Calciomercato Roma
, 4 Gennaio 2024

10 difensori a basso costo per la Roma


Alcuni nomi più o meno seri.

Per qualche ora, in Arabia Saudita, si sono perse le tracce di Karim Benzema. L'attaccante francese, infatti, aveva disertato l'allenamento dell'Al-Ittihad poco prima di Capodanno. Ha disattivato i profili social, creando non poca ansia nei tifosi arabi e negli appassionati che faticano a dimenticare quello che faceva al Real Madrid solo qualche mese fa. Salterà fuori, qualche giorno dopo, che Benzema si era semplicemente preso alcuni giorni di riposo per tornare a Madrid, o almeno così pare.

Uno stesso alone di mistero, anche più oscuro e surreale, è quello che, da circa quattro mesi, avvolge Chris Smalling.

L'ultima partita di Smalling risale nella partita di inizio settembre contro il Milan. Nelle prime due partite, contro Salernitana e Verona, l'inglese aveva già contribuito in negativo al gol di Candreva nella prima e fatto una figuraccia su quello di Ngonge nella seconda. Contro il Milan, invece, è sempre lui a farsi portare fuori da un banale movimento incontro di Giroud, lasciando una voragine in area per il taglio di Loftus-Cheek da cui, successivamente, originerà il rigore dell'1-0 del Milan. Da quella partita, Smalling è scomparso: su Instagram non posta da oltre cinque mesi e l'unica traccia con la prima squadra risale a fine ottobre, quando aveva svolto una parte di allenamento in gruppo prima di eclissarsi nuovamente. Le voci, mai veramente sopite, sono quelle di un problema fisico al cui trattamento Smalling si è ripetutamente opposto, i più maliziosi dicono in quanto vegano.

Nel breve seguito, ecco l'attuale conformazione del reparto difensivo della Roma: uno, Smalling appunto, infortunato da quattro mesi; un altro, Kumbulla, che sta recuperando da un infortunio al crociato; un terzo, Mancini, che gioca, a detta di Mourinho, nonostante la pubalgia; un quarto, Ndicka, almeno per un mese indisponibile per la Coppa d'Africa; l'ultimo superstite è Llorente che nel 2023 era già stato per quasi due mesi a causa di problemi muscolari. L'extra è rappresentato dai riadattamenti di Cristante, che nelle ultime quattro stagioni si è trovato spesso a fare il centrale, o di Çelik, occasionalmente terzo di destra.

Insomma, la Roma ha i difensori contati e varie fonti vicine alla società han fatto trapelare che il budget da destinare al mercato invernale è fissato attorno a un milione di euro, forse due, non di più. Si può intuire quindi come mai Mourinho e Tiago Pinto abbiano spinto per prendere Bonucci negli ultimi giorni di dicembre, salvo desistere dopo le proteste dei tifosi. Noi, intanto, per ovviare ai problemi di scouting che hanno afflitto la Roma negli ultimi anni, ci siamo finti Tiago Pinto per stilare l'identikit di 10 difensori che potrebbero far comodo. A costo ridotto, chiaramente.

Eric Dier – Tottenham

Quanto sembra finito: 3
Quanto è sembrato forte: 7
Quanto è realistico: 4

Premessa: quello di Eric Dier è, senza dubbio, il miglior nome presente in questa lista. Ha esperienza pluriennale in Premier League e in Champions; ha lavorato già con Mourinho e ha giocato, con discreti risultati, in una difesa a 3; come ottimo plus, nel biennio con Antonio Conte al Tottenham, ha mostrato anche una discreta cattiveria.

Il difensore inglese sta per compiere 30 anni, è in scadenza a giugno ed è praticamente fuori dal giro di Postecoglou, che nel suo ruolo ormai preferisce due terzini riadattati come Davies ed Emerson Royal e che, inoltre, sembra sulle tracce di Radu Dragusin. Dier sarebbe un sostituto di perfetto di Smalling, con cui condivide le qualità in marcatura e in copertura dentro l'area, ma rispetto a cui offre anche una maggiore solidità in fase di possesso, legata anche a una serie di esperienze avute come mediano, e una migliore sensibilità tecnica generale.

A rendere complicato l'acquisto dell'inglese, anche ammettendo che il Tottenham volesse regalarlo, c'è il contratto: Dier percepisce circa 2.5 milioni netti di sterline (quasi 3 milioni di euro) ed è verosimile a Roma chiederebbe una cifra maggiore, forse più vicina ai 3.5 netti di Smalling e Mancini, rendendo la cessione del primo sostanzialmente necessaria al suo arrivo. Certo, gli affari Lukaku, Dybala e Wijnaldum hanno mostrato come la dirigenza romanista (e soprattutto Mourinho) sappia fare presa su profili simili: non possiamo escludere che Dier possa essere il canto del cigno di Mou.

