore del campionato toccò il suo zenit tecnico-tattico, segna il momento più nero della stagione per un Napoli che non si riconosce più. La contestazione dei tifosi presenti a Torino, insieme alle scuse chieste quasi in lacrime da Gollini a fine gara, sono solo il sintomo più grave di una squadra che non è più tale, a prescindere dalle guide tecniche che si sono avvicendate dell'addio di Spalletti. L'effetto Mazzarri è durato in pratica solo 90 minuti, quelli della vittoria illusoria a Bergamo, ma non è riuscito a dare tranquillità e fiducia a dei giocatori ormai persi, insicuri, impauriti. Guida tecnica che, paradossalmente, è l'unica che potrebbe salvare la faccia, rassegnando delle dimissioni ormai improrogabili.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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Un estratto dell'articolo su Maurizio Zamparini che trovate nel nostro magazine.
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