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Lazio Frosinone
, 29 Dicembre 2023

Lazio-Frosinone (3-1) - Considerazione Sparse


Una Lazio rinnovata e in crescita piega un Frosinone volenteroso ma stanco.

Se qualcuno avesse detto a inizio agosto che Lazio e Frosinone sarebbero arrivate al derby di fine 2023 a 5 punti di distanza l'una dall'altra, probabilmente sarebbe stato preso per matto, senza alcuna nota di biasimo. Biancocelesti e gialloblù arrivano alla sfida con mood molto simili: entrambe vogliono trovare continuità. La Lazio ci arriva un po' meglio dei ciociari, che in trasferta faticano pesantemente (quantomeno in campionato: in Coppa Italia vittorie a Torino sponda granata e a Napoli). La Lazio è ancora in emergenza in difesa, dove Gila-Patric fanno ancora le veci di Alessio Romagnoli e Casale, con la conferma di Luca Pellegrini sulla sinistra; spazio anche a Kamada e a Taty Castellanos in avanti. Nel Frosinone anch'esso pieno di assenti confermata la retroguardia a 3 con Garritano e Gelli adattati da tornanti e Harroui alle spalle di Soulé e Kaio Jorge.

Partenza forte della Lazio, che chiude il Frosinone nella sua metà campo nei primi minuti ma non riesce a creare occasioni pulite; la squadra di Di Francesco risponde con un paio di spunti ad opera di Harroui (che, nel frattempo, scherma bene Rovella togliendo una fonte di gioco alla Lazio) e una rovesciata velleitaria di Kaio Jorge. Vuoi per degli ottimi meccanismi di pressione (più dei padroni di casa), vuoi per delle schermature precise e intelligenti (più degli ospiti), nella prima mezz'ora non si vedono praticamente mai occasioni manovrate. I pochi spunti che arrivano sono frutto di un kick and run che profuma di antico, che in questo caso produce pochissimi frutti. Le uniche annotazioni interessanti riguardano alcuni movimenti ad accentrarsi, sia con che senza palla, di Felipe Anderson, che Okoli (prestazione operaia la sua, in crescendo) registra solo con il passare dei minuti. Proprio un dialogo prolungato tra l'ala brasiliana e Castellanos è uno dei pochi scambi degni di nota della prima frazione, terminato tuttavia in un nulla di fatto per via di alcune scelte mediocri.

È così che la miglior prestazione della prima frazione avviene perlopiù senza palla: un Francesco Gelli sontuoso per applicazione, scatti e misure, senza lesinare qualche rifinitura: un momento copre Felipe Anderson, l'altro affronta Marusic. Professione trequartista/ala, il toscano si sta riciclando come tuttafascia per via delle tante assenze, con risultati egregi. Nella Lazio le cose migliori si vedono quanto Castellanos si abbassa di qualche decina di metri a sostenere la manovra offensiva, lasciando spazio di inserimento a Kamada alle sue spalle; Simone Romagnoli fatica a seguirlo, l'argentino ha la possibilità di imbucare per i compagni ma non è mai troppo preciso.

Il secondo tempo inizia male per la Lazio: ingenuità di Guendouzi che schiaffeggia la sfera sugli sviluppi di un piazzato, rigore realizzato da un Soulé che riscatta parzialmente una serata opaca, ad eccezione di un paio di spunti. L'esterno di proprietà Juventus ha visibilmente rallentato a dicembre, ma il suo talento è fuor di dubbio e lo mostra con un rigore ai limiti della perfezione. Il Frosinone tiene bene il campo nei minuti successivi, ma non affonda il colpo del raddoppio su una Lazio rintronata e ne subisce le conseguenze: l'uno-due firmato Isaksen-Castellanos nello spazio di 120" è un segnale di futuro per la Lazio. L'esterno danese, subentrato dopo l'intervallo in luogo di Anderson, pennella il cross del pareggio e realizza la rete del sorpasso con un diagonale al millimetro; né Okoli né Gelli lo contengono, è preciso e pulito nei gesti tecnici. In poche parole, sta sbocciando definitivamente. Taty, invece, realizza la rete del pareggio con uno stacco così elastico che sembra disegnato a matita e si costruisce l'assist del raddoppio per Isaksen, approfittando di una leggerezza di Garritano, che palesa la sua inadeguatezza al ruolo di quinto. A chiudere ogni discorso, il tap-in di Patric su calcio d'angolo. Il centrale spagnolo, ormai vera e propria bandiera laziale, insacca da pochi centimetri su spizzata di Castellanos. Uno sviluppo che avrebbe visto finalizzatore Immobile, in altri momenti. Ma la Lazio sembra voler guardare avanti, per davvero.

Gli uomini di Sarri, dopo una prima ora di gioco abbastanza deludente, alzano il ritmo e dimostrano di meritare la vittoria, dando segnali di ripresa e di maturità; certo, per considerare la squadra biancoceleste del tutto guarita, bisognerà vederla controllare le partite con più sicurezza e autorevolezza. Dall'altro lato il Frosinone non brilla, ma dimostra di saper condurre anche partite di sofferenza e di gestione, regalando ai suoi tifosi e agli appassionati un'ora di copertura, precisione e cinismo. I ciociari calano, però, alla distanza, patendo anche la stanchezza di questi primi mesi giocati al massimo delle energie; per una squadra del genere, assenze come quelle di Oyono, Lirola, Marchizza e Mazzitelli sono troppo pesanti. Il mercato di gennaio arriva nel momento migliorare per rimpinguare una squadra affascinante ma corta: l'area tecnica ha già in canna alcuni colpi intriganti.

  • Nato ad Andria nel 2001. Studente di economia e management con una smodata passione per i quiz, l'animo di Jimmy McGill e la figurina di Edin Dzeko nel portafoglio.

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