
Roma-Juventus (1-2) - Considerazioni Sparse
Allo Zini di Cremona la Juventus si aggiudica la Supercoppa femminile. Traversa giallorossa di Giugliano al 92'.
Roma-Juventus è ormai l'eterna sfida di vertice del calcio femminile italiano, quella tra due squadre oramai a pari livello destinate a spartirsi tutto quello che la stagione mette sul piatto. Se a novembre in campionato erano state le giallorosse a imporsi con un 3-1 perentorio e corsaro, stavolta sono le bianconere a spuntarla e a mettersi in bacheca il primo trofeo dell'anno (quarta Supercoppa vinta e dodicesimo trofeo in sette anni di Juventus), con una partita meglio approcciata e condotta in porto con relativa sicurezza, in mezzo alle folate di una Roma forse colpita nell'orgoglio, ma evidentemente affaticata;
Nel dopogara, Alessandro Spugna a caldo ha provato a individuare i problemi della sua Roma in questa sfida, parlando di troppi duelli persi e poche seconde palle conquistate. Ha sostanzialmente ragione: secondo Sofascore, le giallorosse pur controllando per larghi tratti di gara il possesso palla, sono in svantaggio su duelli e intercetti, mentre il dato delle spazzate della Juventus (44) e quello romanista della precisione sui cross (5 a segno su 29 tentati, 17% di giocate riuscite) spiega bene una certa fatica sia nel trovare negli ultimi 16 metri giocate pulite, sia nella contendere e appropriarsi di palloni pericolosi;
La Roma ha avuto problemi nel tenere i ritmi alti e ad essere continua nell'arco dei novanta minuti, dando l'impressione che la pausa natalizia non sia bastata a ricaricare le pile. In fondo, il mese di dicembre è stato per la squadra di Spugna all'insegna della fatica, tra campionato e Champions; le vittorie sudate contro Milan e Como e le sconfitte europee contro il PSG raccontavano di una squadra a corto d'ossigeno. Servirebbero più risposte dalle seconde linee, specie sulle corsie esterne: Haavi e Viens non sono inesauribili, e Giugliano tra le linee non può essere sempre la soluzione ad ogni problema;
Se il gol del primo vantaggio bianconero è una rocambolesca autorete di Viens, i mancini all'incrocio di Kumagai e Garbino sono reti di pregevole fattura, lampi di bellezza in una gara spigolosa giocata sotto il diluvio di Cremona. I tentativi dal limite su palloni a rimorchio sono stati una soluzione ricercata spesso dalle due squadre, complice anche un campo pesante e scivoloso: alla fine, ne hanno fatto le spese più che altro le due attaccanti di parte meno "individualiste", Giacinti e Cantore. Poco servita e poco brillante la prima, mangiata dalle attente letture di Cascarino; troppo evanescente la seconda, che ha a referto un'occasione alquanto clamorosa fallita, per sua fortuna ininfluente nel computo finale della gara vinta dalla Juventus;
In una cornice dove hanno spiccato il discutibile cappotto di Arisa nella cerimonia di apertura e i tributi al compianto ex grigiorosso e bianconero Gianluca Vialli, la Juventus si rilancia e riafferma come competitor numero 1 per la Roma, magari anche in ottica campionato. Se non sono mancati i brividi (traversa di Giugliano nel finale) e i mancamenti (letteralmente: quello della combattiva Lisa Boattin, reduce dall'influenza), la squadra di Montemurro ha spiccato per lucidità e solidità di vago sapore allegriano. Forse, senza nulla togliere alla prodezza balistica di Garbino o alle prestazioni a tutto campo di Boattin e Julia Grosso, il tutto si può ben racchiudere nella prova individuale di un difensore centrale, Estelle Cascarino: una gara per certi aspetti oscura e poco appariscente, ma di spietata precisione e pulizia, tanti nei recuperi quanto nell'uscita bassa. Chiedere a Giacinti.
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