
10 pezzi rap che ci sono piaciuti nel 2023
Tra conferme, ritorni e rivelazioni, anche quest'anno la scena rap italiana ha offerto prodotti notevoli.
Tirare le somme di un anno solare, per definizione una convenzione creata per semplificarci la vita, non è semplice in nessun ambito, e il mondo della musica non fa eccezione: le leggi del mercato, le esigenze mutevoli del pubblico e di conseguenza delle case discografiche, l'influenza di stagioni ed eventi di ogni genere sulla fruizione della musica, tutti questi fattori rendono difficile tracciare un bilancio che non risulti riduttivo o, almeno in parte, fuorviante. Possiamo però indicare quei pezzi che più ci hanno convinto nell'arco del 2023, siano essi rivoluzionari o semplicemente orecchiabili, complessi e profondi oppure minimalisti e scanzonati.
Nello scegliere le 10 canzoni rap italiane che più hanno caratterizzato il nostro 2023, ci siamo posti come unico paletto il non inserire più di un brano proveniente da uno stesso album; ecco perché, tra le escluse eccellenti, troviamo hit vere e proprie come Hoe, Cvlt, Incubi o VDLC, la cui presenza avrebbe forse reso troppo ridondante la nostra rassegna.
Guè feat ANNA e Sfera Ebbasta - Cookies N' Cream (prod. Bassi Maestro)
C'erano pochi modi migliori di un'unione tra due mammasantissima della scena rap italiana come Guè e Bassi Maestro per iniziare il 2023. Madreperla è un album con tanti picchi, che svaria dalle vibes anni '90 di Mi Hai Capito o No? alla hit radiofonica Mollami pt. 2, passando per le riuscitissime collaborazioni con Massimo Pericolo e i Tiromancino, rispettivamente in Need U 2Nite e Chiudi Gli Occhi. Dei 12 pezzi che compongono l'album, però, soltanto Cookies N' Cream trasmette quella sensazione di instant classic sin dalle prime note della base prodotta da Bassi, dichiaratamente un tributo a quei suoni tipici di Dr. Dre, Scott Storch e altri artisti simili, in voga nell'America dei primi anni 2000.
Il testo è una grande metafora che affianca al mondo dei dolci l'immaginario tipico della scena trap, dal sesso alle droghe, ma la sua vera forza (oltre a un ritornello tanto psichedelico quanto trascinante) sta nelle punch line in serie di Guè e degli artisti ospiti, entrambi espressisi su livelli notevoli. Anna Pepe inaugura un 2023 che la vedrà assoluta protagonista con una strofa dal flow impressionante, la migliore del brano e forse dell'intero disco, arrogante con quella punta di dolcezza tipica dei suoi feat. Sfera Ebbasta sveste i panni della popstar internazionale indossati in Famoso per tornare quello dei primi tempi, con un attacco che entra immediatamente nel cervello e una strofa dai toni cupi che si srotola con naturalezza fino alla fine del brano.
Ernia feat Bresh e Fabri Fibra - Parafulmini (prod. Zef)
Parafulmini è sicuramente la più commerciale delle nostre 10 chiamate, vuoi per la base marcatamente pop, vuoi per un ritornello che sembra uscito da una canzone dei The Giornalisti, o per la presenza di rapper come Ernia e Fibra, ormai abituati ad alternare brani da Superclassifica ad altri più crudi o più introspettivi. Si tratta, in ogni caso, di un pezzo godibile anche dai puristi, che contiene una critica marcata alla superficialità dei rapporti interpersonali in un mondo condizionato dalle relazioni di plastica che influencer e personaggi più o meno famosi cercano di spacciare per verità, il tutto sapientemente veicolato dalla sagacia di Ernia (forse il più convincente), dalla secca onestà di Fibra e da Bresh, che spiazza con la sua breve strofa quasi a cappella, lasciando in sospeso l'ascoltatore fino al ritornello finale.
Menzione doverosa per il video ufficiale della canzone, un tributo a Le Iene di Quentin Tarantino, in cui i tre artisti ricreano in maniera decisamente fedele le scene salienti del film, interpretando alternatamente i vari protagonisti della pellicola cult.
