
Tajon Buchanan è un ballerino
L'esterno canadese potrebbe offrire all'Inter qualcosa di diverso.
The Movement è una serie di documentari prodotta dalla Major League Soccer in cui Calen Carr, ex calciatore di Chicago Fire e Houston Dynamo, viaggia per il Nord America con l’obiettivo di scoprire e mettere in luce le varie culture calcistiche locali. In uno degli episodi la visita battezza Brampton, la nona città più popolosa del Canada. Brampton è uno dei luoghi più multiculturali del paese, con comunità molto numerose di origini sud-asiatiche, sudamericane e caraibiche, fra le tante. Ad accompagnarlo, oltre al rapper di origine sikh Noyz, due nazionali canadesi nel calcio, Jonathan Osorio, campione MLS nel 2017 con Toronto FC, e Kadeisha Buchanan, cinque volte campionessa d’Europa con il Lione, oggi al Chelsea, entrambi cresciuti a Brampton. Così, giusto per capire come mai la città dell’Ontario, a poche miglia di distanza da Toronto, abbia sviluppato una delle scene calcistiche più vibranti dell’intero paese.
Qui sono nati o formati calcisticamente giocatori come Junior Hoilett, con la sua esperienza decennale nel calcio inglese, Paul Stalteri, campione di Germania con il Werder Brema, e tanto il recordman di presenze, Atiba Hutchinson, quanto il miglior marcatore, Cyle Larin, della nazionale maschile canadese.
Tra i più giovani figli di Brampton a farsi strada nel calcio professionistico, Tajon Buchanan è uno dei primi protagonisti in ordine temporale del calciomercato invernale, con il suo trasferimento quasi completato dal nerazzurro del Club Brugge a quello dell’Inter. Buchanan a Brampton ci è nato e ci è cresciuto, e nella scena locale si è formato, spingendosi al massimo nella confinante Mississauga. A quindici anni, per avere maggiore visibilità presso i college statunitensi, decise di seguire Chrys Chrysantou, il suo allenatore ai Mississauga Falcons, a Denver, per giocare con la formazione giovanile del Real Colorado. Il trasferimento mise in allerta la federazione statunitense e la FIFA che, non essendosi Buchanan mosso insieme alla famiglia biologica, gli impedirono di scendere in campo per la nuova squadra. Buchanan poteva allenarsi coi coetanei, ma non giocare partite ufficiali e ottenere visibilità.
Per ovviare a questo imprevisto, decise di presentarsi al campus dell’università di Syracuse per partecipare ad un provino, al costo di 250$, venendo selezionato per una borsa di studio dal coach degli Orange, Ian McIntyre. Per essere eleggibile accademicamente e usufruire della borsa di studio, comunque, Buchanan avrebbe dovuto raccogliere sette crediti al liceo in uno spazio di cinque mesi, quando nelle scuole del Colorado se ne assegnano sei lungo un intero anno scolastico. Buchanan decise, per qualche mese, di sospendere gli allenamenti per dedicarsi esclusivamente alla scuola, superando l’ultimo corso necessario nella settimana della scadenza. Così, Tajon Buchanan tornava non lontano dalle sponde del lago Ontario, nello stato di New York, in un ateneo con una connessione speciale con il Canada, dato che, dei ventotto giocatori selezionati al Draft MLS dai Syracuse Orange, otto sono connazionali di Buchanan.
Anche per una vicinanza geografica – da Syracuse ci vogliono meno di due ore di auto per raggiungere il confine – il Canada è da anni, una scelta logica per il recruiting degli Orange. Il primo nome noto è quello, alla fine dello scorso millennio, di Patrice Bernier, leggenda dei Montreal Impact protagonista di cinquantasei presenze con la nazionale canadese. Dei tre All-Star MLS usciti da Syracuse, oltre allo statunitense Miles Robinson, due sono canadesi, entrambi convocati al mondiale 2022: il difensore Kamal Miller e Tajon Buchanan, che ha raggiunto il traguardo nel 2021, indossando la maglia di quei New England Revolution che lo avevano scelto con la nona pick del Draft 2019.
A Foxborough Buchanan era arrivato per volontà del progetto tecnico guidato da Brad Friedel, sostituito, dopo le prime tre partite da titolare tra i professionisti di Buchanan – concluse con un 4-4 contro Sporting Kansas City e con due nette sconfitte, 6-1 e 5-0, contro Philadelphia e Chicago – da Bruce Arena. La reputazione della leggenda del calcio statunitense, vincitore di cinque MLS Cup e tecnico della nazionale statunitense al mondiale 2002, aveva preso una bastonata da cui l’allora sessantottenne non sembrava in grado di riprendersi quando era riuscito a mancare, in trasferta a Trinidad e Tobago, la qualificazione al mondiale 2018 con gli Stati Uniti. Eppure, due anni dopo il suo ritorno su una panchina di club, Arena, con il doppio incarico di allenatore e direttore sportivo, aveva saputo ricostruire una franchigia, portandola al record di punti in una singola stagione regolare in MLS.
Ai Revolution, Arena predicava una ricetta basata sulla fluidità tattica, scivolando di sistema in sistema, dal 4-2-3-1 al rombo di centrocampo con due punte, tenendo fede a quel principio da lui enunciato, con la sua tipica spigolosità, per cui “i miei giocatori sono adatti a qualsiasi formazione in cui giocano bene e si muovono bene insieme”. Quello che guidava i propri giocatori e dava loro uno stile riconoscibile era la continua ricerca della verticalità, sfruttando le transizioni e la struttura disorganizzata degli avversari dopo l’inefficace attacco al blocco basso di New England. Con un centravanti eccezionale nel gioco aereo come il polacco Adam Buksa, inoltre, i Revolution puntavano pesantemente sui palloni alti, terminando la stagione 2021 come primi in MLS per numero di cross con 741 (dati fbref). Un contesto ideale per valorizzare un giocatore come Buchanan, sia che partisse come esterno destro alto, perno di destra del rombo di centrocampo o – più raramente – terzino destro.
