Copertina Viktor Gyökeres
, 2 Gennaio 2024

Non fermate Viktor Gyökeres


L'attaccante svedese è in costante crescita.

Per definizione, un trending topic è un argomento o tema in tendenza nei social. Il fenomeno nasce con l'avvento di Twitter, ma oggi è diffuso ovunque, sotto forma di hashtag. Con la crescente rapidità di diffusione capillare di ogni contenuto che faccia rumore, anche in ambito sportivo è impossibile vivere nei social e, contemporaneamente, sfuggire al fenomeno del momento.

Questa storia esce però dagli schemi fiabeschi, orientati spesso sugli antieroi, su chi sta spesso in retroscena, sugli underdog. Racconti che tanto piacciono agli eterni romantici. Stavolta invece si parla dell’uomo copertina, cercando di sottolineare in principio il perché di questa sua immediata e coinvolgente ascesa. Il protagonista di questa storia è Viktor Gyökeres, sulle copertine di tutto il Portogallo e non solo.

Il quartiere del talento

La casa di Gyökeres è Stoccolma, dove nasce e cresce fino ai 20 anni. Il doppio passaporto gli è dato dal nonno, ungherese, ma non c’è stato il minimo dubbio nello scegliere la Svezia come patria da rappresentare. E in Viktor, la sua città ha creduto fin da subito nel destino da futuro calciatore professionista, portandolo nei ‘Ragazzi di Bromma’, traduzione letterale di Brommapojkarna, squadra che prende il nome dal quartiere nella parte occidentale della capitale svedese. È difficile collegare un ricordo immediato ai rossoneri, ad eccezione dei tifosi del Torino (preliminare di Europa League 2014).

Dal Brommapojkarna sono usciti tanti talenti, più o meno affermati, del calcio svedese: Albin Ekdal, Ludwig Augustinsson, Joel Asoro, John Guidetti, Dejan Kulusevski. Più recentemente, nel 2019, la Juventus da qui ha prelevato Jonas Rouhi, centrale difensivo classe 2004, oggi aggregato alla NextGen bianconera.

L’opportunità per Gyökeres al Bromma arriva nel 2014, a sedici anni, dopo essere cresciuto nell’IFK Aspudden-Tellus. Soltanto un anno dopo l’esordio e i primi gol tra i professionisti, da ancora minorenne. Nel 2017 a puntare su di lui è nientemeno che il Brighton, da sempre attivo sui mercati europei meno glamour. Con un milione, i Seagulls lo bloccano, lasciandolo a Stoccolma per altri sei mesi, in modo da fargli completare la stagione – in Svezia il campionato si gioca sull'anno solare.

Nello stesso anno, per altro, Viktor è il miglior marcatore dell’Europeo Under 19 poi vinto dall’Inghilterra. Il Brommapojkarna, in quelle stagioni, inizia un saliscendi fra prima, seconda e terza serie svedese mai realmente terminato ma il caso vuole che i due anni da protagonista di Gyökeres coincidano con una doppia promozione consecutiva, fino al ritorno in Allsvenskan, per altro sancita con una sua tripletta nell'ultima partita in Superettan (seconda divisione svedese).

Trust the process

L’avventura in Inghilterra inizia con sei mesi in Under 23, seguita poi con un inserimento graduale in prima squadra senza grandi risultati. Basti pensare che il primo gol in un campionato britannico arriva soltanto tre anni dopo, nel 2021, per altro con una squadra diversa (ci arriveremo).

Nel Brighton di Chris Houghton, neopromosso in Premier, Gyökeres gioca cinque partite, solo in coppa, senza mai segnare e nell’estate del 2019 è girato in prestito. Il giro inizia con il St. Pauli, in 2. Bundesliga, dove sfiora la retrocessione: 7 gol in 28 partite. Tornato poi a Brighton, ci rimane fino a ottobre, giusto il tempo di togliersi la soddisfazione di segnare il primo e unico gol con questa maglia, in Carabao Cup contro il Portsmouth. La nuova tappa si chiama Swansea City: fino a gennaio, 12 partite, di cui una in FA Cup, e un solo gol.

La svolta della carriera è il 15 gennaio 2021. Gyökeres ha lasciato il Galles il giorno prima, pronto ad accasarsi per sei mesi al Coventry City. In Championship segna tre gol in diciannove incontri prima del terzo ritorno al Brighton. Le sue prestazioni convincono gli Sky Blues a pagare il milione di sterline necessario al riscatto.

La fiducia che il Coventry ripone in Gyökeres viene ripagata in modo abbastanza immediato: nella sua prima stagione intera segna 17 gol, nella seconda addirittura 21, chiudendo prima al settimo e poi al secondo posto della classifica marcatori. La sua ultima stagione nella seconda divisione è un successo anche collettivo, nonostante il ventunesimo monte ingaggi su 24 squadre, il Coventry raggiunge il quinto posto in classifica e quindi la qualificazione ai play-off. Qui Gyökeres non riesce mai a segnare ma offre sia l'assist per il gol decisivo nella semifinale contro il Middlesbrough che quello che trascinerà la finale contro il Luton Town ai supplementari e quindi ai rigori. Non sarà abbastanza per la promozione in Premier League, dato che, alla fine, sarà il Luton a vincere ai rigori.

Lo straordinario percorso in Championship vale comunque una promozione a Gyökeres: in estate lo Sporting si presenta con un'offerta da 20 milioni di euro più 4 di bonus e una percentuale sulla rivendita, settando il record per la cessione più remunerativa della storia del Coventry - 1 milione in più di quella di Robbie Keane all'Inter.