Tedua feat Kid Yugi e Baby Gang - Paradiso Artificiale (prod. Chris Nolan, DIBLA)
"Paradiso Artificiale nella classifica estiva di Spotify dà un segnale forte (...) ci diciamo spesso che brani più aperti servono a fare gli streaming e prendere un pubblico generalista, ma è davvero così? Paradiso Artificiale dimostra che un brano rap fatto bene può dire la sua anche in un periodo estemporaneo come quello estivo". Le parole di Gianluca Muto su Esse Magazine dipingono bene la portata dell'impresa di uno dei brani più ascoltati di La Divina Commedia: Paradiso Artificiale non nasce come hit, non è stata pensata come tale, né tantomeno intendeva essere la traccia di punta dell'album di Tedua, al contrario di pezzi decisamente più ammiccanti quali Malamente o Red Light, non è una canzone che ben si abbina ai TikTok o ai reel di Instagram, ma si è rivelata talmente forte dal rompere gli schemi odierni e ritagliarsi un suo personalissimo spazio nel panorama musicale nella sua totalità, non solo nella scena rap.
Il beat di Chris Nolan e DIBLA cattura sin dalle prime note, ma sono le prestazioni dei tre artisti a fare tutta la differenza del mondo, in primis quella di Kid Yugi, che apre il pezzo con una delle strofe migliori di questo anno solare. La scelta di un ragazzo, seppur emergente, del tutto a suo agio nel navigare tra le citazioni dotte e l'extrabeat quasi asfissiante che caratterizza i pezzi più "tirati" di Tedua, si è rivelata vincente, al punto che ad ogni live è Tedua stesso ad incoraggiare il pubblico a cantarne la strofa. Il ritornello di Baby Gang, impattante nel lessico e nel flow, è la ciliegina sulla torta in una canzone dove, paradossalmente, Tedua passa quasi in sordina, nonostante la sua strofa sia tutt'altro che di basso livello, anche se necessità di più ascolti per essere apprezzata appieno.
Kid Yugi - Massafghanistan (prod. Night Skinny)
Sull'onda del successo riscontrato con la sua strofa in Paradiso Artificiale, un paio di settimane dopo Kid Yugi pubblica Massafghanistan, a completare il notevole EP Quarto di Bue interamente prodotto da Night Skinny che vi consigliamo di recuperare al più presto, qualora non lo aveste ancora ascoltato. Senza timore di smentita, il pezzo può essere considerato una versione più hardcore di Vieni a Ballare in Puglia di Caparezza, la quale viene citata nel ritornello e il cui skit iniziale viene riproposto da Yugi in live prima dell'inizio effettivo del brano. Come testimoniato dal video girato interamente a Massafra, città natale del rapper situata in provincia di Taranto, la canzone racconta e insieme denuncia le difficoltà della provincia pugliese, anche se a prevalere è sicuramente la gratitudine dell'artista nei confronti dei luoghi e delle persone che lo hanno cresciuto, "una lettera d'amore" come l'ha definita lui stesso.
Ad accompagnare il flusso di parole apparentemente inarrestabile dell'artista c'è un Night Skinny in forma smagliante, che regala al rapper classe 2001 una delle sue basi più riuscite del 2023 (e non solo): a metà tra il rodeo e il tribale, il beat ipnotico di Massafghanistan è immediatamente riconoscibile e nel contempo riconducibile alle tematiche raccontate da Kid Yugi, in una fusione tra suono e testo pressoché perfetta. Menzione speciale per la punchline che riprende la barra principe di Sfera Ebbasta in Hace Calor, ribaltandone totalmente mood e significato.
Salmo - Game Over (prod. Necro)
L'estate è spesso una stagione avara di musica di qualità, avvezza a dare la precedenza a hit commerciali e pezzi ballabili, ma quella del 2023 ha finalmente riportato in auge un vecchio topos del rap che sembrava ormai caduto nel dimenticatoio: il dissing tra due artisti. Per far partire la giostra è bastato un semplice riferimento al famoso telefono inglese di Luchè, una storia vecchia di 4 anni dimenticata da molti ma evidentemente non dai due artisti, nel 64 barre di Salmo per Red Bull. Ne è seguito un botta e risposta serratissimo, partito con Estate Dimmerda 2, chiaro riferimento al pezzo originale di Salmo, in cui Luchè si scaglia contro la spiccata vocazione commerciale dell'ultimo periodo artistico del rapper sardo.
