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Milan Sassuolo
, 30 Dicembre 2023

Milan-Sassuolo (1-0) - Considerazioni Sparse


Milan-Sassuolo è da sempre una partita tutt'altro che noiosa, ma l'1-0 di San Siro è l'eccezione che conferma la regola.

Quando si affrontano Milan e Sassuolo storicamente non è un partita noiosa. Basta pensare alle varie prestazioni in spolvero di Berardi, al 4-3 in rimonta del Milan di Montella in piena Banter Era o al 3-0 che ha sancito lo scudetto di Pioli. Già solo l'ultimo confronto dello scorso febbraio era finito 5-2 per i neroverdi a San Siro. Questa volta invece lo spettacolo è stato particolarmente sonnacchioso, in grado di provocare un abbiocco importante quanto quello del post pranzo natalizi. In un San Siro gremito a fine dicembre che meritava di vedere qualcosa di anche solo un minimo meglio.

Il Milan però aveva più bisogno di vincere che di altro. Lo ha fatto senza soffrire troppo difensivamente, un'ottima notizia considerando l'emergenza in difesa. Giocando centrale Theo Hernandez deve sacrificarsi e provare meno fiammate, ma sta mettendo in luce i suoi progressi difensivi, passati un po' in sordina la scorsa stagione. Il duello con Berardi, di solito sempre interessante, questa volta non è neanche iniziato, forse anche a causa delle condizioni non al massimo del numero 10 neroverde, uscito al settantesimo per infortunio. La cosa strana è che il Milan pur non concedendo grandi chance al Sassuolo, dettando il ritmo della partita e tenendo di più la palla ha tirato meno volte in porta. I Neroverdi hanno effettuato ben 6 tiri dentro lo specchio della porta, contro i soli 2 del Milan. Allo stesso tempo il Milan ha tirato in totale 20 volte contro le 12 degli avversari, e il conto degli xG dice 1.69-0.51 per i rossoneri. Questo perché la squadra di Pioli nella metacampo avversaria ha fatto una fatica incredibile a vedere la porta nonostante un grande volume di gioco, principalmente per errori in rifinitura e scelte di tiro sbagliate.

La rosa del Milan è indiscutibilmente una delle più talentuose tanto in Serie A quanto in Europa, ma in questo momento di difficoltà l'estro dei suoi giocatori migliori sembra essersi appannato che infatti appaiono nervosi. Il body language dell'intero reparto avanzato del Milan non era di quelli che fanno ben sperare i tifosi rossoneri. Leao, che va ricordato deve ancora trovare la forma dopo l'infortunio, è sembrato stanco e pigro, Pulisic molto nervoso, Giroud un fantasma. Loftus-Cheek e Reijnders anche non sembravano mai in grado di poter incidere nonostante le loro ottime protezioni del pallone. Per fortuna di Pioli il talento non è circoscritto e se il Milan porta un volto in questa partita è quello di Bennacer.

Il centrocampista algerino sta piano piano rientrando sui livelli che lo hanno reso protagonista di questo ciclo rossonero prima del brutto infortunio al crociato, combinando giocate grintose in pressing e attente in possesso, osando anche la giocata difficile. Proprio grazie alla sua maggiore voglia di osare il Milan ha trovato il vantaggio. La deviazione di Tressoldi sul passaggio per Pulisic gli ha tolto l'assist dalle statistiche, ma la palla filtrante con il contagiri di Bennacer è il guizzo del campione che ha fatto vincere la partita e quantomeno non regalato una giornata orribile al popolo rossonero.

I risultati aiutano. Lo sa bene Pioli che ha costruito il suo harem a Milano partendo dalla striscia di vittorie durante il periodo pandemico. Lo sa ancora di più oggi con una rosa che sembra accorciarsi ogni settimana. Con anche l'esordio di Zeroli arrivato oggi, l'allenatore emiliano ha già fatto giocare ben 6 under 20 in questo campionato. Il Milan finisce il 2023 come lo aveva iniziato, in crisi di identità di gioco, con le idee confuse nonostante la consapevolezza dei propri mezzi e l'infermeria piena. Per mantenersi terza forza del campionato, quello che ora è l'obiettivo massimo a cui aspirare, i rossoneri devono tornare a vincere con continuità in campionato ma anche in una maniera più convincente di quella fatta vedere contro il Sassuolo. Per quello che si è visto oggi, basta veramente poco di più.

  • Classe ’91, è nato a Milano e cresciuto a Torino. È il tipo di persona affascinato da tante cose culturali, forse troppe e guarda caso non sa mai scegliere la preferita. Ama sparire e riapparire tra le luci stroboscopiche e i suoni elettronici dei club. Si crogiola nel ridere e far ridere agli spettacoli di stand up, e resta sempre sorpreso dell’emozione che può regalare un uomo che calcia un pallone. Scrive di sport su Ultimo Uomo, Sportellate e qua e là. Conduce un podcast sul calcio inglese, Britannia. Scrive anche di musica, cinema e tanto altro. Collabora con Seeyousound International Film Festival.

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