Sentire la porta è uno stato d’animo

Quello che Gyökeres sta facendo con la maglia dello Sporting è attualità e cronaca, non passa più inosservato. Mette in risalto anche i suoi progressi in Nazionale: con la Svezia fa il suo esordio nel 2019, impiegando due anni per rientrare nei convocati e quattro diventare un titolare. In sei partite giocate nel 2023 ha segnato 3 dei suoi 5 gol in nazionale.

"Perché in area di rigore non ci sono paragoni": parole di Riccardo Trevisani al gol di Mauro Icardi durante Inter-Milan 3-2 del 2017, che si potrebbero applicare con le debite proporzioni al 2023 di Gyökeres. Tra Coventry, Svezia e Sporting sono 30 i gol del nativo di Stoccolma, di cui 18 con 8 assist nelle prime 21 coi Verde e Brancos: numeri di un centravanti che vuole comandare dentro l'area di rigore.

L'area è il suo terreno di caccia: tutti i gol segnati fin qui nell’attuale stagione, compresi i due in Nazionale, sono arrivati entro gli ultimi sedici metri. Gyökeres predilige molto l'uso del destro, suo piede naturale, da cui riesce a sprigionare anche una potenza notevole, come dimostra il gol segnato nell'ultimo derby di Lisbona, dove ha bucato Trubin con un tiro spaventosamente forte sul primo palo.

Con il sinistro Gyökeres ha segnato solo un gol ma non sembra avere paura di usarlo per costruirsi i tiri, facendo spesso ricorso alla Ronaldo Chop. Il suo repertorio, comunque, è piuttosto variegato: nel gioco aereo ha una buona prestanza – anche se ha segnato un solo gol – e, inoltre, sta crescendo anche nell'esecuzione dei rigori, tanto che ne ha tirati 5 – su 7 in carriera – negli ultimi diciotto mesi.

In continuo movimento

Lo svedese però non è giocatore che si limita a presidiare l'area, per quanto quello sia forse il suo mestiere preferito. In area, infatti, tende ad arrivarci molto anche portando palla: se prendiamo le conduzioni in area di rigore, per esempio, è primo in Championship sia nella stagione 2021/22 (92) che in quella successiva (143) e sta mantenendo il trend anche allo Sporting (35). Gyökeres sa condurre bene il pallone – l'anno scorso è stato primo tra gli attaccanti della Championship per conduzioni progressive, con 198 – e sa anche farlo avanzare discretamente, come dimostra il primato anche nei passaggi progressivi – primo sia in Championship con il Coventry nella scorsa stagione, con 492, e fino a questo momento in Liga Portugal, con 155. Il risultato è che, con 191 azioni che hanno portato al tiro, lo svedese, oltre a essere un terminale formidabile, è anche stato uno dei più produttivi della scorsa Championship.

Nonostante la struttura fisica imponente, che lascerebbe pensare a tutto fuorché un dribblatore di qualità, Gyökeres sa anticipare bene i movimenti degli avversari e sembra sempre volerli attirare a sé, nello spazio di qualche metro risicato, per poi far sparire la palla alle loro spalle e duellare in velocità. Sa muoversi nello stretto, lo cerca e, combinando intuito e confidenza nei propri mezzi, tira fuori giocate che fanno alzare in piedi il pubblico. Pur non avendo uno stop da colla sul piede, Gyökeres sa controllare il pallone discretamente. Toccando poche volte la sfera, esegue tanti piccoli movimenti nell’uno contro uno con l’avversario, in attesa della sua mossa e nel tentativo di agire prima di lui. E quando la marcatura è particolarmente stretta e ostica, entrano in gioco le sue doti fisiche, l’ABC per ricavare almeno un fallo a favore dalle situazioni più sporche.

C’è da ammetterlo, anche l’estetica di un calciatore può renderlo un’icona. A volte è proprio il fattore principale. Gyökeres se la cava, per usare un eufemismo, avendo anche già creato anche una sua esultanza specifica. Estremamente caratteristica, evidentemente enigmatica, dopo ogni gol segnato, Viktor si porta entrambe le mani davanti alla bocca, incrociandole e coprendo la parte inferiore del viso. Perché? Non ci è dato saperlo: come confessato dall’attaccante svedese, è un segreto. Ultimamente, a Sport TV ha detto: “Rimarrà un motivo che saprò soltanto io, ma lo rivelerò se lo Sporting vincerà il campionato.” Sorride e gestisce la chiacchierata con estrema leggerezza. Agisce allo stesso modo anche con i rumours di mercato, inevitabili dopo il suo straordinario 2023. Viktor non sembra darci troppo peso: “Sono tutte voci finora. Non penso a cosa succede intorno a me, mi godo ogni giorno qui a Lisbona e va sempre meglio.”

Gyökeres ha una credibilità già costruita e le voci sul suo conto lo dimostrano. La clausola da 100 milioni che lo Sporting ha messo su di lui lo rende potenzialmente inavvicinabile ma è anche vero che in Europa diversi club, anche di primo piano, potrebbero cercarlo nei prossimi mesi. Lui stesso ha detto di non pensarci: “Sì, voglio restare qui allo Sporting. Almeno fino al termine della stagione.” Da ormai diversi anni non si vedeva un attaccante così in hype nella Lisbona sportinguista, ora sta a Gyökeres legittimarlo.


  • Classe 2002, studente scapestrato all’Università di Firenze e pseudo-giornalista. Sconfinata passione per lo sport, ma il calcio è una tragedia e una cosa seria. Mi piace perdermi nei suoi meandri. Viola come stile e metafora di vita: amo il caos, odio sia tutto sotto controllo. Nel dubbio scrivo.

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