Nacho Fernandez – Real Madrid

Quanto sembra finito: 7
Quanto è sembrato forte: 7
Quanto è realistico: 2

Su Nacho Fernandez alla Roma esistono voci di mercato da circa otto anni: secondo Transfermarkt il primo accostamento del difensore madrileno alla Roma risale all'estate 2016 mentre, googlando velocemente, l'ultima notizia in questo senso è datata estate 2023. Nel frattempo, la Roma ha cambiato cinque allenatori, lottato per uno scudetto, giocato una semifinale di Champions League, cambiato proprietà, vinto un trofeo dopo 15 anni e raggiunto una finale di Europa League. Nacho, invece, è sempre lì, pronto a mettersi su un volo Madrid-Roma che non decolla mai.

Lo spagnolo sarebbe un difensore molto utile: nel Real, pur non avendo mai preso il posto da titolare, ha giocato praticamente ovunque e sempre con un discreto grado di successo. In questo senso, la sua duttilità, come mostrato anche dal suo ex compagno Llorente, è una qualità molto utile in una difesa con due titolari designati con problemi fisici ricorrenti. Nacho, anche se ormai ha ampiamente superato i trent'anni, è ancora un difensore rispettabilissimo: ha ancora un passo non indifferente, con gli anni è migliorato nelle letture. Abbiamo ignorato il fatto che ormai è diventato una specie di bandiera minore del Real Madrid, preferendo la stanca assuefazione dei meme sul madridismo, quando ormai è l'affidabile cambio di qualsiasi difensore da quasi un decennio.

Alla Roma servirebbe un difensore come Nacho per motivi tecnici, sicuramente, ma anche per il bisogno di arrivare alla conclusione di queste eterne voci di mercato che in dieci anni sono passate dal riempire le colonne dei quotidiani a riempire le nostre timeline, per dire di quanto tempo è passato.

Scott McKenna – Nottingham Forest

Quanto sembra finito: 1
Quanto è sembrato forte: 5.5
Quanto è realistico: 2

Scott McKenna è stato un uomo chiave nella salvezza del Nottingham Forest nella scorsa Premier League. Il gigantesco centrale scozzese aveva costituito il terzo sinistro della difesa di Steve Cooper, diventando un formidabile bodyguard in area di rigore. In questo momento, però, McKenna è fuori rosa al Nottingham Forest – e come lui anche il capitano del club, Joe Worrall – ed è sul mercato in scadenza di contratto. Le motivazioni dell’esclusione non sono chiare, con alcune ricostruzioni la correlano al supporto a Cooper, poi licenziato da Marinakis.

McKenna sembra il difensore perfetto per lo stile di gioco di Mourinho: pur non essendo altissimo, lo scozzese ha una fisicità imponente e presidia la sua area come se fosse un samurai. Nella scorsa stagione, ha allontanato 53 palloni di testa, ne ha spazzati 119 e ha bloccato 20 tra tiri e passaggi. McKenna sarebbe un perfetto cambio di Smalling sia nel breve che nel medio periodo ma potrebbe diventare utile anche come alternativa a Ndicka visto che anche lui è mancino, per quanto non tecnicamente pulito come il difensore ivoriano.  

Quello di McKenna sarebbe un nome molto strano per le abitudini della Roma; tanto per cominciare, sarebbe il primo scozzese nella storia del club; inoltre, non ha una grandissima esperienza ad alti livelli – la scorsa stagione è stata la sua unica intera in un campionato dei big five – ma la faccia cattiva e il suo fisico massiccio sembrano perfetti per appaiarsi con il gusto per la violenza di Gianluca Mancini e mantenere inalterato il tasso di brutalità tra campo e panchina.

Pablo Marì – Monza

Quanto sembra finito: 3
Quanto è sembrato forte: 6
Quanto è realistico: 4

Fino al 2019, quando è passato nel Flamengo, Pablo Marì è stato di proprietà del Manchester City. Poi è finito all’Arsenal, diventando una sorta di simbolo della banter era dei Gunners, da cui è stato epurato nel 2022 quando la squadra di Arteta è tornata competere per la top four. In Italia, lo spagnolo ha trovato la sua dimensione: con Udinese e Monza è diventato il perfetto centrale della difesa a tre: ordinato nelle letture, bravo a dare copertura e a presidiare l’area ma anche con una buona pulizia tecnica nei passaggi. Marì si presenterebbe a Roma come una versione più completa di Smalling, meno affidabile in marcatura ma con una tecnica di base sensibilmente migliore, oltre che con un buon grado di esperienza e il vantaggio di essere già stato testato in Serie A.

