Inter Verona
6 Gennaio 2024

Inter-Verona (2-1) - Considerazioni Sparse


Frattesi e il fattore C salvano un'Inter sprecona e condannano il Verona, nonostante un Arnautovic in versione Lukaku.

I minuti finali del lunch match dell'Epifania tra Inter e Verona entrano di diritto nella storia della Serie A 2023/24. Per 70' la stereotipata versione calcistica dello scontro tra Panettone e Pandoro sotto le Feste, la partita di quest'oggi prende una piega inaspettata grazie alla rete di Henry che complica enormemente i piani della squadra di Inzaghi ma che ci regala venti minuti d'intensità ed emotività senza paragoni. Alla fine l'Inter si salva grazie al Fattore C: quello letterale di Frattesi esposto in mondovisione e quello figurato che spinge dolcemente il rigore dell'attaccante francese sul palo destro di Sommer. Missione compiuta allora per i nerazzurri: si laureano campioni d'inverno ma, in pieno stile Pazza Inter, nella maniera più folle e imprevedibile.

Tutto ciò nonostante gli sforzi di Sanchez e soprattutto Arnautovic in senso opposto. Ma se il cileno si salva visto che il suo errore a porta vuota non sarebbe stato comunque rilevante, la prestazione dell'austriaco è purtroppo insalvabile. In estate la speranza dei nerazzurri era quella di trovare in lui il sostituto ideale di Lukaku e in certi versi oggi è andata un po' così. Arnautovic sfodera una partita da Lukaku-finale-di-Champions-League, salvando sulla linea di porta (del Verona) un gol già fatto e sbagliandone un altro a porta praticamente vuota. In mezzo tanti errori tecnici e una condizione evidentemente deficitaria. Vista anche l'ottima partita di Lautaro e di un Thuram di nuovo tra i migliori in campo, il tema di un rinforzo in attacco torna prepotentemente d'attualità per l'Inter. Ad esempio Ngonge, in uscita dal Verona e che andrebbe più che bene per i nerazzurri.

L'Inter non gioca al meglio delle sue possibilità ma ottiene una vittoria comunque meritata nel complesso, sebbene in circostanze decisamente peculiari. Inzaghi mette in cascina i tre punti ma deve anche trarre una lezione da questo regalo della Befana: le partite vanno chiuse, un dato di fatto che spesso la sua Inter perde di vista. Oggi i padroni di casa hanno avuto a disposizione più d'un occasione per stroncare ogni speranza di rimonta dei veronesi ma è mancata cattiveria e precisione sotto porta. Al di là di ciò, segnali positivi dal ritorno di Lautaro e Pavard e soprattutto da quello di Dumfries, che si conferma con Thuram la principale arma offensiva dell'Inter. La sua mancanza di era sentita e di sicuro il suo ritorno in forma sarà un fattore decisivo anche per la crescita della sua squadra.

L'eroe (animato) di giornata è Davide Frattesi che regala la vittoria con un gol da rapinatore d'aria e che potrebbe segnare una svolta nel sua storia in nerazzurro. Come Nicolò Barella quasi 5 anni fa, anche lui segna un gol decisivo allo scadere contro il Verona in casa in un momento particolarmente delicato della sua stagione e se la titolarità di Mkhitaryan non è in discussione, il poco spazio avuto nelle ultime settimane dall'ex Sassuolo ha comunque sorpreso tifosi e addetti ai lavori. La speranza del mondo nerazzurro è che questa rete regali serenità e consapevolezza ad una risorsa presente e futura dell'Inter, come accaduto in circostanze simili al suo compagno di Nazionale Barella nell'Inter di Conte agli albori della sua carriera.

Nonostante gli errori sottoporta dei Nerazzurri e il palo di Henry, il Verona esce comunque a testa altissima dalla partita con l'Inter. Non era scontato andare a Milano, in casa della capolista e con una situazione societaria così complessa, e fare una partita intensa, compatta, da vera squadra. Il merito è sicuramente di Baroni che prepara bene la gara, soprattutto riesce a tenere mentalmente in partita giocatori con la valigia già pronta come Doig e Ngonge. Allo stato delle cose gli scaligeri sono forse i principali candidati alla retrocessione, ma se la squadra dovesse riuscire a mantenere la tenuta mentale e morale mostrata oggi a San Siro, sulla salvezza del Verona non è detta l'ultima parola.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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