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World Darts Championship
, 4 Gennaio 2024

World Darts Championship - Considerazioni Sparse


È stata la World Darts Championship di Luke Littler, anche se la vittoria è andata a Luke Humphries.

L’anno 2023 del mondo delle freccette è stato nel segno di Luke Humphries: il giocatore inglese arrivava alla World Darts Championship con tre vittorie su quattro negli Slam. Ottenute contro tre giganti del circuito come Gerwyn Price, Rob Cross e Michael Van Gerwen. Impressionante la Player Championship contro l’olandese: nel corso della finale era ampiamente in controllo e messo a segno un 9-darter, sul più bello però Humphries è salito in cattedra e ha rimontato dimostrando una solidità impressionante. Niente e nessuno sembrava abbattere Cool Hand, il cui talento è indiscusso ma solo negli ultimi tre anni ha fatto il definitivo salto di qualità. I bookmakers gli davano, giustamente, i galloni del favorito, e guardando il risultato finale non avevano torto. Eppure non è stato un mondiale facile: sotto 3-1 contro Pietreczko al terzo turno, è stato a un passo dall’eliminazione contro Cullen che ha sprecato una match dart, ha affrontato un quarto tostissimo contro Chisnall, un altro dei grandi protagonisti dell’anno appena trascorso. Humphries non si è mai perso d’animo, non è mai calato nel gioco e a furia di triple e
doppie si è sempre rialzato. Si porta a casa il trofeo più importante, nella maniera dei grandissimi: giocando al meglio del meglio. Eppure, i flash non erano per lui.


È stata la World Darts Championship di Luke Littler. Tutti i giornali e siti del mondo, anche quelli che al mondo delle darts dedicano l’ultima colonna dell’ultima pagina, gli hanno dedicato titoli e copertine,
prestandogli però l’attenzione sbagliata: il kebab, la fidanzata più grande di 5 anni, lui sotto l’albero
di Natale a scartar regali. Addirittura in molti seriamente si sono chiesti se avesse davvero 16 anni,
al punto tale che PDC ha dovuto pubblicare sui social il certificato di nascita di Littler. Una visibilità che a molti non è piaciuta. Littler è stato supportato e difeso da quasi tutto il circuito, prima di tutto dai suoi avversari. Gary Anderson in conferenza stampa è stato molto duro verso i media, chiedendo di non caricarlo troppo di aspettative e di “distruggerlo” come è accaduto con Josh Rock dopo l'ultimo mondiale - l’inglese non ha confermato le attese ed è stato oggetto di molte critiche. Nel corso della World Darts Championship ha affrontato e battuto due veterani come Raymond Van Barneveld e Brendan Dolan, che gli hanno rivolto parole al miele. Soprattutto Barney, idolo del Littler bambino, l’ha coccolato come se fosse un nipotino. Fun fact: potrebbe esserlo, visti i precisi 40 anni di differenza.


Molti altri giocatori sui social si sono complimentati con Littler e hanno colto questo exploit come un’occasione di crescita per tutto il movimento. Unica eccezione, Michael Van Gerwen: l’olandese, non nuovo al trash talking di chi sa di essere forte, ha ribadito che lui alla sua età ne aveva di più. Non a torto: proprio dal primo mondiale di MVG, a soli 17 anni, non si vedeva un giocatore così giovane scuotere il circuito. Alla World Darts Championship prima e alla finale poi Littler non è arrivato per caso. Nel corso dell’anno ha ottenuto ottimi risultati nel Development Tour, dedicato alle migliori promesse, risultando secondo solo a Gian Van Veen per premi ottenuti e aveva vinto il World Young Championship, il mondiale giovanile. Nel corso del mondiale ha giocato a livelli sensazionali, alla finale è arrivato con l’undicesima miglior media della storia della competizione: meglio di lui solo Phil Taylor, Gary Anderson e l’onnipresente MVG.


