
Salernitana-Juventus (1-2) - Considerazioni Sparse
Sotto nel primo tempo, la Juventus rimonta la Salernitana grazie alle prodezze di Iling Junior e Vlahovic
Nella piovosa serata dell'Arechi, Allegri schiera la difesa titolare con Gatti-Bremer-Danilo davanti a Szczesny, a destra vista la squalifica di Cambiaso tocca a Weah - prima da titolare in Serie A da ottobre - mentre sull'out mancino è confermato Kostic nonostante le prove opache delle ultime settimane. In mezzo al campo c'è Nicolussi Caviglia in cabina di regia al posto dell'altro squalificato, Locatelli, coadiuvato da McKennie e Rabiot, mentre in acanti assieme a Vlahovic tocca ancora al wonder boy Kenan Yildiz, alla terza consecutiva da titolare in campionato. Per Salernitana - Juventus Inzaghi accantona la difesa a 4 per passare a un 3-4-3 che scivola nel 3-5-2, con Fazio, Gyomber e Daniliuc (in luogo dell'infortunato Pirola) in difesa, Maggiore-Legowski cerniera centrale, Sambia e Bradaric a fungere da tornanti, Tchaouna-Simy-Candreva in avanti, con quest'ultimo che in non possesso si alterna tra le posizioni di ala e mezzala.
Nonostante l'uomo in più in mezzo al campo, la Juve sceglie di percorrere in maniera quasi ossessiva le fasce, in particolare quella destra, per provare a portare pericoli con i cross di Weah, McKennie e Kostic, non la migliore delle idee se di fronte hai dei totem come Gyomber e Fazio che hanno nel gioco aereo il loro pane quotidiano. La squadra di Allegri tiene palla ben più del solito, 63% contro il 46,2% di media stagionale, ma l'impressione è che non abbia ben chiaro come gestirla e soprattutto come attaccare (0 tiri in porta nei primi 45'), se non lanciandola sulle corsie laterali o affidandola agli spunti solitari di Yildiz, che fa ammonire Maggiore e Gyomber. La Salernitana, nelle sporadiche sortite offensive, si fa preferire per pulizia nelle giocate palla a terra: è dei padroni di casa il primo tiro in porta, con Sambia che spara addosso a Szczesny dopo una bella azione partita da Simy, mentre i bianconeri continuano ad ammassare angoli e punizioni nella speranza di trovare la spizzata vincente. La squadra di Inzaghi chiude il primo tempo meritatamente in vantaggio, con Maggiore che pesca il jolly di sinistro su assist di Tchaouna, bravo a farsi trovare in profondità sfruttando un buco della coppia Kostic-Danilo sinistramente simile a quello che ha portato al gol di Baez del Frosinone.
Conscio delle difficoltà, Allegri smonta la catena di sinistra, sostituendo Kostic con il redivivo Iling Junior e inserendo Rugani a sinistra al posto di Gatti, con lo spostamento di Danilo sul lato opposto. La Juve torna in campo con un piglio diverso e crea subito un'occasione con il colpo di testa di McKennie a lato da pochi passi, ma la svolta della gara arriva al 53', quando Maggiore entra in ritardo su Rabiot e rovina il suo ritorno al gol con il secondo giallo che lascia i campani in 10 uomini. Cavalcando l'onda dell'entusiasmo derivata dall'avvio positivo e dalla superiorità numerica, Allegri butta nella mischia anche Milik in luogo di Nicolussi Caviglia, per un 3-4-1-2 spurio in cui Yildiz si decentra spesso sulla sinistra per scambiarsi con Iling e Rabiot. I bianconeri iniziano a presidiare stabilmente la trequarti amaranto e passano al 65', con una bella azione palla a terra che si conclude col sinistro all'incrocio di Samuel Iling-Junior, bravo a sfruttare un cross rasoterra dall'out opposto che Vlahovic in prima battuta non era riuscito a correggere in rete.
Sembra il preludio alla rimonta della Juve, invece la Salernitana reagisce subito con un violento sinistro dai 30m di Bradaric che impegna Szczesny, Allegri fiuta le possibili difficoltà e toglie Yildiz, uno dei più positivi, per inserire Miretti e tornare al canonico 3-5-2. L'inferiorità numerica della Salernitana non si nota più, la Juventus abbassa i giri del motore e torna all'impostazione di gara iniziale, macinando cross su cross senza portare particolari pericoli dalle parti di Costil, è anzi la squadra di Inzaghi a spaventare gli ospiti con Simy, che su un cross dalla sinistra sfila dietro le spalle di Bremer ma non trova l'impatto con il pallone a meno di un metro dalla porta. La partita sembra poter scivolare via sul pari, dato che la Signora non pare in grado di trovare il bandolo della matassa nonostante la supremazia territoriale, ma nel primo minuto di recupero, quando i padroni di casa iniziano a pregustare il punto, la Juventus azzanna l'intera posta, ancora grazie all'uomo dei minuti finali, Dusan Vlahovic. Danilo è magistrale nel recuperare palla altissimo sull'out di destra, sul suo cross il serbo stacca più in alto di tutti e di testa la mette nell'angolino basso alla sinistra di Costil, una rete pesantissima che tiene la Juve a -2 dall'Inter.
Dopo un primo tempo troppo brutto per essere vero, una ripresa da Juventus regala i 3 punti ai bianconeri, non senza patemi e senza qualche sopracciglio alzato in merito ad alcune scelte che non possono che far discutere - l'intoccabilità di un Kostic non all'altezza della scorsa stagione, l'incapacità (o la mancata volontà) della squadra di attaccare con molti uomini in maniera continuativa, evitando di affidarsi solamente alle palle alte o ad iniziative estemporanee. Dall'altra parte, Inzaghi può essere soddisfatto dei segnali a livello di personalità, e a tratti anche di gioco, che la Salernitana ha offerto nonostante le innumerevoli assenze e l'inferiorità numerica rispetto alla Juventus per quasi un'intera frazione di gioco. Non sono arrivati punti, ma la consapevolezza di offrire prestazioni di questo livello dovrà rappresentare per la Salernitana un'arma in più in chiave salvezza, dato che tutte le avversarie dirette sembrano ancora ben lungi dall'arrendersi.
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