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, 5 Gennaio 2024
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20 giocatori di Serie A che devono assolutamente cambiare squadra


Un giocatore per ogni squadra che avrebbe bisogno di nuova aria.

Il calciomercato di gennaio è finalmente arrivato. Nonostante ormai da anni ci siamo abituati ad una sessione invernale sottotono e all'insegna delle occasioni e del risparmio, il primo mese del 2024 potrebbe essere il momento giusto non solo per allenatori e direttori sportivi alla ricerca del nome tappabuchi o dell'acquisto salvezza, ma anche per quella schiera di giocatori delle venti squadre di Serie A pronti a fare i bagagli e cambiare città e casacca.

Chi per far definitivamente il salto di qualità, chi per salvare la propria carriera, chi per fare il bene suo e della sua attuale squadra. Ecco quindi 20 giocatori che devono assolutamente cambiare squadra in questo mercato di gennaio.

Atalanta – Mitchel Bakker al Genoa

Il mestiere dell’esterno dell’Atalanta, si sa, è un mestiere particolarmente difficile. Lo sa bene Mitchel Bakker, arrivato a Bergamo sul finire del mese di luglio per prendersi la titolarià della fascia sinistra ma oggi fermo ad appena 228 minuti giocati in Serie A durante tutto il girone d’andata. Fisico da corazziere e piedi educatissimi, l'olandese sembrava destinato ad essere l'erede naturale di Robin Gosens, ma quando parliamo del rapporto tra Gian Piero Gasperini e i quinti di centrocampo, parliamo di amori incondizionati e cassature senza appello arrivate dopo poche partite (o addirittura dopo pochi giorni). 

Nel caso di Bakker, e come prima di lui i vari Mojica e Piccini, la bocciatura è stata immediata e netta, abbastanza netta da fare immaginare una partenza dell'olandese ex Bayer Leverkusen già a gennaio. Difficile immaginare una cessione a titolo definitivo, ma anche sei mesi di prestito potrebbero essere utilissimi a rigenerare un giocatore ormai quasi scomparso.

Bologna – Oussama El Azzouzi al Cagliari

È difficile trovare un esubero nel Bologna di Thiago Motta, considerando soprattutto l'attenzione del tecnico per le rotazioni e la sua capacità utilizzare a pieno tutte le risorse presenti in rosa. Al momento, però, Oussama El Azzouzi sembra essere caduto molto in basso nelle gerarchie. Dopo un inizio di stagione molto promettente, il centrocampista marocchino non è più sceso in campo in campionato dallo scorso 28 ottobre, nella partita contro il Sassuolo.

Nei mesi precedenti El Azzouzi si era segnalato come un elemento duttile e di grande utilità per la mediana bolognese; un giocatore con discrete doti tecniche ma soprattutto di grande intensità e intelligenza tattica. Sembrava, insomma, il centrocampista ideale per il gioco fluido di Motta, capace di fornire pressing, corsa e movimenti ma col passare del tempo l'ex Union Saint Gilloise è scomparso dai radar. Gennaio potrebbe essere il momento giusto per rilanciarsi, magari lontano da Bologna.

Cagliari – Eldor Shomurodov al Legia Warsaw

Eldor Shomurodov non è riuscito a trovare spazi rilevanti nemmeno in terra sarda. Con l'amuleto Pavoletti, la freccia Luvumbo e parecchi altri calciatori offensivi a scalpitare, la sua posizione sembra quanto più in bilico. Un prestito al Legia sarebbe la dimensione perfetta per lui: squadra di medio-alta classifica in Ekstraklasa, qualificata ai sedicesimi di Conference League e che gioca con lo stesso modulo del Genoa nel quale Shomurodov si è fatto conoscere.

Empoli – Simone Bastoni al Bologna

Da un ex Spezia ad un altro. Simone Bastoni all'Empoli sembrava essere uno dei quei colpi di mercato capaci di spostare gli equilibri nelle zone basse della classifica. Giocatore duttile, intelligente, tecnicamente discreto e con una buona propensione al gol, Bastoni arrivava in Toscana con lo status di giocatore di categoria affidabile e d'esperienza pronto a diventare titolare inamovibile della formazione azzurra. Invece, per lo spezzino sono arrivate solo tre presenze da titolare da settembre ad oggi.

Un piccolo ricordo di cosa era Simone Bastoni.