La storia recente della Roma è molto ricca di acquisti di esperienza ma povera di acquisti di esperienza dal mercato interno, anche se l'evoluzione del Decreto Crescita potrebbe suggerire un parziale cambio di rotta. Pablo Marì sarebbe un acquisto strano, ma il suo apporto potrebbe essere utile anche in ottica di medio-breve termine già solo per il fatto di avere un fisico più solido rispetto a quello di Llorente e Smalling.

Malang Sarr – Chelsea

Quanto sembra finito: 6
Quanto è sembrato forte:
7.5
Quanto è realistico: 3

Malang Sarr è il più giovane di questa lista. Il francese è uno dei giocatori dispersi nel limbo dei prestiti del Chelsea, che lo aveva preso svincolato dal Nizza nel 2020 per poi mandarlo due volte a spasso – con Porto e Monaco – senza grandi risultati. Oggi Sarr è totalmente sparito dal giro, tanto che anche Pochettino, che sarebbe il suo allenatore, si era dimenticato della sua esistenza.

Sarr, in realtà, ha avuto dei momenti in cui è sembrato un bel difensore: nelle poche partite che ha giocato con il Chelsea ha mostrato intraprendenza con il pallone tra i piedi e buona sicurezza nelle giocate. Difensivamente è molto orientato all'anticipo ma la falcata enorme lo rende molto utile anche quando deve rincorrere verso la propria area, situazione che i difensori della Roma soffrono abbastanza.

Se oggi di Sarr già oggi non si ricorda più nessuno, Pochettino incluso, è probabilmente a causa dell'effetto buco nero che i prestiti del Chelsea sembrano abbracciare nelle loro carriere; il francese ha ancora qualcosa da dire nel calcio europeo e verosimilmente i Blues sarebbero molto felici di liberarsene. Alla Roma questi profili profili piacciono da sempre, anche solo per il gusto di ripararli come fossero giocattoli rotti trovati in qualche brutto negozio di usato. Certo, come collocazione andrebbe a sovrapporsi precisamente con Ndicka ma non sarebbe strano vederlo, in futuro, anche come terzino bloccato di una difesa a quattro, dato che anche Spinazzola sembra avere i giorni contati a Roma.

Jannik Vestergaard – Leicester

Quanto sembra finito: 7
Quanto è sembrato forte: 5

Quanto sembra realistico: 2

Jannik Vestergaard è grosso: qualche anno fa, quando ancora giocava nel Werder, era uscita una sua foto in cui la sua testa superava quella del getto d'acqua della doccia dell'hotel in Giappone. Nel 2021, dopo un discreto europeo, è finito al Leicester, con cui è retrocesso praticamente senza mai giocare. In questa stagione è stato recuperato da Maresca in Championship e ora costituisce, insieme a Faes, quella che è, con ampio margine, la miglior difesa del campionato.

Vestergaard è un difensore che in virtù del suo fisico gigantesco non offre mobilità – comunque migliore di quella di un giocatore infortunato – ma porta buona qualità nelle letture e, soprattutto, una qualità nei passaggi sorprendente. Maresca, da bravo apprendista di Guardiola, gli ha ritagliato un ruolo a-la-Ruben Dias: Vestergaard è il giocatore con più passaggi riusciti della Championship – 100 spaccati a partita – e uno di quelli che completa più lanci lunghi. L'idea che un gigantesco centrale biondo possa diventare una sorta di macchina spara-palloni per Lukaku e Dybala non stuzzica la fantasia?

Rodrigo Caio – svincolato

Quanto sembra finito: 9
Quanto è sembrato forte: 6.5
Quanto sembra realistico: 3

Rodrigo Caio è una sorta di oscura presenza delle notizie di calciomercato: da circa otto anni il suo nome viene regolarmente associato alla Roma – e anche ad altre squadre italiane – come se fosse la copertina di Linus degli insider. Su YouTube potete trovare una serie di video in cui Rodrigo Caio, col fisico asciutto e il viso scavato, guida la difesa del Flamengo, da cui si è svincolato il 31 dicembre dopo cinque anni e due infortuni al ginocchio che ne hanno accelerato il decadimento fisico.

Prima di infortunarsi, Rodrigo Caio incarnava il prototipo del difensore moderno: aggressivo ma con letture raffinate; un passing game completo e pulito – nella sua ultima stagione prima degli infortuni aveva una media di passaggi riusciti intorno al 90%, forse esaltata da una pressione non strutturata come quella dei campionati europei – e quando gioca in verticale sembra sempre dare il giusto peso ai suoi palloni.

