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, 22 Dicembre 2023

Monza-Fiorentina (0-1) - Considerazioni sparse


Una Fiorentina allegriana torna a vincere in trasferta e si ripropone come candidata per la corsa alla Champions.

Partita brutta in quel di Monza, partita riassumibile negli errori tragicomici dei primi minuti: quello decisivo di Di Gregorio, che regala a Beltran il facile appoggio per il gol-vittoria, e quello alla fine inifluente di Ikoné, che salta tutti ma a porta vuota si fa chiudere lo specchio dall'intervento disperato di D'Ambrosio. Succede poco altro, in un Monza-Fiorentina che i viola amministrano allegrianamente, badando ai tre punti senza farsi scrupoli sulla forma, e il Monza fa troppo poco per raddrizzare a suo favore;

Lucas Beltran potrà avere tanti limiti e ostacoli nel suo acclimatamento a Firenze, che siano tattici, tecnici o ambientali. Una cosa che però gli casca a pennello, è l'intensità della pressione che Italiano richiede ai suoi giocatori offensivi. L'argentino è soprattutto un giocatore di ritmo, aggressivo senza palla, che propizia gli errori degli avversari. E con una certa rapacità in area di rigore. Tutti fattori che contribuiscono a propiziare l'errore grave di Di Gregorio, e soprattutto alla Fiorentina di mettere nel sacco un'altra vittoria in sordina, di quelle così preziose nell'economia della stagione;

Il piano tattico della gara è stato soprattutto una sfida tra la costruzione bassa del Monza e la pressione alta della Fiorentina. Le due squadre hanno duellato con la stessa arma, con i brianzoli che cercavano di attirare i viola con un palleggio da dietro molto basso, e di contro i toscani puntavano a favorire insidiosi errori in costruzione della squadra di Palladino per recuperi in zone pericolose del campo. Ne esce vincitrice la Fiorentina, perché anche al di là del gol subito il Monza ha commesso troppe imprecisioni gravi in uscita. Ma i toni del duello sono stati tutt'altro che epici, e Italiano più che far spingere i suoi sull'acceleratore ha puntato piuttosto ad anestetizzare la partita;

Il cambio un po' emblema di come Vincenzo Italiano ha gestito il match è stato l'ingresso, al minuto 57, di Yerry Mina al posto di Barak. Fuori un trequartista (meglio delle ultime uscite, ma ancora in rodaggio), dentro un difensore centrale e passaggio alla difesa a 3. Una mossa per mettersi a specchio rispetto al Monza, semplificare i riferimenti nelle marcature e levare profondità alla squadra di Palladino, che nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo e in avvio di ripresa stava riuscendo a trovare quegli spazi dietro la linea di pressione della Fiorentina. La qualità di Colpani e gli ingressi all'intervallo di Ciurria e Colombo stavano scombinando i piani difensivi dei viola, che orfani di troppi elementi-chiave (Nico Gonzalez e Bonaventura, oltre a Martinez Quarta e allo stesso Beltran rimasto a sedere all'intervallo per un pestone) scelgono la via conservativa. Di necessità virtù, a garanzia del momentaneo quarto posto in classifica;

Dopo due anni Jonathan Ikoné rimane un oggetto del mistero a Firenze. Non è certo il primo (né l'ultimo) caso di giocatore talentuoso ma raramente concreto, ma rimane uno dei più eclatanti e soprattutto costanti di questa Serie A. Il gol sbagliato, alla fine, non è nemmeno inaspettato, nonostante la relativa facilità di realizzazione: tanti, nel momento in cui salta Di Gregorio, visualizzavano tutti quei variegati possibili scenari nei quali il pallone comunque non sarebbe finito in porta. Perché in sintesi il problema principale di Ikoné non è tattico, né tecnico, ma è quella brutta sensazione che emana di ingenua superficialità nel giocare a pallone. Che si esplicita troppe volte in questo tipo di errori. Se Ikoné avesse la capacità di compiere quello step mentale, potrebbe essere ancora un giocatore importante. Ma dal gennaio 2022 ha fatto veramente vedere troppo poco in tal senso per essere ancora ottimisti.


  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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