Bastoni è, quindi, sostanzialmente un giocatore di troppo per una squadra che punta a mettere in mostra Cacace piuttosto che affidarsi all'esperienza dell'ex Spezia. L'idea di tornare a lavorare, come seconda linea versatile in una squadra impegnata su due fronti e con un allenatore che lo conosce bene è più che intrigante.

Fiorentina – Antonin Barak all’Udinese

Con la partenza di Samardzic direzione Napoli, ai friulani mancherà un calciatore altrettanto capace di collegare centrocampo e attacco, rifinire dall'alto del suo metro e novanta e tirare qualche missile dalla media distanza. Il ritorno di un Antonin Barak chiuso dall'affollatissima trequarti viola sarebbe una soluzione perfetta e nostalgica per tutti quelli che sono rimasti fermi al 2017.

Frosinone – Giorgi Kvernadze al Clermont Foot

Arrivato in estate, l’onda emotiva generata dalle giocate e dai successi di Kvaratskhelia aveva portato molti a credere di essere di fronte ad un altro giocatore proveniente dalla nidiata georgiana di grandi talenti; e invece Giorgi Kvernadze semplicemente non ha trovato spazio nel Frosinone di Di Francesco. Il ragazzo, appena ventenne, ha giocato a malapena qualche sprazzo di partita in Coppa Italia mentre in campionato paga la straordinaria stagione di Matias Soulè e il sovraffollamento del reparto offensivo ciociaro. Un prestito nel campionato francese potrebbe dagli l’opportunità per mettersi in mostra.

Genoa – Alan Matturro allo Spezia

Alan Matturro si era messo in luce al Mondiale under 20 come un giocatore aggressivo, difficile da superare in quanto enorme, ma sembra ancora troppo grezzo per la Serie A. Un prestito nel nuovo Spezia di mister D'Angelo, allenatore tra i migliori in Italia nella cura della fase difensiva, potrebbe agevolarlo nell'abituarsi al calcio italiano, avendo un tempo di gioco di vantaggio in più che in Serie B di solito concedono rispetto al massimo campionato.

Inter – Alexis Sanchez all’Al Taawoun

Alexis Sanchez è probabilmente il giocatore meno funzionale della rosa dell’Inter, una squadra che fa del gioco corale e organizzato la propria essenza più intima. Sebbene il cileno abbia giocato tanto in Champions League e messo a segno un paio di reti molto importanti, la sua estraneità al sistema di Inzaghi è sempre più evidente e determinante. Un problema del genere era stato sicuramente messo in conto dalla dirigenza nerazzurra, che lo ha comunque riportato a Milano in estate per una sola ragione: fare numero.

Al netto della sua classe innegabile e della sua esperienza, allo stato delle cose Sanchez è solo carne da turnover per far riposare Lautaro o Thuram. Ma se colui che è lì apposta per far riposare i titolari continua ad infortunarsi, costringendo i suddetti a straordinari e conseguenti problemi fisici, non c’è più davvero alcun buon motivo per farlo rimanere a Milano. A 35 anni l’Arabia Saudita potrebbe rappresentare la degna conclusione di una bella carriera e mettere la dirigenza interista davanti al fatto compiuto. All’Inter serve un attaccante.

Il campione è così.

Juventus – Arkadiusz Milik all’Ajax

Alle soglie dei 30 anni, Arkadiusz Milik deve decidere che cosa diventare da grande. Il polacco ha oggettivamente trovato pochissimo spazio nel corso della stagione, con appena 490 minuti giocati in 18 giornate. Il polacco ha a referto qualcosa come un centinaio di minuti giocati in più di Niccolò Fagioli, squalificato ormai da metà ottobre. Milik, per demeriti suoi o dell’allenatore, non ha saputo imporsi neanche al netto dei continui problemi muscolari di Chiesa e Kean e la sensazione è che ormai anche il giovane Yildiz lo abbia scavalcato nelle gerarchie. Un’evoluzione inaspettata per la sua avventura in bianconero: l’anno scorso Milik era stato il terzo miglior marcatore della squadra, realizzando spesso reti decisive per la classifica bianconera.

Così chiuso dai compagni di reparto e in una squadra che gioca solo una volta a settimana, l’attaccante polacco farebbe meglio a lasciare Torino, magari per un ritorno alle origini. Un ultimo grande contratto, nella squadra che l’ha lanciato e che ha bisogno di una mano a risalire la china in patria come in Europa.