Rodrigo Caio nel Flamengo ha giocato quasi sempre in una difesa a quattro ma il suo mix di caratteristiche lo renderebbe un ottimo ricambio di Mancini come terzo di destra. Se il problema principale dei difensori romanisti è la scarsa tenuta fisica, un difensore che viene da tre infortuni gravi al ginocchio potrebbe non essere la scelta ottimale, ma almeno finalmente daremo un senso a tutte quelle notizie di calciomercato di metà anni ’10.

Phil Jones – svincolato

Quanto sembra finito: 10
Quanto è sembrato forte: 8
Quanto sembra realistico: 4

Phil Jones è rimasto al Manchester United per 12 anni, dal luglio 2011 al giugno 2023, quando il suo eterno contratto con i Red Devils è scaduto. Jones è arrivato a Manchester giusto in tempo per vedere il City vincere il suo primo titolo in 45 anni e se ne è andato vedendolo anche vincere la Champions League: ha vissuto sulla sua stessa pelle l’intero tracollo del Manchester United, passando da essere un riferimento – insieme a Smalling – della difesa di Ferguson a un autentico meme per le sue espressioni facciali.

Se volessimo trovare una congiunzione calcistico-astrale, potremmo dire che l'ultima stagione di Phil Jones con più di 10 partite giocate a Manchester è stata anche l’ultima con Mourinho sulla panchina dei Red Devils. Mou, tra l’altro, proprio sulla gestione del fisico di Jones ebbe anche una piccola diatriba con il CT inglese: secondo il portoghese, Southgate avrebbe sottoposto Jones a infiltrazioni per giocare un’amichevole contro la Germania, facendogli così saltare alcune partite con lo United.

I ricordi di Phil Jones in campo – se togliamo le ultime comparsate, l’ultima delle quali in una sconfitta per 4-0 a Liverpool nel 2022 – risalgono a un periodo ormai lontano delle nostre vite ma ci ricordano un difensore abbastanza elegante, con una maggiore pulizia nei passaggi di Smalling. Purtroppo, però, Jones non gioca una partita di calcio da maggio 2022, ha una storia clinica spaventosa e probabilmente sta solo aspettando l’occasione giusta per annunciare l'addio al calcio in un commovente testimonial match a Old Trafford; alla Roma resta solo la scelta di mettersi tra lui e il suo meritato riposo, facendogli ricreare una delle coppie centrali simbolo della banter era del Manchester United.

Kostas Manolas – Sharjah

Quanto sembra finito: 10
Quanto è stato forte: 8
Quanto sarebbe realistico: 3

La carriera di Kostas Manolas da quando ha lasciato Roma ha preso una svolta drammatica. Al Napoli la tanto attesa coppia con Koulibaly si è rivelata un'enorme delusione e il suo ritorno in Grecia, se possibile, è stato pure peggiore, con una decina scarsa di partite giocate e qualche infortunio a fare da apripista al suo triste passaggio negli Emirati Arabi.

Manolas è in scadenza a giugno con lo Sharjah ma possiamo escludere che non decida di riprovarci? A soli 32 anni, il greco potrebbe ancora, come disse Peter Drury, rinascere dalle sue rovine? Se Manolas avesse ancora un minimo di forza e di voglia potrebbe ancora regalare ai tifosi della Roma quegli straordinari recuperi in cui spingeva il petto in fuori come un centometrista. Non ne avrà più, ma perché non sognare per l'ultima volta di essere tutti sei anni più giovani e probabilmente più felici?

Leonardo Bonucci – Union Berlin

Quanto sembra finito: 9.5
Quanto è stato forte: 9
Quanto sarebbe realistico: 1

Fino a una settimana e mezza fa, Leonardo Bonucci sembrava già pronto a firmare con la Roma ma, alla fine, l'insurrezione dei tifosi romanisti – e, pare, anche di qualche intermediario – aveva fatto saltare l'affare, portando motivazioni etiche e identitarie contro la sua firma.

Raccontare che tipo di giocatore è stato Bonucci è quasi superfluo: nei suoi anni migliori, pochi difensori in Europa hanno avuto la sua efficacia nella regia difensiva. Nella Roma avrebbe portato una qualità di calcio straordinaria in fase di costruzione, senza dubbio, ma anche un contorno fisico e tecnico-difensivo ormai clamorosamente declinante, con problemi fisici ormai ricorrenti e un peso nello spogliatoio che forse sarebbe eccessivo rispetto al valore attuale del giocatore.

Il nome di Bonucci sembra totalmente impossibile ormai. E, d'altronde, perché mai Mourinho e Tiago Pinto, dopo aver rischiato la rivolta popolare, dovrebbero tornare con la coda tra le gambe a trattare per un giocatore di 36 anni, decadente e odiato dai tifosi? Solo per amore del caos? Forse sì.


  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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