Copertina calcio New Wave
, 29 Dicembre 2023

I nostri giovani preferiti del 2023


Nel corso dell'anno abbiamo scritto di tantissimi talenti. Per celebrarne la fine, ne abbiamo scelto uno per ruolo.

L'hype per i giovani che promettono di fare grandi cose è una realtà che ormai accompagna il calcio moderno da tanto e coinvolgendo ragazzi sempre più piccoli e con la faccia sempre più liscia. La nostra rubrica New Wave, nel corso del 2023, è diventata una celebrazione, sia scritta che grafica, dell'hype e del gusto che ci dà vedere il talento materializzarsi davanti ai nostri occhi.

In questo anno, 14 autori hanno scritto di 23 giocatori diversi: alcuni più noti, altri più underground. In questo articolo abbiamo deciso di scegliere gli undici giocatori della nostra rubrica che ci sono piaciuti di più e di schierarli in campo con un 4-3-3. Chiaramente, per motivi tattici, da questa formazione abbiamo dovuto fare alcune esclusioni pesanti, come Tommaso Baldanzi, raccontato da Matteo Petrera; il Samuele Ricci raccontato da Andrea Ebana, il Valentin Barco raccontato da Niccolò Frangipani e lo Joshua Zirkzee raccontato da Michele Cecere ma confidiamo che anche chi troverete in questa formazione potrà avere un futuro radioso.

Portiere: Guillaume Restes (Tolosa)

di Andrea Lapegna

Era difficile non scegliere Guillaume Restes tra i portierini di talento, così come era difficile non accorgersi di quel 18enne che sin dalle amichevoli estive si è preso la titolarità nel Tolosa.

Il francese ha una struttura fisica già importante nonostante la tenerissima età ma a questo abbina anche delle qualità mentali di alto livello: è un estremo difensore coraggioso, che accetta i rischi, e di grande carattere ma anche completo: non ha un posizionamento ancora di primissimo livello ma la sua mobilità e la sua esplosività sono già molto promettenti e, soprattutto, la sua distribuzione è di altissimo livello sopratutto sulla medio-lunga distanza. Queste qualità non sono passate inosservate, tanto che Titì Henry lo ha già convocato nell'Under 21, ammettendo di avere un debole per lui.

Nonostante stia giocando in Europa League - dove ha passato il girone dietro al Liverpool - a fine 2023 il Tolosa è invischiato nella lotta per non retrocedere e ha mostrato una discreta fragilità difensiva. Paradossalmente, questo è però un bene per Restes, che da inizio stagione sta mettendo numerose pezze agli errori dei suoi compagni.

Terzino destro: Michael Kayode (Fiorentina)

di Massimiliano Bogni

Col tipico tempismo che contraddistingue l'uscita di un pezzo di Sportellate e il successivo peggioramento della cartella clinica dei soggetti dell'approfondimento, non appena è stato pubblicato "Michael Kayode fa gioire" il terzino della Fiorentina e dell'Under21 di Nunziata si è fermato in Conference League per una distorsione di medio grado. Nonostante le gare saltate e un ritorno in campo in A e in Europa non all'altezza dell'inizio di 2023/24, tutto fa presagire che il girone di ritorno del 2004 piemontese possa essere il trampolino di lancio.

Dopo aver girato diversi ruoli a livello giovanile, Kayode è entrato nella Fiorentina come un terzino destro che ama attaccare il campo davanti a sé ma anche come un giocatore bravissimo a leggere il gioco e i movimenti degli avversari, tanto che, prima di infortunarsi, era uno degli esterni in Serie A che vinceva più contrasti grazie alla sua capacità di modulare le distanze dai suoi avversari. Nell'ultimo terzo, Kayode è ancora acerbo: ogni tanto sembra non riuscire a gestire la potenza dei suoi cross e altre volte rinuncia proprio a prenderli ma è verosimile che, crescendo, riuscirà a migliorare anche in questo.

Per rendere al meglio, Kayode deve stare bene fisicamente: solo in piena efficienza fisica, il gioco elastico ed esplosivo del terzino destro di Italiano potrà far tornare il sorriso sulle labbra dei tifosi viola.

Difensore centrale: Antonio Silva (Benfica)

di Andrea Barbuti

Antonio Silva è stato l'ultimo nome della nostra rubrica nel 2023 ed essendo stato fatto poco prima di Natale non si può dire che sia cambiato molto del suo status.

