
Bologna-Genoa (1-1) - Considerazioni Sparse
Tra un Bologna poco lucido e un Genoa sfinito, il 2024 inizia con un pari: De Silvestri sbroglia la matassa nel recupero.
In fin dei conti, il pareggio è il risultato più giusto. I rossoblù emiliani e quelli liguri cominciano il 2024 spartendosi la posta in palio, in una partita nervosa, bloccata, decisamente poco divertente. Ma, come detto, la spartizione della posta in palio è l'esito più corretto visto l'andamento di una gara indirizzata più dai limiti delle due squadre che dai loro punti di forza. Sia Bologna che Genoa si ritrovano però a poter guardare il bicchiere mezzo pieno: i padroni di casa riescono ad evitare a tempo scaduto la seconda sconfitta consecutiva, gli ospiti ottengono un altro risultato di grande prestigio. Sugli scudi Gudmundsson, Calafiori ma soprattutto i due portieri, protagonisti attivi del salvataggio del risultato.
Il Bologna paga solo un calo di forma fisiologico o stanno cominciando ad emergere i suoi veri limiti? La risposta sta nel mezzo. Di certo, la squadra di Thiago Motta è mancata di brillantezza e lucidità ma più in generale le partite contro Udinese e Genoa ci mostrano come i felsinei paghino una fase offensiva non così ben organizzata e proficua come quella difensiva. L'attacco del Bologna si regge sostanzialmente sulle giocate individuali di Zirkzee, Ferguson e degli esterni offensivi; con il primo in evidente difficoltà, il secondo fuori per squalifica e gli altri in panchina o non al meglio della forma si capisce come i rossoblù abbiano sostanziali difficoltà nel trovare la rete, soprattutto contro una squadra organizzata e compatta come il Genoa. Il 71% di possesso palla si è rivelato incredibilmente sterile, soprattutto perché il Bologna non è riuscito a manovrare e ad aggirare il blocco basso degli avversari, mentre il sacrificio delle mezzali liguri e la scarsa ispirazione di Orsolini hanno fatto il resto.
Che fare dunque? Thiago Motta deve ripartire da un gioco più semplice e da scelte più scontate ma non per questo inesatte. Il Bologna deve imparare ad abbassare il proprio baricentro, accettare di lasciare il pallino del gioco in mano agli avversari anche in partite sulla carta più facili, cominciare ad utilizzare Zirkzee in modo più tradizionale e sfruttare la velocità di Orsolini e company in campo aperto. Anche la scelta di rinunciare a Saelemaekers per far giocare l'evanescente Urbanski stupisce per l'eccessiva astrusità: il belga è in questo momento uno degli uomini più in forma della squadra e non è un caso che il Bologna cominci ad attaccare in modo più concreto con lui in campo. Insomma, abbiamo incensato Thiago Motta abbastanza da poterci permettere anche qualche critica in merito alle sue decisioni. Less is more (and better).
Anche il Genoa paga i suoi limiti, ma in questo caso sono limiti fisici e organici piuttosto che tattici o tecnici. La vittoria sfuma a tempo scaduto perché il Genoa, per quasi tutto il secondo tempo, non riesce a tenere testa alla corsa e al fisico degli avversari. In tal senso il gol del Bologna era nell'aria: col passare dei minuti i liguri rinculavano sempre di più nella loro area di rigore, prestando sempre più frequentemente il fianco alle sovrapposizioni e alle avanzate dei difensori avversari. Gilardino avrebbe potuto fare qualcosa in più, magari dando fondo anche ai due cambi non utilizzati? Questo è difficile da dire, ma nonostante le limitate risorse a disposizione delle forze fresche a centrocampo avrebbero forse aiutato il Genoa nel lavoro di filtro e avrebbero permesso a Gudmundsson di avere più palloni giocabili contro una difesa del Bologna ampiamente sbilanciata in avanti.
Nonostante ciò, la partita del Genoa rimane assolutamente apprezzabile. Se non c'è da stupirsi della solita organizzazione degli uomini di Gilardino, degna di nota è invece l'abnegazione difensiva di Messias, Malinovskyi e Gudmundsson, spesso decisivi sia in ripiegamento che nella fase del primo pressing, La scelta del tecnico di schierare tutti i suoi uomini di qualità a centrocampo, a differenza di quanto fatto con l'Inter, paga per tutto il primo tempo. Il Genoa riesce a resistere bene alla pressione del centrocampo bolognese e a dispiegarsi bene grazie a fraseggi veloci, controlli orientati e giocate rapide. Nel secondo tempo però sono proprio gli uomini di qualità a patire il crollo fisico che condanna gli ospiti al pareggio. Comunque poco male, il punto conquistato stasera fa tanto bene a classifica e morale.
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