
Scatti #1 - Jesse e Leni, Olimpiadi 1936
Scatti è una newsletter riservata ai nostri associati curata dal fotografo sportivo Cristiano Ragab. Nel primo numero si parla delle Olimpiadi di Berlino 1936 e della leggendaria foto di Jesse Owens.
Questo è il primo episodio di Scatti, la newsletter di fotografia sportiva in cui il fotografo Cristiano Ragab ci racconta una foto che ha segnato la storia dello sport analizzandone tecnica e potenza narrativa. Il primo episodio è dedicato a Jesse Owens e Leni Riefensthal, un atleta afroamericano vittima della segregazione e una fotografa bianca nazista che per decenni ritrarrà persone africane in Sudan.
Hitler in persona ha dato l’incarico di realizzare un film sulle Olimpiadi a una fotografa ariana di nome Leni Riefensthal. Leni ha un compito fondamentale: deve trasmettere al mondo la magnificenza del Volk tedesco e la straordinaria organizzazione del regime nazista.

Leni, prima ballerina, poi attrice, poi regista e fotografa, ottiene carta bianca, chiedendo espressamente di non subire interferenze dal ministro della propaganda Goebbels e ricevendo garanzia di totale libertà artistica direttamente dal Führer.
Dopo due anni di lavoro incessante crea Olympia, uno dei film più belli dedicati allo sport che siano mai stati girati. Certo, lo scopo era appoggiare il folle regime di un dittatore brutale e desideroso di far conoscere al mondo la sua nuova Germania. Tuttavia, bisognava farlo con un occhio attento ai "gusti" del mondo liberale, tanto che le Olimpiadi "misero in pausa" persino le persecuzioni antisemite; nella mente della regista, però, c’era altro.
C'era davvero il senso di bellezza manifestato dalla forza e plasticità dei corpi degli atleti, esaltato dall'uso pioneristico di rallentatore e di molti grandangoli capaci di dare straordinaria drammaticità ai gesti olimpici. Questa libertà creativa le permise di focalizzarsi su tutti gli atleti, anche quelli afroamericani, nonostante Goebbels si fosse apertamente lamentato con Hitler per questa decisione. Lui voleva fossero ripresi solo gli atleti ariani.
Qui inizi la meraviglia di questa storia, ciò che fece Leni Riefensthal la fotografa che conosciamo. Non solo perché Leni continuerà per tutta la vita a fotografare i Nuba - tribù di montagna del Sudan - come sculture ieratiche, nuovi corpi da antichità classica, definendoli “gentili e puri" e "di una bellezza incredibile”, ma perché la maggior parte del girato del film Olympia riguarda Jesse Owens, l’atleta che davanti a centomila spettatori ariani vincerà i 100 metri, i 200 metri, la staffetta 4x100 e il salto in lungo, grazie a un consiglio proprio del tedesco Luz Long.
Nel film si vede l’espressione di disappunto del Fuhrer quando Jesse Owens batte proprio Luz Long nell’ultimo salto, e per molti critici quel frammento è la rappresentazione del dissenso da parte della Riefensthal alle dottrine hitleriane.
L’incredibile dissonanza storica continua con un rapporto meraviglioso di amicizia tra Jesse Owens e Luz Long, il quale scriverà all’amico di badare al figlio se mai fosse stato ucciso in guerra. Non è straordinario? Un afroamericano e un nazista diventano migliori amici. Una regista scelta da Hitler che ritrarrà i Nuba come la massime espressione di bellezza e purezza. Jesse Owens che vince tutto durante quelle che avrebbero dovuto essere le Olimpiadi della razza ariana.
Negli angoli, decine di fotografi che non riuscivano a spostarsi dalle loro postazioni, lontane dall’epicentro delle gare, in uno stadio già di per se immenso, e scattavano con la loro Leica portatile o addirittura con macchine a soffietto. Il Dr. Wolf, invece, uno dei fotografi più affermati del tempo aveva un obiettivo corrispondente ai nostri 200 mm attuali. Improponibile realizzare frammenti nitidi ed emozionali del gesto atletico.
Eppure, una foto rimane nella storia. Sgranata, lontana, in bianco e nero. A raccontarci infinite storie dentro una pellicola del 1936.
Dal 21 Ottobre 2022 Sportellate è diventata ufficialmente un’associazione culturale. Il nostro obiettivo è quello di promuovere un’idea sana e costruttiva di sport, discutere del suo valore sociale e della sua importanza nel favorire l’inclusione e l’innovazione. Per questo motivo, ogni giorno, la redazione propone analisi, storie e opinioni, mettendo passione e competenza al centro di tutto. Associarti è il modo in cui puoi supportare il nostro lavoro, aiutandoci a crescere e a migliorare ulteriormente la qualità dei nostri contenuti. Ottenendo qualcosa in cambio, ovviamente. Per associarti clicca qui.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.