Lazio – Pedro al Real Betis

A ormai 36 anni, Pedro sembra essere stato messo in secondo piano nei progetti biancocelesti. Con l'esplosione di Castellanos e Isaksen, non ancora completa ma in corso di avvenimento, gli spazi per l'ex Barça si limiteranno ulteriormente. Dove immaginarlo meglio se non nel buen retiro di tutti i calciatori ispanofoni tecnici, ossia il Betis di Manuel Pellegrini?

Lecce – Giacomo Faticanti al Cittadella

Giacomo Faticanti è campione d'Europa in carica con l'Under 19 ma non ha trovato spazio nel centrocampo giallorosso, coperto dai vari Ramadani, Kaba e Joan Gonzalez. Sarebbe ideale mandarlo 6 mesi in prestito per trovare spazio e continuità di gioco. Dove meglio se non in una squadra genera-talenti come il Cittadella? All'altro vertice del centrocampo ritroverebbe il suo compagno di squadra in Roma Primavera Claudio Cassano, avendo un appoggio automatico per le sue palle lunghe.

Milan – Rade Krunic al Fenerbahçe

Vista la continua emergenza infortuni in casa Milan, è difficile parlare di mercato in uscita. Ogni uomo arruolabile a disposizione di Pioli serve più che mai alla causa rossonera ed è anche per questo motivo che l'ostracizzazione di Rade Krunic appare per certi versi incomprensibile. Il bosniaco è passato in pochissimi mesi dall'essere una risorsa duttile e preziosa a disposizione di Pioli a ritrovarsi praticamente fuori rosa nonostante la continua penuria di uomini a disposizione nella rosa del Milan.

A 30 anni Krunic non può permettersi una situazione del genere, come neanche il Milan, del resto. Per il bene suo e dei rossoneri, l'idea di un ricongiungimento con il connazionale Edin Dzeko sulle sponde del Bosforo è più che mai stimolante.

Monza – Josè Machin al Modena

José Machin è uno dei calciatori più stilosi del lato destro della classifica in A, ma per vari motivi non riesce ad imporsi nel massimo campionato. Un prestito in B lo vedrebbe brillare. Il Modena di Paolo Bianco, che prova ad attuare i princìpi del gioco di posizione dezerbiano ma è carente di calciatori di qualità in mezzo al campo, potrebbe accoglierlo come manna dal cielo.

Napoli – Alessio Zerbin al Bari

Tra Alessio Zerbin e il Napoli non è mai scattato il minimo feeling. Una soluzione in prestito, se non anche a titolo definitivo, sarebbe l'idea migliore per un ragazzo che a 24 anni rischia di perdere l'ultimo treno per la Serie A. L'opzione più papabile è un ritorno a Frosinone, ma con l'affollamento sul lato sinistro offensivo dei leoni gialloblù sarebbe difficile trovare spazio. Il Bari, che ha avuto evidenti difficoltà offensive in questa prima parte di stagione, potrebbe aver bisogno di lui. Inoltre, immaginate che bello un ipotetico attacco leggero con Menez, Zerbin e Sibilli.

Roma – Houssem Aouar all’Olympique Lyonnais

C’è ancora speranza per Houssem Aouar? Sì, ma probabilmente non alla Roma. L’esperienza capitolina finora è stata l'ennesimo a vuoto di una carriera sfortunata. Dallo scoppio della pandemia in poi, Aouar non è riuscito a soddisfare le aspettative sorte attorno a lui dopo i primi anni a Lione e il trasferimento alla Roma rischia di essere ben più deleterio di quanto possa sembrare.

Anche senza considerare i numerosi acciacchi fisici che lo hanno interessato in questi mesi, l’algerino è quasi un pesce fuor d’acqua nel centrocampo di Mourinho: non ha la corsa né l’agressività di Bove, né il fisico e gli inserimenti verticali di Cristante: è un giocatore di grande classe a disposizione di un allenatore che non chiede tecnica ai suoi centrocampisti e che per questo continua a non tenerlo in considerazione. Una partenza dalla Capitale è quindi ormai molto probabile, meglio se a gennaio. Soprattutto se c’è ancora un Lione che dev’essere salvato.

E ricordiamo al mondo chi eravamo...