Littler ha perso la finale, giustamente, ma ha giocato a livelli altissimi. Soltanto il primo set non è stato
all’altezza, unico momento comprensibile di crisi emotiva in tutto il torneo. Poi ha giocato alla grande, ha sfiorato la freccia del 5-2 nel conto dei set. Anche sotto nel punteggio non ha mollato un centimetro, mettendo a segno perfino un big fish. Contro questo Humphries sarebbe stata impossibile per chiunque e molti altri sarebbero crollati ben prima di lui. L’abbraccio finale di Russ Bray è il giusto premio per un talento che è arrivato a pochi cm, letteralmente, dalla leggenda. Littler ha detto di non aver rimpianti: ha giocato al massimo anche la finale, adesso dovrà confermarsi dal 31° posto del ranking (al mondiale era arrivato 164°, da qualificato). Magari a partire dalla Premier League che, a differenza del solito, non ha annunciato gli otto partecipanti subito dopo la finale. Proprio Littler ha creato l'attesa: se avesse vinto, una chiamata sarebbe stata inevitabile. La sconfitta crea dubbi: c’è chi dice che può attendere, non c’è fretta; chi dice che lo merita senza discussioni. Oggi (giovedì 4 gennaio, ndr) verrà annunciata la lista dei partecipanti.


Nel mezzo, un mondiale in cui si è visto di tutto. Un’edizione piena di sorprese, con tanti big usciti
molto presto
. Ben 5 delle prime 15 teste di serie eliminate al secondo turno, il primo effettivo di gioco dopo aver usufruito di un bye al primo. Qualcuno non arrivava al meglio, come Van den Bergh, però è sempre una notizia. Michael Smith, il campione uscente, non ha mai giocato al suo livello ed è stato eliminato al quarto turno da Chris Dobey, uno dei protagonisti in positivo del torneo. Lo stesso discorso vale per Gerywn Price, uscito al terzo turno. Uno shock per certi versi anche l’eliminazione di MVG, partito fortissimo e senza lasciare un set agli avversari nelle prime tre partite. Sembrava lanciato verso la semifinale, considerate le tante eliminazioni dal suo lato del tabellone e il modo con cui aveva eliminato
Stephen Bunting - idolo di Ally Pally e autore fino a quel momento delle migliori prestazioni del
torneo. Davanti a sé ha trovato la scheggia impazzita: se Littler dominava senza fare
una piega, Scott Williams è entrato sulla scena come un bolide del Quidditch.
Williams, buon
giocatore senza grossi exploit in carriera, col suo spirito istrionico e i tiri fuori dall’ordinario hanno
messo in crisi MVG, facendolo crollare sul piano nervoso. Nemmeno Williams ha retto al
ciclone Humphries in semifinale, però l'intraprendenza e personalità potranno risultare indigeste a tanti nel prossimo futuro.


Volendo trovare una morale a questa storia: non importa quanto sei forte a tirare frecce o quanto sei
in alto nel ranking, alla World Darts Championship quello che conta è essere forti dentro di sé
.
Stare bene di testa e di gambe, non abbattersi davanti alle difficoltà perché tutto è possibile. L’anno
2024 delle darts ha tutto per essere un anno straordinario, nel quale diventare ancora di più un
fenomeno globale e mettere in mostra un livello di gioco altissimo. Un anno però senza Russ Bray. La finale di ieri è stata l’ultimo atto di ‘The Voice’. L’arbitro inglese si ritira dopo quasi 30 anni di carriera in cui la voce e il suo corpo sono stati uno dei simboli del gioco, un’aura che ricorda quella di Collina nel calcio. Tutti, senza eccezioni, lo hanno ringraziato e omaggiato. PDC lo ha inserito nella
Hall of Fame: Bray resterà come ambasciatore e arbitro di partite di esibizione. The Voice entra nel mito nel momento giusto, in cui il suo sport sta cambiando definitivamente, e avrà più tempo per
vedere il suo West Ham. Non sentiremo più il suo inconfondibile ‘180’ nel corso dei tornei, mancherà tantissimo. Un 2024 dalle prospettive clamorose, con un piccolo dettaglio tutto
nostrano. Segnatevi un nome: Aurora Forchesato.

  • Mille cose e contemporaneamente nessuna. Tra le altre collabora con Radio Onda d'Urto e SalernitanaLive

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