Dei 6 pezzi che compongono il dissing, che potete ritrovare tutti insieme qui, abbiamo scelto l'ultimo, forse quello dal contenuto più crudo e aggressivo (nonostante non manchino barre pesante in ognuno dei brani), sicuramente quello che idealmente chiude il cerchio di un fenomeno culturale di nicchia del quale non sapevamo di sentire la mancanza. In Game Over c'è tutto quello che cercate in un dissing: una copertina con un fotomontaggio esagerato, insulti gratuiti all'avversario e alle sue radici, accostamenti non esattamente lusinghieri a personaggi come Marcello Dell'Utri, svilimento della produzione musicale dell'altro. In un'epoca in cui il politically correct e i sorrisi a 72 denti iniziano a fare capolino nel mondo del rap, una ventata di sincero risentimento non può che farci del bene.
Irama & Rkomi feat Ernia e Kid Yugi - Figlio Unico (prod. Corredor, Giulio Nenna, ZorBeats)
Non c'è una vera e propria posse track nella nostra shortlist, anche se Le Bambine Fanno Oh di Nerissima Serpe, Anna, Papa V e Artie 5ive (artista da tenere d'occhio) è andata davvero vicina a farne parte; Figlio Unico, contenuta in No Stress, il joint album di Irama e Rkomi, è la traccia che ci va più vicino, nonché l'unica inequivocabilmente rap del disco, nonostante lo stesso Rkomi al suo interno prenda le distanze dal genere che l'ha lanciato. Lo skit iniziale di Ernia e la sua successiva strofa introduce l'ascoltatore in un pezzo che è a tutti gli effetti un viaggio attraverso le vite e le carriere degli artisti presenti: Matteo Professione rivendica i suoi esordi, a seguirlo è Irama che sorprende tutti con una strofa fortissima nella vocalità e nei contenuti, rimarcando i continui sforzi necessari per tenersi a galla in un mondo di squali come quello della musica.
La strofa centrale del brano, probabilmente quella più forte, è cantata da Rkomi, il quale sembra spiegare ai fan di vecchia data il motivo dei suoi cambiamenti nelle sonorità e nelle tematiche affrontate, lanciando nel frattempo strali piuttosto acuminati nei confronti della scena rap contemporanea, rea di non volersi mai rinnovare. Figlio Unico è un pezzo ciclico, dato che a Mirko succede Kid Yugi, un po' il re Mida di questo 2023: il rapper di Massafra, scelto perché "rappresenta l'unicità dei primi momenti di successo", sottolinea la condizione misera nella quale è vissuto, prima di passare "da emergente ad emergenza" e trasformare la sua passione nel suo lavoro.
Salmo & Noyz Narcos - Anthem (prod. Luciennn)
L'obiettivo di questo articolo non è catalogare album interi, ma difficilmente riusciremmo ad immaginare una top 5 di questo genere che non includa Cvlt, uscita tanto inattesa quanto peculiare dell'ultimo quarto del 2023. Dato per assodato che in questa rassegna non può mancare una traccia proveniente dal concept album di Salmo e Noyz Narcos (che abbiamo recensito su queste pagine), la difficoltà è stata proprio scegliere quale inserire tra le nostre 10: Incubi, il primo singolo, è un pezzo impattante ed affilato, la title track Cvlt è forse la più completa nella musica e nei testi ma avrebbe fatto sembrare questa raccolta un tributo (comunque meritato) a Kid Yugi, così alla fine abbiamo scelto la canzone manifesto di questo disco, l'intro Anthem.
L'idea è semplice solo all'apparenza: Salmo e Noyz Narcos si alternano al microfono, ognuno riprendendo una storica traccia appartenente alla produzione musicale dell'altro. Si parte con Morte in Diretta, si passa inevitabilmente per classici come Drag You to Hell, La Prima Volta e S.A.L.M.O.; quando la canzone si chiude con la parafrasi dell'attacco di 1984, è facile esclamare qualcosa come "ma è già finita?". Ciò accade perché gli accostamenti non sono forzati, la traccia non è un'accozzaglia di citazioni ma un tributo che è stato sì apprezzatissimo dai fan dei due rapper, ma che risulta godibile nella sua interezza anche per chi non conosce approfonditamente la storia discografica di Noyz e Salmo.