Il centrale del Benfica ha scalato le gerarchie delle Aguias con una velocità impressionante: a 16 anni ha firmato il primo contratto da pro, a 18 ha esordito con la squadra B e a 19 con la prima squadra, diventandone quasi subito un titolare e prendendosi anche la convocazione per il mondiale in Qatar. Antonio Silva è un difensore di alto livello in quasi tutti gli aspetti del ruolo: ha letture raffinate e senso della posizione che lo rendono formidabile negli anticipi. Ha un fisico già abbastanza strutturato ma tratta il pallone con ottima sensibilità. Insomma, nonostante i 20 anni di età, Antonio Silva è già un difensore fatto per performare ai massimi livelli.

Certo, le due espulsioni in Champions League - contro Inter e Salisburgo - ne hanno fatto intravedere ancora qualche difetto di maturità ma per migliorare in questo c'è tempo.

Difensore centrale: Natan (RB Bragantino/Napoli)

di Michele Cecere

Alla fine gli scouting del Napoli ce l’hanno fatta ancora. Quando a metà agosto era arrivata l’ufficialità dell’acquisto di Natan, pochi avrebbero scommesso su un difensore di 22 anni che proveniva dal Brasile, per giunta da una squadra non proprio di primo livello come il Red Bull Bragantino. Perché la squadra Campione d’Italia aveva virato su un profilo così in contrasto con le proprie ambizioni? Non serviva un profilo alla Kim Min-jae del 2022, un difensore definito da Spalletti «pronto per la Champions League»?

Pian piano da allora la stagione e le ambizioni del Napoli sono naufragate: quest’anno la difesa è un colabrodo, e la mancanza di un’organizzazione collettiva di gioco ha di fatto esacerbato i limiti individuali del quartetto. Sarebbe facile guardare agli errori di Natan: alla mancanza di concentrazione con cui si è perso Bellingham contro il Real Madrid. Eppure ha anche dimostrato una qualità con il pallone non banale, mettendosi sulle spalle fin da subito la costruzione del Napoli, oltre a un tempismo brutale nelle scivolate.

Un grande difensore è innanzitutto gli errori che commette, le marcature perse, i falli ingenui, le percezioni del campo sbagliate: difendere è un’arte che riguarda l’esperienza, il tempo perso dietro correzioni microscopiche. Quest’anno Natan si è già ritagliato un ruolo importante – finendo, in emergenza, per giocare bene anche da terzino sinistro – benché la sua storia da difensore sia solo all’inizio. Diamogli tempo, tra qualche anno potrebbe esserne valsa la pena.

Terzino sinistro: Matteo Ruggeri (Atalanta)

di Alex Campanelli

Matteo Ruggeri ha prevedibilmente visto abbassarsi la sua media minuti/assist nella seconda parte di questo girone d'andata, ma il suo impatto fisico, la sua continuità nel proporsi sull'out di sinistra e la sua continuità negli inserimenti e nell'accompagnare le azioni dell'Atalanta restano un fattore chiave del gioco della squadra di Gasperini.

Il tecnico ha provato a dare spazio anche ai concorrenti Bakker e Zortea, ma Ruggeri resta a pieno titolo il padrone della fascia mancina dei nerazzurri bergamaschi e anche in Under 21 è un imprescindibile per il CT Carmine Nunziata, che lo impiega con profitto da esterno basso della retroguardia a 4. Dal 2024 ci aspettiamo un maggior coinvolgimento in zona gol, l'ultimo tassello che gli manca per entrare a pieno titolo nel novero dei migliori interpreti dei ruolo di Esterno di Gasperini™.

Per quanto riguarda la nazionale maggiore, la concorrenza di Dimarco e Udogie sembra impossibile da superare, ma Spalletti non è nuovo alle sorprese, e un girone di ritorno di alto livello potrebbe anche instillare il dubbio nella testa del tecnico di Certaldo, magari spingendolo a portare un terzo laterale sinistro come 26esimo del suo gruppo.

Mediano: Matteo Prati (SPAL/Cagliari)

di Rocco Nicita

Quando scrivevamo di Matteo Prati, il 15 agosto, era stato appena formalizzato il suo passaggio alla corte di Claudio Ranieri, dopo una sfida serrata col Palermo. A spuntarla è stato quindi il Cagliari, che ha portato il quasi-ventenne nella massima Serie.

Nonostante la giovane età, Prati si è confermato punto fermo dei sardi, totalizzando fino ad oggi 12 presenze su 18 partite. Il centrocampista di Ravenna è un prototipo di mediano moderno: sia in Under 20 che nella SPAL ha avuto i compiti di costruzioni caratteristici del vertice basso. Nonostante i 20 anni compiuti da pochissimo, Prati ha già i movimenti tipici ad abbassarsi per ricevere e far avanzare il pallone, con esecuzioni pressoché impeccabili. In fase di non possesso, se vogliamo, è ancora meglio: è un interditore già di ottimo livello, che recupera tanti palloni e che, soprattutto, ha un senso dell'abnegazione fuori dal comune.

