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Copertina Coppa Italia
, 19 Dicembre 2023

E se la Coppa Italia funzionasse come in Germania?


Abbiamo immaginato la nostra coppa nazionale sul modello della DFB-Pokal e l'abbiamo simulata.

Nelle ultime settimane si è molto parlato della DFB-Pokal, ovvero della Coppa di Germania. Se n'è parlato per il Saarbrucken che elimina il Bayern Monaco, per la presenza di 2 o 3 squadre non di Bundesliga nelle semifinali, per il fatto che la squadra che ha vinto più di recente il trofeo tra quelle rimaste in gioco l'ha vinto più di vent'anni fa e per tanti altri fatti curiosi e sorprendenti come questi. Lo si è fatto soprattutto mettendola a confronto con la nostra Coppa Italia, di cui da anni si discute con toni tutt'altro che positivi per la prevedibilità di una competizione strutturata come una passerella per le prime otto classificate del campionato precedente, che con tre partite in casa possono trovarsi comodamente in finale. Per trovare una squadra non di Serie A tra le quattro semifinaliste dobbiamo tornare all'Alessandria 2016/17, per trovarne due addirittura a Cagliari e Cremonese 1986/87.

Di solito ci si chiede come sarebbe avere una coppa nazionale modellata sulla struttura della FA Cup inglese, una competizione gigantesca a cui prendono parte più di 700 squadre che si sfidano in turni sorteggiati senza teste di serie. Uno stravolgimento assoluto rispetto al formato attuale della Coppa Italia, a cui partecipano solamente 44 squadre e in cui le squadre più forti entrano in scena molto tardi nel corso della competizione. Il modello della DFB-Pokal può essere un buon compromesso tra il sistema chiuso ed elitario italiano e la coppa nazionale per antonomasia che si disputa in Inghilterra. In Germania sono 64 le squadre che partecipano alla coppa, un numero per niente elevato, ma la competizione ha un tasso di imprevedibilità e di interesse nemmeno paragonabile a quello della Coppa Italia in questo momento.

Ma come funziona quindi la DFB-Pokal? Vi partecipano tutte le squadre delle prime due serie tedesche, più le vincitrici delle 21 coppe regionali che si disputano nel paese, le migliori quattro classificate della terza serie e tre ulteriori squadre dilettantistiche espressione dei tre Länder con più club. Nel primo turno le 32 squadre meglio classificate sono considerate teste di serie e giocano il match in trasferta, come avviene anche nel secondo turno. Dagli ottavi di finale in poi il sorteggio è integrale con partita da disputare in casa della prima sorteggiata. La finale si gioca in gara secca a Berlino.

Il Saarbrucken esulta dopo un gol
Il Saarbrucken quest'anno è incredibilmente approdato ai quarti di finale. (Koha)

Abbiamo dunque deciso di riprodurre questo sistema e applicarlo al caso italiano, per vedere come si sarebbe sviluppata la competizione. Per ottenere un pool di squadre più fedele possibile a quelle che partecipano alla Coppa di Germania abbiamo deciso per la qualificazione di tutti i team di Serie A e B, delle migliori tre classificate dei play-off di Serie C e delle vincitrici della Coppa Italia di Serie C, di quella di Serie D e di ognuna delle 19 Coppe Italia regionali. Nel sorteggio abbiamo seguito gli stessi criteri utilizzati in Germania e per simulare le partite abbiamo utilizzato Match Simulator e Football Results Simulator, due siti ideati proprio a questo scopo.

A questo abbiamo aggiunto una buona dose di fantasia nell'immaginarci lo svolgimento di questa prima Coppa Italia con le nuove regole. Ci sarà qualche risultato poco realistico, qualche punteggio troppo largo o troppo stretto, ma alla fine questo è tutto un lavoro di finzione e, poi, che gusto ci sarebbe se le cose andassero sempre come dovrebbero andare? Ora preparatevi a questo viaggio attraverso i turni di una Coppa Italia 2023/24 che non è mai esistita, tra minuscoli campi di provincia, sorprese inaspettate, cavalcate trionfali e la speranza di vedere un giorno una coppa nazionale un po' più divertente.

