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Inter Lecce
, 23 Dicembre 2023

Inter-Lecce (2-0) - Considerazioni Sparse


In un Inter-Lecce di una fredda serata natalizia, a Milano nasce la Yann Bisseck Appreciation Society.

Poteva sembrare cosa facile, ma la vittoria di questa sera dell'Inter contro il Lecce vale molto di più di tre punti. La squadra d'Inzaghi deve fare i conti con le scorie dell'eliminazione avvelenata dalla Coppa Italia, con una squadra organizzata e un allenatore storicamente ostico per i nerazzurri e i tanti infortuni degli ultimi giorni. il 2-0 finale permette di scacciare via i fantasmi di una crisi sempre dietro l'angolo per un ambiente incredibilmente umorali, di respingere l'assalto della Juve per passare un Natale tranquillo e senza polemiche. Il Lecce, dal canto suo, si conferma una delle squadre più quadrate e intense del campionato e mostrando segni di continua crescita nonostante la sconfitta netta.

Venghino Signori Venghino, il carro di Yann Bisseck accetta ancora nuovi passeggeri. E' già da tempo che su queste frequenze vi parliamo del giovane difensore tedesco come la sorpresa più piacevole e inaspettata della stagione dell'Inter dopo lo strabordante Marcus Thuram. Permetteteci allora di rivendicare i complimenti e le lodi che arriveranno al giocatore, soprattutto dopo una partita da migliore in campo. Bisseck sblocca la partita, è l'uomo più pericoloso sulle palle inattive, riesce a ribaltare l'inerzia dell'azione con strappi improvvisi e accelerazioni palla al piede, si alterna con Darmian come quinto di destra. Inzaghi riesce ad avere dal tedesco anche quella fisicità sulla fascia che è venuta a mancare con l'infortunio di Dumfries. Bisseck è anche attento in fase difensiva su palle alte e coperture, anche se pecca a volte di precisione sulle seconde palle e di aggressività. Ma il ragazzo si farà: la sua prima rete con la maglia dell'Inter e l'ottima prestazione in marcatura di Banda sono prove concrete di un giovane in crescita.

L'osservato speciale in casa nerazzurra è però ovviamente Marko Arnautovic. L'austriaco, reduce dalla brutta prestazione in Coppa Italia gioca una buonissima partita, anche al netto di un'intesa con Thuram ancora da affinare. Corre per due, gioca di sponda, conquista tantissimi falli preziosi e riesce a far salire la squadra nel momento in cui il Lecce sembra avere il pareggio a portata di mano. L'assist per Barella giustamente si prenderà le copertine ma il lavoro sporco dell'ex Bologna è stato decisivo in una partita in cui Thuram ha ricevuto dalla difesa del Lecce un trattamento speciale che ne ha limitato esplosività. Un gesto tecnico che mostra però la personalità di un giocatore che veniva da un brutto infortunio e da critiche pesanti, riaccese dopo gli errori contro il Bologna e nel primo tempo della partita di stasera. La scarsa efficienza sotto porta rimane però un grave problema da gestire, quasi una novità per un giocatore che nelle passate stagioni era tra i più concreti ed efficienti del campionato. Una questione di lucidità che il feeling col campo provvederà a risolvere.

Senza il suo Capitano e Stella indiscussa Lautaro Martinez, l'Inter si ritrova obbligata ad esasperare la sua natura collettivista e operaia. In una squadra infarcita di teoriche seconde linee, Inzaghi organizza un piano di gioco ancora più fluido e mobile del solito: stasera abbiamo visto Barella arretrare come braccetto di destra in fase d'impostazione, Bisseck fare il quinto di centrocampo sulla destra e Thuram arretrare sulla sinistra, Arnautovic fare il trequartista rifinitore e Carlos Augusto diventare il riferimento offensivo in area di rigore. Una strategia dispendiosa e insostenibile sul lungo periodo ma che ha il merito di permettere all'Inter di aggirare il pressing del Lecce e i suoi blocchi bassi dei giallorossi. Grande partita infine di due immensi Darmian e Mkhitaryan, oltre che di un Barella che corre tantissimo, perde lucidità nel secondo tempo ma si rifà con un gol fondamentale nella corsa scudetto.

Il Lecce torna in Salento a testa più che alta e con la sensazione che senza il gol di Barella la partita poteva rimanere aperta fino all'ultimo. La squadra di D'Aversa sembra fatta apposta per questo tipo di partite: offre una prestazione incredibilmente solida in difesa (anche se quando l'Inter alza i giri del motore e decide di andare di classe e tecnica anche i giallorossi ballano più del dovuto) riuscendo a limitare bene la coppia d'attacco nerazzurra. Gendrey e Gallo giocano una buona partita sulle fasce mentre il centrocampo riesce bene a portare la prima pressione ma si rivela molto meno consistente quando l'Inter riesce a superarlo in velocità con gli uno-due. Nel secondo tempo Banda, il neoentrato Kaba e un redivivo Strefezza si caricano sulle spalle la squadra e mettono sotto torchio gli avversari in difficoltà: in particolare il centrocampista francese impressione per l'intensità e il dominio fisico che riesce a imporre su una mediana nerazzurra comunque in apnea già da tempo. Quando attacca il Lecce dà sempre l'impressione di essere pericoloso e di poter far male, anche grazie ad un tasso tecnico decisamente alto per una squadra di questo calibro. Ai Salentini manca il guizzo decisivo e pagano ciò con una sconfitta netta ma il lavoro di D'Aversa continua ad essere di ottima fattura, a prescindere da Inter-Lecce.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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