
Real-Partizan (91-75) - Considerazioni Sparse
Il Real Madrid travolge il Partizan e si conferma, qualora ce ne fosse bisogno, la miglior squadra di EuroLeague.
Quest’anno non ce n’è per nessuno: il Real, grazie a una prestazione autoritaria, liquida facilmente la pratica Partizan. Fin dai primi possessi si capisce che le due squadre sono entrate in campo con un’energia diversa: il Madrid gioca a un ritmo impressionante e insostenibile per la difesa serba, i campioni di Mateo sono praticamente incontenibili quando decidono di attaccare il ferro sfruttando la propria fisicità. Nel primo tempo si prende la scena Dzanan Musa, in stato di grazia: nei primi 20 minuti segna 16 punti senza errori dal campo. Il Partizan fatica a contenerlo e fatica anche a trovare ritmo in attacco: dopo metà partita sono già 10 le palle perse, contro le 5 del Real.
Il Partizan va all’intervallo sotto di 12 ma per quello che si è visto in campo ci si sarebbe potuti aspettare anche un parziale molto più severo. Nel secondo tempo però non c’è partita: i madrileni non soltanto non consentono alla squadra di Zeljko Obradovic di riavvicinarsi sotto la doppia cifra di svantaggio, ma addirittura allungano fino a toccare il +26. L’ultimo quarto di gioco è una pura formalità, il risultato è già scritto. Nonostante i 91 punti segnati il Real vince la partita grazie alla sua difesa, che costringe spesso gli avversari a prendersi tiri non ottimali negli ultimi secondi dell’azione o fuori tempo massimo. Sono fondamentali poi le palle recuperate che, che diventano punti facili in contropiede per i padroni di casa.
Il Real Madrid ha perso solo una partita in questa stagione e cavalca un record di 15 vittorie e una sola sconfitta in Eurolega. Le assenze di Yabusele e Gabriel Deck sembrano non pesare in una serata in cui va tutto alla perfezione e il Real si concede il lusso di pensare più a divertirsi in campo che pensare al risultato. Il pick and roll tra centro (Poirier o Tavares) e play (Campazzo o Rodriguez) è l’arma offensiva maggiore del Real e quella che mette più in difficoltà tutte le difese avversarie, sia per la precisione millimetrica del passaggio sia per la stazza ingombrante di entrambi i centri, le cui dimensioni sono davvero difficili da contenere per chiunque. Da segnalare inoltre la buona prestazione anche di Eli Ndiaye, il classe 2004 che si sta ritagliando spazio nelle rotazioni di Chus Mateo.
Il Partizan arrivava a Madrid in un ottimo momento di forma grazie alle 5 vittorie consecutive in EL, 9 se consideriamo anche i successi in campionato, ma si è dovuto arrendere di fronte alla strapotenza dei campioni d’Europa. Tra le file serbe risalta la prestazione di Bruno Caboclo, che chiude con 18 punti e che in stagione sta viaggiando a quasi 12 di media. Il brasiliano scelto dai Raptors al Draft 2014 si sta ritagliando sempre più spazio quest’anno e si prende sempre più conclusioni. Solo 4 punti invece per un Kevin Punter a cui la difesa degli uomini di Chus Mateo ha messo la museruola e reso totalmente innocuo. Il Real Madrid è la squadra dei sogni, ed è una squadra costruita per vincere. La profondità del roster è invidiabile e ineguagliabile in EL: del resto nessun altro può permettersi di far partire dalla panchina un giocatore del calibro di Mario Hezonja, quinta scelta assoluta al Draft 2015.
Nonostante i successi però il club finanziariamente è in negativo e secondo il report di 2Playbook, il Real Madrid avrebbe chiuso la stagione 2022-23 con un rosso di circa 28 milioni. Quest’anno la società è andata all-in perché non solo ha confermato la rosa dello scorso anno ma ha aggiunto un contratto importante come quello di Facundo Campazzo. L’obiettivo adesso quindi è uno solo: vincere.
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