Primo Turno

Nonostante la divisione tra teste di serie e non, il primo turno regala già delle sfide interessanti ed equilibrate, da giocare sotto i riflettori nelle torride serate di metà agosto. A Reggio Emilia i granata padroni di casa si arrendono solo ai rigori contro l'Hellas Verona dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, mentre il Brescia elimina il Cagliari con i gol di Cistana e Fares, a cui risponde troppo tardi Mancosu. Anche Foggia-Ascoli viene decisa dai calci di rigore e prevalgono gli ospiti, stessa cosa che succede all'Adriatico dopo il pareggio a reti bianche tra Pescara e Como. A Terni invece passa il Pisa nei tempi regolamentari, con gol di Valoti e Vignato. Tra Cesena e Spezia, che a inizio stagione 2023/24 condividono lo stadio per i lavori di ristrutturazione del Picco, la spuntano i liguri, mentre Cittadella-Torino viene decisa da Sanabria in un'afosa serata quasi ferragostana.

Tra le big, l'esame più gravoso lo devono affrontare Inter, Juventus e Atalanta, che pescano tutte e tre squadre di Serie B. In un Marulla gremito di gente - molta tornata apposta dal mare per l'esordio stagionale della propria squadra - l'Inter batte il Cosenza 2-0 grazie al primo lampo del 2023/24 di Lautaro Martinez e al sigillo finale di Sanchez, mentre in un Rigamonti-Ceppi tirato a lucido per il ritorno del Lecco in seconda serie la Juventus passa per 3-0 senza troppi patemi. A rimanere scottata da questo nuovo format della Coppa Italia è invece l'Atalanta, che cade al Ceravolo di Catanzaro, rimontata dai gol di Donnarumma e Biasci. Restando in ambito Serie A, anche le avversarie di Udinese e Sassuolo non erano delle più semplici, ma entrambe le squadre mettono cinque palloni alle spalle dei portieri di - rispettivamente - Vicenza e FeralpiSalò. I gol dell'Udinese sono tutti di Deulofeu, autore di un recupero record dal suo ennesimo infortunio al ginocchio.

La storia però, in questo turno estivo di Coppa Italia, la si fa a Chieti, dove è stata spostata la partita del Sambuceto che ha pescato il Milan. I rossoneri arrivano in Abruzzo in clima ancora vacanziero e Pioli manda in campo una formazione composta quasi esclusivamente da riserve. Vanno clamorosamente in vantaggio i padroni di casa - che militano in Eccellenza - e la porta si rivela stregata per il Milan, che acciuffa il pareggio solo nei minuti finali con Luka Jovic. Il Sambuceto si asserraglia dietro e riesce a portare la partita ai rigori, dove l'errore del giovane Chaka Traoré condanna il Milan ad una clamorosa eliminazione, a cui seguono nel corso della settimana le dimissioni di un Pioli che nel post partita aveva parlato di partita dominata e decisa dagli episodi.

Lo stadio di Chieti
Il teatro della disfatta del Milan. (Il Centro)

Lo stadio Guido Teghil e il suo ormai celebre acquascivolo dietro alla tribuna fanno da teatro alla clamorosa sconfitta del Palermo contro il Brian Lignano, che fa parte del contingente di squadre dilettantistiche che passano il turno, assieme al già citato Sambuceto, all'Atletico Castegnato (eliminato il Sudtirol), all'Igea Virtus (battuto il Lecce), al Formia - che passa sul Modena ai rigori - e alla Gioiese, che in un clima rovente batte la Salernitana per 2-1. Passano il turno, con più o meno fatica, anche Cremonese, Empoli, Bari, Sampdoria, Parma, Venezia, Genoa, Roma, Monza, Lazio, Bologna, Fiorentina e Napoli. Il Frosinone, nonostante un'ottima prova di Soulé, perde contro il Pineto, campione in carica della Coppa Italia di Serie D.