Quello di Prati, insomma, è un profilo molto interessante anche per ricoprire il ruolo di vertice basso in un ipotetico 4-3-3 (al momento gioca come centrale nel centrocampo a 5 del Cagliari), un ruolo di cui le grandi squadre sono sempre molto avide.

Mezzala destra: Lazar Samardzic (Udinese)

di Giovanni Fasano

L’estate tribolata ha condizionato il rendimento di Lazar Samardzic in questa stagione. Il lungo tira e molla con l’Inter e l’interesse mai approfondito di tutte le restanti big del calcio italiano, culminato con la sorprendente permanenza ad Udine, hanno interrotto un percorso di crescita che prevedeva il passaggio in una grande squadra come logica conseguenza di uno sviluppo verticale.

Nella penuria tattica dell’Udinese di Sottil, privo del supporto tecnico di Deulofeu, Samardzic si è gradualmente eclissato, adagiandosi sulla mediocrità del contesto senza riuscire a distinguersi. In questi mesi il suo talento si è palesato ad intermittenza, lasciando tracce di sé in momenti agonisticamente poco rilevanti. L’highlight della sua stagione resta lo slalom gigante eseguito sul prato del Maradona, in pieno garbage time di una gara indirizzata dal dynamic duo Kvara-Oshimen. A 10 minuti del termine, Samardzic ha intravisto un corridoio tra le maglie dei centrocampisti del Napoli. Anguissa e Cajuste hanno reagito tardi al cambio passo del serbo, che ancheggiando si è lasciato alle spalle anche Lobotka. Arrivato a pochi metri dall’area di rigore, si è servito della presenza di Success, abile nel fare da parete. Con un tocco impercettibile Samardzic ha fatto fuori anche Di Lorenzo, prima di ridicolizzare Natan, scivolato come se fosse su una lastra di ghiaccio dopo la sterzata dell’avversario.

A quel punto, dopo aver condotto palla servendosi quasi esclusivamente del sinistro, ha superato Meret con un destro incerto ma efficace. Prima e dopo una sequela di prestazioni anonime, sintomo di una disconnessione dall’ambiente Udinese ormai inesorabile. Su di lui le voci di mercato continuano a circolare, che sia la sessione di gennaio quella giusta per lo step tanto bramato?

Mezzala sinistra: Cesare Casadei (Chelsea/Leicester City)

di Giuseppe Allegrini

Ventenni di talento come Cesare Casadei ce ne sono pochi, in Inghilterra come in Europa. Il giocatore di proprietà del Chelsea ha un'intelligenza tattica decisamente superiore alla media, quasi innata, che gli permette di giocare in qualsiasi ruolo del centrocampo con la facilità e la sicurezza di un veterano navigato. Anche tempismo e inserimenti sono quelli tipici del giocatore esperto, che riesce ad essere sempre il primo sul campo da gioco a intuire lo sviluppo dell'azione, il miglior posizionamento e la migliore decisione da prendere.

Casadei è un compromesso al rialzo. Ha un fisico da corazziere ma anche una tecnica individuale raffinata; è duttile e avvezzo al sacrificio ma ha anche personalità e doti da vero leader; sa difendere, è bravo nei duelli e nei recuperi ma ha anche un tiro da fuori potente e doti da regista e rifinitore decisamente superiori alla media dei suoi coetanei. Casadei sa fare tutto e lo sa fare bene, nei limiti dei suoi vent'anni; più che di testa o piedi la sua definitiva esplosione è solo una questione di tempo.

In una squadra di Premier League prestata alla Championship, Casadei non è riuscito a ritagliarsi quello spazio da titolare che in molti si aspettavano ad inizio stagione ma è, ormai stabilmente, inquadrato come riserva di Ndidi e anche se il numero di presenze è comunque importante, in Inghilterra cominciano a circolare le voci di un Chelsea insoddisfatto e di un Maresca che gradirebbe rinforzi di maggior esperienza dal mercato di gennaio. Casadei è la grande speranza del calcio italiano, è solo questione di tempo.

Esterno destro: Luca Koleosho (Espanyol/Burnley)

di Federico Sborchia

Luca Koleosho è arrivato in Premier League di fatto alla sua prima esperienza da professionista: prima delle 15 partite giocate con il Burnley, l'esterno italo-americano aveva, infatti, giocato quasi solo a livello giovanile.