Buchanan, infatti è eccellente nelle progressioni palla al piede. Tanto l'agilità quanto l'esplosività sul corto fanno assomigliare i suoi piedi ad una cassaforte da cui non è facile per il pallone uscire senza il suo permesso. Le sue corse palla al piede, con quei dribbling che si intrecciano come fossero vimini, ricordano le coreografie della connazionale Tate McRae, e il suo stile di gioco è sfacciato, aggressivo e spietato come la voce dell’altrettanto connazionale Alanis Morrissette. Di piede destro e schierato per la maggior parte della sua carriera a destra, Buchanan non è comunque un giocatore meccanico, limitato nelle opzioni di corsa a rigidi binari. È a suo agio nell’operare anche in corridoi più centrali, sempre privilegiando la conduzione al passaggio come metodo di creazione dello spazio, viste le sue doti limitate nel passing game.
La sua versatilità, testata già nelle prime fasi della carriera professionistica non solo da Bruce Arena, ma anche dal tecnico della nazionale canadese John Herdman – nella Gold Cup 2021 ha giocato tutta la fase a gironi come esterno sinistro di un centrocampo a cinque, con ottime prestazioni anche nel big match contro gli Stati Uniti – è tornata utile a Buchanan nel momento del suo approdo a Brugge, in seguito all’acquisto da parte dei Blauw-Zwart per sei milioni e mezzo dai New England Revolution. Sotto la guida di Alfred Schreuder, Buchanan ha inizialmente trovato spazio proprio come quinto di sinistra nel sistema, mentre in seguito al passaggio del tecnico all’Ajax e al conseguente anno tumultuoso speso tra Carl Hoefkens e Scott Parker, l’impiego del canadese ha sintetizzato perfettamente il caos all’interno del club fiammingo.
Nel 2022/23 Buchanan ha giocato in ogni posizione possibile su entrambe le fasce, con una leggera prevalenza per l'esterno destro alto, dove non era un titolare fisso vista la presenza di Andreas Skov Olsen. All’alba della stagione successiva, invece, è arrivato il cambio di posizione definitivo e il passaggio in pianta stabile all’occupazione di terzino destro. La scelta è stata presa da Ronny Deila, curiosamente colui che, alla guida di New York City FC, aveva eliminato i New England Revolution nei playoff per la MLS Cup 2021, in quella che sarebbe stata l’ultima partita di Buchanan in Massachussetts.

Nel sistema del tecnico norvegese, Buchanan è particolarmente importante per le sovrapposizioni da lontano: i terzini devono stare molto alti, creando densità nei canali esterni con l’obiettivo o di creare spazio per i filtranti dietro l’ultima linea difensiva o di liberare al tiro l’esterno a piede invertito. Il Club Brugge del 2023 è una squadra che risale sul terreno di gioco sfruttando le corse sugli esterni, valorizzando le doti in dribbling e la ball security dell’esterno canadese.
Difensivamente, Buchanan è all’inizio del processo di scolarizzazione di un’ala che deve trasformarsi in terzino, a palla lontana è ancora un difensore pigro. Il canadese raramente controlla le zone di campo circostanti, gira ancora troppo poco la testa per avere un quadro completo della situazione. In possesso, invece, mostra istinti interessanti già dai tempi di New England. Grazie alla struttura fisica, è difficile da superare, anche se va troppo spesso alla ricerca della giocata da highlights anziché limitarsi a contenere l’avversario. Quando apre il compasso di gambe, riesce a coprire tanto terreno e i suoi tempi di reazione sono utili per non farlo cadere nelle finte altrui.
Se si applica il principio di un processo di crescita per gradi - un giocatore arriva ad un certo livello, vi si adatta, arriva ad eccellervi e poi va a testarsi al livello successivo - allora si potrebbe sostenere che Buchanan, nel suo imminente passaggio all'Inter, stia bruciando le tappe. Sarebbe difficile parlare di lui come del miglior terzino della Pro League belga, perché ha tanto da migliorare nell’interpretazione del ruolo. Ma i processi di crescita dei calciatori non sono quasi mai il risultato di processi schematici e ripetibili su larga scala.
Ognuno ha il suo, e quello di Buchanan non è mai stato particolarmente lineare. Non lo è stato a livello di settore giovanile, per via della strada tortuosa che lo ha portato al college; in MLS, dove sempre più le ali in uscita dalla NCAA devono tramutarsi in terzini per sperare di avere un contratto in prima squadra; in Belgio, dove ci sono voluti molti tentativi per trovare una collocazione ideale. All’Inter Buchanan arriva senza l’aspettativa di dover essere immediatamente titolare e decisivo ma con l’obbligo di adattarsi in tempi brevi ed essere un’opzione per una squadra impegnata su più fronti.
A Simone Inzaghi Tajon potrebbe offrire un’interpretazione del ruolo diversa da quella di Dumfries o Darmian, ma non solo. Anche una malleabilità tipica del giocatore versatile a cui, negli anni, è stato richiesto di occupare tanti ruoli diversi. Proprio per questo il potenziale trasferimento è intrigante e, anche se l’avventura del primo canadese nella storia dell’Inter dovesse concludersi in maniera poco soddisfacente, rimarrà sempre un profilo su cui aveva senso scommettere.
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