Sfera Ebbasta feat Marracash - 15 Piani (prod. Charlie Charles, Drillionaire)
Lo avevamo sottolineato anche nelle nostre considerazioni sparse su X2VR: c'è un disco di Sfera Ebbasta, che può piacere o meno, che contiene 11 tracce, e poi, ad anni luce di distanza, c'è 15 Piani, una delle migliori canzoni sia del 2023 che dell'intera discografia del Trap King di Cinisello Balsamo. Proprio le origini di Gionata sono al centro della prima parte del pezzo, che in maniera simile all'intro Fragile contiene sia una rivendicazione da parte dell'artista delle proprie radici, sia le cicatrici che egli porta con sé a causa dei giudizi negativi della gente, la sua gente, piovuti su di lui in seguito alla sua ascesa nell'olimpo della musica.
A fare da cornice al brano c'è lo struggente beat coprodotto da Charlie Charles e Drillionaire, a rendere 15 Piani una canzone potenzialmente immortale è invece l'apporto di un Marracash tanto tagliente quanto emozionante ed emozionato. Fabio gioca col numero 15 per raccontare la sua storia, per certi versi sovrapponibile a quella di Sfera, il suo vissuto e il contesto in cui è cresciuto; non parliamo chiaramente di temi innovativi, ma i due artisti non scadono mai nel banale e nello stereotipo, dando vita a 3 minuti e 22 secondi di musica che colpiscono dritti dritti al cuore.
Massimo Pericolo feat Tedua - Straniero (prod. Shune)
Le Cose Cambiano. Lo annuncia Massimo Pericolo, imponendolo quale titolo del suo album, e in effetti il nuovo disco del rapper di Brebbia esplora tutta una serie di nuove sonorità e generi differenti che nelle precedenti produzioni musicali erano stati soltanto sfiorati. Appare dunque quasi un paradosso il fatto che tra le tracce più convincenti ed ascoltate dell'album vi siano Fils de Pute, Di Persona e soprattutto Straniero, che ci butta nella macchina del tempo per rispedirci nel rap della prima metà degli anni 2000, con quelle sonorità e quel flow che fanno tanto Gemelli DiVersi, in un revival magistralmente veicolato dal beat old school di Shune.
Le punchline non sono aggressive come nello stile classico di MP, ma s'inseriscono armoniosamente nella storia che l'artista racconta, intrecciando il suo percorso a massime di vita semplici ma d'impatto, come l'attacco "Conta più il viaggio dell'atterraggio". Non c'era artista più adatto di Tedua da coinvolgere in un progetto come questo: il flow di Mario calza a pennello sia con lo storytelling del pezzo che col suo mood leggero che però veicola significati tutt'altro che banali. Una ventata d'aria fresca e, insieme, una piacevolissima operazione nostalgia.
Ghali feat Tony Effe, Side Baby e Dylan - Paura e Delirio a Milano (prod. Gyard, KIID, Loveurel, Sadturs)
"Paura e Delirio a Milano porta la trap italiana nel 2023"; a correre in nostro aiuto è ancora una volta Esse Magazine, e lo fa in controtendenza rispetto ai fan di Ghali e della trap, i quali fanno costantemente riferimento al 2016, anno degli albori del genere in Italia, nei commenti alla canzone su Youtube e sui vari social. L'effetto nostalgico è dato sicuramente dalle "prestazioni" di Ghali e dei tre ex Dark Polo Gang, che sembrano davvero taglienti e cupi come apparivano nei pezzi apripista delle loro carriere e del genere trap, ma dietro a Paura e Delirio a Milano c'è molto di più di un mero ritorno al passato dalla forte carica nostalgica.
Chi segue con attenzione la scena internazionale avrà notato delle assonanze con le recenti produzioni di Yeat e Playboi Carti, due degli artisti più avveniristici e sperimentali dell'ultimo periodo, riferimenti che è possibile trovare anche in altre tracce di Pizza Kebab Vol. 1, l'ultimo disco di Ghali. Il testo si districa agevolmente tra il flusso di coscienza della DPG dei tempi belli e le rime orecchiabili ed efficaci di un Ghali che non è più quello dei tempi di Pizza Kebab, inteso come il pezzo originale, ma che ha saputo rituffarsi in un genere che sembrava sul punto di abbandonare con DNA e che aveva ripreso solo parzialmente in Sensazione Ultra. Chissà che sorprese ci riserverà la sua presenza a Sanremo.
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