Salernitana – Boulaye Dia al Brest

Il ciclo di Boulaye Dia a Salerno sembra oramai saturo per via delle beghe di fine mercato estivo. Per il bene di entrambe le parti, la cosa migliore sarebbe separarsi e guardare al futuro. Da un lato, il calciatore senegalese farebbe il salto di qualità desiderato; dall'altro, la società granata monetizzerebbe l'affare. Una soluzione ideale sarebbe il ritorno al Brest, la squadra che l'ha lanciato e attuale sorpresa della Ligue 1 (5° posto in classifica), a cui manca un bomber (basti pensare che il centravanti titolare è nientemeno che Martin Satriano, in prestito dall'Inter)

Sassuolo – Ruan Tressoldi all’Al Ittihad

La titolarità nella prima serie del campionato italiano di Ruan Tressoldi è uno di quei misteri che non ci fanno dormire la notte. Le continue prestazioni disastrose, gli errori, le disattenzioni, i cartellini (spesso rossi) e gli autogol lo rendono probabilmente uno dei peggiori giocatori della Serie A e l’ostinazione di Dionisi nel non mettere mai in discussione la sua titolarità continua ad essere francamente inspiegabile. A maggior ragione se si considera come le sue brutte prestazioni continuino a sottrarre minuti ad un giovane promettente (e già decisamente di livello superiore) come Mattia Viti.

Con la salvezza del Sassuolo, quest’anno per la prima volta, veramente in discussione, è arrivata l’ora che Carnevali si sbarazzi di un elemento assolutamente improponibile, mandandolo via il più lontano possibile.

Torino – Nemanja Radonjic al Panathinaikos

Il rapporto tra Nemanja Radonjic e il Torino di Ivan Juric è la rappresentazione calcistica perfetta di un amore tossico. Il serbo ha un talento cristallino ma anche un carattere fumantino e una professionalità decisamente discutibile. I continui alti e bassi nella sua carriera granata derivano appunto da queste due due nature assolutamente complementari che però mal si conciliano con un personaggio come il tecnico croato.

Tra i due ci sono sate molte incomprensioni, tanti litigi, tantissime esclusioni e punizioni severissime, in mezzo sprazzi di grande classe ma anche la sensazione di essere di fronte ad una coesistenza non voluta da entrambi ma forzata dalle contingenze di mercato. Gennaio è il momento ideale per porre fine a questo equivoco e provare a cercare d’imporsi in un campionato meno competitivo e con meno pressioni, magari sotto la guida di una leggenda come Fatih Terim.

Udinese – Florian Thauvin al Vasco da Gama

Lucca, Success, Davis, Brenner, Deulofeu, Vivaldo, Akè. Nelle prossime settimane alcuni lungodegenti dell’Udinese cominceranno a rientrare a disposizione di Cioffi e il tecnico ex Hellas Verona si ritroverà con un inedito problema di sovrabbondanza in attacco. Non fosse altro per mere questioni di spazio, qualcuno dovrà andar via e a nostro parere il principale indiziato dovrebbe essere Florian Thauvin.

Arrivato appena un anno fa per sostituire Deulofeu, Thauvin non è mai entrato né in forma, né nel cuore dei tifosi friulani, né tanto meno è mai riuscito a fornire un apporto concreto alla causa bianconera. Due reti in appena 31 presenze sono davvero poche per un Campione del Mondo, e il suo svernamento in Friuli è ormai arrivato alla naturale conclusione. Mettendosi equivoci tattici e scarsa funzionalità alle spalle, sognamo per lui una nuova avventura esotica, magari al fianco di Dimitri Payet nel Vasco da Gama.

Verona - Josh Doig al Torino

I tempi in cui il pubblico italiano assisteva stupito alle falcate sulla fascia sinistra e ai cross pennellati da Josh Doig non sono poi così lontani. Appena un anno fa il terzino del Verona sembrava l’ennesimo prodotto della florida scuola scozzese e la sua esplosione definitiva appariva questione di settimane. Col tempo, però, Doig è però rimasto invischiato nella povera e confusa gestione tecnica dell’Hellas, subendo prima un drastico calo di rendimento e poi la concorrenza di Faraoni e Terracciano. Nonostante qualche timido segnale incoraggiante, le cose con Baroni non sono andate meglio.

Dopo appena 10 presenze da titolare, Doig potrebbe approfittare del caos finanziario e legale in cui si trovano gli scaligeri per lasciare Verona e mettersi al servizio di un tecnico capace di formarlo definitivamente come un quinto di centrocampo completo tecnicamente e fisicamente.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

  • Nato ad Andria nel 2001. Studente di economia e management con una smodata passione per i quiz, l'animo di Jimmy McGill e la figurina di Edin Dzeko nel portafoglio.

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