Logo sportellate
Napoli Frosinone
, 19 Dicembre 2023

Napoli-Frosinone (0-4) - Considerazione Sparse


Un Frosinone zemaniano dà spettacolo anche in Coppa Italia, passeggiando su un Napoli imbarazzante.

Ottavo di Coppa Italia tra Napoli e Frosinone che vede i due tecnici sperimentare ampiamente: Mazzarri dà spazio a desaparecidos come Gaetano, Demme, Lindstrøm e Zanoli, mentre Di Francesco sperimenta un 3-4-3 avveniristico con due ali come Kvernadze e Garritano a fare gli esterni e l'inedito Mateus Lusuardi (centrale brasiliano classe 2004, all'esordio tra i professionisti) come terzo a sinistra. Le intenzioni del Frosinone appaiono chiare dalle primissime battute: Brescianini si alza sulla trequarti con il doppio intento di proporsi in fase offensiva ma soprattutto schermate Demme, tagliandolo fuori dalle linee di passaggio. Lo stazzato centrocampista scuola Milan conferma le buone impressioni mostrate in campionato seguendo i passi del mediano tedesco come un babysitter. Il Napoli ricorre coinvolgendo Gollini nel gioco lungo coi piedi anche fuori dall'area di rigore, con esiti tuttavia abbastanza scarni.

Dopo un quarto d'ora abbastanza aggressivo il Frosinone arretra il baricentro di qualche metro e contestualmente emerge la capacità di Lindstrøm di muoversi tra gli spazi: prima trova un tiro pericoloso grazie ad un uno-due con Demme, poi un'occasione per Simeone grazie a un eccellente attacco alla profondità in cui mangia diversi metri a Lusuardi. Caratteristiche che al Napoli farebbero comodo in pianta stabile. Il Napoli potrebbe aumentare la pressione sul Frosinone con le sovrapposizioni dei terzini alla luce delle caratteristiche sfrontate dei suoi quinti, ma non lo fa, in parte per l'attenta pressione del Frosinone, in parte per pigrizia diffusa. Una prima frazione sonnecchiosa e confusa viene agitata da due situazioni: prima Raspadori colpisce il palo con un mancino dall'interno dell'area, poi Simeone sfrutta un blackout di Okoli e segna di punta scartando Cerofolini. Il gol è però annullato per un tocco di mano di Lindstrøm all'imbocco dell'azione. Senza entrare nel merito, sembra sempre un po' forzato riavvolgere il nastro delle azioni fino a momenti così addietro nel tempo per trovare il frame giusto volto ad annullare il gol.

All'inizio del secondo tempo Di Francesco cerca di riassestare la squadra inserendo un laterale di ruolo quale Lirola in luogo di Kvernadze, ma il Napoli alza il ritmo e cerca di trovare il vantaggio. Sono soprattutto le mezzali a dare un impulso maggiore: Cajuste disputa una partita continua con diversi buoni spunti, mentre Gaetano si scrolla dall'anonimato con una ruleta strana ma efficace con cui si guadagna la punizione dal limite dell'area spedita sul palo da Mario Rui. Gli ingressi di Lobotka e Di Lorenzo (insolitamente a sinistra, con Zanoli a destra) non apportano nulla di nuovo, il Frosinone passa nel momento di minor spinta. L'episodico colpo di testa con cui Barrenechea trova il sette sul secondo palo (probabilmente cercava l'intervento di un compagno) non toglie meriti ad una squadra, quella gialloblù, capace di rimanere sempre in partita a livello mentale. Emblema della resistenza dei ciociari sono le urla di Eusebio Di Francesco, udibili anche dalla televisione, a richiamare sempre i suoi calciatori e ai movimenti giusti.

Il Frosinone trova il raddoppio in campo aperto, approfittando di un retropassaggio scellerato di Di Lorenzo, realizzando l'apoteosi del Peppe Caso show. L'ala destrorsa del Frosinone, un Soulé specchiato per caratteristiche, è il giocatore più fastidioso e attivo nella fase offensiva frusinate: sempre attivo, frizzante e propositivo. Nell'occasione del gol supera Gollini con un destro dall'angolatura goniometrica, suggellando la sua serata e riscattando un inizio di stagione vissuto nelle retrovie, dopo una stagione, quella precedente, da protagonista della promozione in Serie A. Menzione d'onore nel Frosinone per altri due calciatori autori di una partita degna di nota, per motivi diversi: da un lato un Ilario Monterisi sempre più certezza e baluardo di questa squadra, attento e intelligente quasi perfetto in marcatura su Raspadori, sul quale prodigioso soprattutto in un'occasione ad inizio secondo tempo. Esattamente dall'altro lato del campo, l'ottimo esordio di Lusuardi; parte piano, un po' legnoso ma poi cresce e il Napoli da quel lato non passa mai. Il centrale brasiliano, ennesima gemma del prodigioso scouting del Frosinone arrivato in estate dal Criciúma, si permette come ciliegina sulla torta un recupero in velocità su un Osimhen subentrato con fretta e scarsa pazienza (al contrario di Kvaratskhelia, entrato assieme al nigeriano a mezz'ora dalla fine ma più volenteroso). Il Frosinone segna il terzo ed il quarto gol negli ultimi minuti e si regala uno storico quarto di finale, contro una tra Salernitana e Juventus.

I gol di Cheddira (su rigore) e di Harroui (anche questo con le maglie della difesa striate) arrotondano ulteriormente il risultato ed espongono il Napoli all'ennesima umiliazione di una stagione surreale, un incubo di cui appaiono ancora non svelati i capitoli più cupi. La presunta cura Mazzarri a oggi non ha minimamente aiutato, anzi: è stata solo un palliativo per le prime uscite per poi dissolversi di settimana in settimana.

  • Nato ad Andria nel 2001. Studente di economia e management con una smodata passione per i quiz, l'animo di Jimmy McGill e la figurina di Edin Dzeko nel portafoglio.

pencilcrossmenu