Koleosho è un esterno rapido e che ama dribblare ma che non dribbla solo con la sua rapidità: il suo gioco è fatto di accelerazioni e frenate continue, con un'estetica minimale ma sempre finalizzato a portare vantaggi. Nel Burnley, nonostante fosse arrivato dietro a giocatori più esperti come Redmond e Zaroury, Koleosho ha rotto quasi subito le gerarchie, diventando un titolare quasi intoccabile e mostrandosi sempre come uno dei più proattivi anche in una squadra che, a dispetto delle sue ambizioni, ha faticato a creare occasioni in modo continuato. L'impatto statistico di Koleosho nel Burnley è stato di tutto rispetto anche considerando che a referto ha un solo gol e un solo assist: è l'esterno che dribbla di più in Premier League e quello che con il dribbling produce più occasioni da gol.

Quando scrivevamo di lui, lo scorso novembre, il suo talento era già emerso in Premier League; nel frattempo ha trovato il suo primo gol e anche la sua prima convocazione in Under 21, con la speranza che, presto, possa arrivare anche in nazionale maggiore.

Esterno sinistro: Xavi Simons (PSV/RB Lipsia)

di Michele Cecere

Pochi giocatori in Europa hanno lo stile innato di Xavi Simons. Non è una cosa legata strettamente al suo tocco di palla, a quelle movenze da ballerino prestato al calcio con cui a volte trae in inganno i nostri occhi. Xavi Simons non ha dovuto fare niente di elaborato per mostrarcelo: ha scioccato il mondo del calcio a 10 anni, con le magliette larghe del Barcellona che gli cadevano fino alle ginocchia mentre lui dribblava metà squadra avversaria prima di mettere il pallone in porta.

Come se fosse il protagonista di un romanzo di formazione, non sono mancati i momenti bui. Dove era finito Xavi Simons? Perché non se ne parlava più? E in tutto questo arco di tempo, la sua evoluzione tattica – è passato da mezzala offensiva a esterno d’attacco o, addirittura, falso nueve – ci ha regalato un giocatore spettacolare, che al primo anno da titolare al PSV ha incendiato l’Eredivisie.

Il suo impatto al Red Bull Lipsia non è stato da meno: in Bundesliga è a quota 11 reti procurate tra gol e assist (rispettivamente 4 e 7) e anche in Champions ha dato il suo contributo al passaggio del turno con altri 2 gol e 2 assist. Xavi Simons è nato nel 2003 ma lo trattiamo già come un veterano, lo conosciamo da così tanto che il tempo pare essersi rallentato. A giugno scrivevamo che era uno dei migliori talenti in Europa: forse non è così presto per dire che è già diventato uno dei migliori giocatori, a prescindere dall’età.

Punta: Folarin Balogun (Reims/Monaco)

di Nicola Garzarella

Lo scorso luglio, quando abbiamo scritto di lui, Folarin Balogun sembrava prossimo a diventare l'erede di Lukaku nell'Inter. In un mondo parallelo in cui questo trasferimento si è realizzato, forse oggi non parleremo dell'impatto di Marcus Thuram nell'Inter. Alla fine, però, l'americano ha deciso di rimanere in Ligue 1, dove aveva già giocato una stagione da 21 gol nel Reims, e firmare con il Monaco.

Balogun è un centravanti dinamico, che ama muoversi in profondità e con una grande forza nelle gambe, che gli consente di gestire i duelli fisici in modo incredibilmente efficace nonostante un fisico abbastanza longilineo. Le qualità dell'americano sono evidenti nel suo equilibrio e nel modo in cui taglia sistematicamente dalla sinistra per portare via uomini e invadere l'area; al tempo stesso, quei movimenti nascondono ancora qualche difetto nelle esecuzioni tecniche: Balogun non ha un primo controllo ancora raffinatissimo e in generale non sembra riuscire ad associarsi bene con i compagni in relazione a come potrebbe farlo.

Nel Monaco, Balogun sta giocando come verosimilmente avrebbe fatto nell'Inter: a supporto di un altro attaccante - di solito Ben Yedder - ma ha avuto un inizio di stagione complicato, con 4 gol in 14 partite e un highlight negativo rappresentato dai due rigori sbagliati contro il Nizza. Nei gol segnati, però, si vedono ancora tutte le sue qualità di movimento e finalizzazione, per cui vale ancora la pena aspettarlo.

  • La Redazione di Sportellate è un miscuglio di persone che provano a scrivere di sport senza mai tirarsi indietro.

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