
Fiorentina-Inter (4-2) - Considerazioni Sparse
Fiorentina-Inter, oltre a essere una delle più appassionanti gare di Serie A femminile, rinfocola la lotta Champions.
I tre punti conquistati dalle ragazze di De La Fuente accorciano le distanze con la Juventus e portano le viola a -2 dal secondo posto. A partire dal nuovo anno dunque, dopo la finale di Supercoppa in programma il 7 gennaio, assisteremo ad una lotta concreta per stabilire le gerarchie nella parte alta della classifica in attesa della fase a poule. Una partita che ci ha divertiti, tenuti incollati davanti allo schermo e suscitato un senso di euforia. Da quanto non accadeva? Quella tra Fiorentina-inter è stata una delle se non LA partita più bella del campionato fino ad ora, complice la presenza in campo di alcune giocatrici che vivono uno stato di forma assoluto. Da Michela Cambiaghi, sempre più importante e sempre più brava ad affinare i suoi movimenti in campo, a Michela Catena e Vero Boquete, sempre più trascinatrici di un gruppo che, passo dopo passo, senza strafare, sta ritrovando bellezza e identità.
Chi fa da sé fa per tre, letteralmente. Potrà sembrare strano, ma nella tripletta messa a segno da Boquete, il primo gol è quello più bello e significativo. Al netto dei miracoli di Cetinja, la caparbietà con la quale ha inseguito quella rete ha tracciato una linea e svoltato l’atteggiamento della squadra. Personalità e leadership sono qualità che spesso derivano dalle piccole cose e ieri ne abbiamo decisamente avuto una prova.
Il modo in cui Michela Catena accarezza sistematicamente il pallone dovrebbe essere inserito di diritto nella lista delle 10 cose più belle viste nel 2023. Ieri per un lungo tratto della partita ha giocato quasi solo di prima e (spesso) senza nemmeno guardare le compagne. Tuttavia il suo gol arriva in seguito ad un assist pregevole di Emma Severini, sempre più confident nel centrocampo viola. I numeri della sua partita parlano chiaro: 2 assist, 4 occasioni create, 100% dei contrasti vinti. Una delle sue prestazioni migliori?
Al di là della Cambiaghi-mania, fattore che spesso funge da palliativo nelle discussioni sullo stato di forma dell’Inter, ieri abbiamo visto rinnovare una sensazione: l’assenza di una centrale à-la-Van Der Gragt inizia ad essere un problema. Se a questo aggiungiamo l’infortunio di Karchouni e l’out di Pedersen, il bilancio si fa sempre più pesante. Nelle discussioni riguardanti l’Inter tendiamo a dimenticare quanto questa squadra, nella stagione precedente, godesse di una stabilità importante data dall’asse centrale Van Der Gragt-Karchouni-Chawinga. Ritrovare i pilastri sui quali poggiare le pareti di questo gruppo sarà essenziale per tracciare una via nel nuovo anno.
Vedere continuamente giocatrici cadere a terra senza alcun contatto inizia ad essere una scena agghiacciante anche per chi guarda. Nonostante l’esito degli esami di Karchouni non sia stato ancora ufficializzato, una parte di noi non può fare a meno di pensare quanto sia umanamente insostenibile vivere con la costante paura di questo infortunio. Un problema di cui sappiamo l’esistenza ma al quale, evidentemente, non è ancora stata trovata una soluzione universale in termini di prevenzione. Quando capiremo che, al netto di qualsiasi considerazione sportiva, l’infortunio ha a che fare con la salute dell’atleta?
Queste considerazioni sparse sono realizzate in collaborazione con Ceretta, pagina sul calcio femminile curata da Valentina Forlin.
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