Secondo Turno

Se pensavate di aver già trovato la mina vagante di questa edizione di Coppa Italia vi sbagliate di grosso, perché il Sambuceto - questa volta nel suo vero "stadio" di casa - perde 7-0 contro l'Empoli e lascia la competizione, seppur con una storia da raccontare alle generazioni a venire. Più strenua la resistenza delle altre compagini dilettantistiche - spicca la sconfitta solo per 2-1 dell'Igea Virtus contro la Juventus - che devono però tutte abbandonare la competizione. Tutte tranne una: sul sintetico del Lopresti di Palmi - dove è esiliata la Gioiese in questa stagione - l'Udinese finisce nelle fauci dei padroni di casa, che approdano clamorosamente agli ottavi di finale. Sono loro l'unica vera sorpresa di questo turno, assieme al Pineto che si sbarazza anche del Como, continuando il suo percorso da ricordare.

Lo stadio Lopresti di Palmi
Il Lopresti di Palmi, archetipo dello stadio provinciale. (LaCnews24)

Il sorteggio prevede ancora le squadre divise nelle stesse urne del primo turno e di conseguenza quella con le squadre più forti ne ha "in sovrannumero". Ad esaurimento dei team della seconda urna, quelli della prima vengono quindi messi uno contro l'altro, ed è da lì che nascono i primi match tra squadre di Serie A. In mezzo a una delle prime nebbie autunnali il Sassuolo ribalta la Lazio, passata in vantaggio con una doppietta di Immobile, e la elimina dalla competizione, mentre in un Brianteo non esattamente stracolmo servono i rigori al Genoa per eliminare il Monza. Tutto facile invece per l'Inter, a cui il sorteggio ha permesso di disputare il turno in casa, che batte 4-0 il Torino con un'irripetibile tripletta di Calhanoglu.

La Roma riesce a scacciare i fantasmi dei match con lo Spezia in Coppa Italia grazie a un gol di Abraham, mentre si rivelano facili le trasferte a Cremona e Brescia per Napoli e Bologna. Per i felsinei splendida doppietta di Saelemakers. Le due partite più emozionanti vedono però protagoniste squadre di secondo piano, e sono Verona-Pisa e Parma-Bari. Al Bentegodi i gialloblu vanno in vantaggio, poi vengono rimontati in pochi minuti dai nerazzurri, ma all'ultimo secondo Saponara la porta ai supplementari. Dagli undici metri è però proprio dell'ex Fiorentina uno degli errori che condannano gli scaligeri. Al Tardini invece il Parma va sopra due volte e per due volte viene rimontato, fino alla bordata da fuori di Estevez che regala gli ottavi di finale agli emiliani. Fa parte del contingente Serie B anche il Catanzaro, che batte il Venezia per 1-0 con una magia di Vandeputte.

Ottavi di finale

Da qui il sorteggio è integrale, e l'urna decide subito di mettere di fronte due big: sarà Juventus-Roma, da giocare a inizio gennaio all'Allianz Stadium. Sia Mourinho che Allegri decidono di schierare le loro formazioni tipo e ne esce una partita dura e molto chiusa. Segnano i due centravanti - Vlahovic e Lukaku - entrambi di testa, e la partita si protrae a dei tesissimi supplementari. Lo scivolone sul dischetto del rigore di Kean condanna però la Juventus all'eliminazione, dopo gli errori di Pellegrini e Rabiot. Finisce ai rigori anche Sampdoria-Sassuolo, rimasta bloccata sull'1-1 e decisa dal quinto rigore tirato da Berardi, che mette a tacere un Ferraris quasi pieno, gremito di doriani che speravano in un riscatto nella stagione della Serie B.

Finisce al Maradona di Napoli la corsa del Pineto, che scende in campo con la testa al campionato e con molti rincalzi nella formazione titolare, finendo per perdere con un 8-0 forse anche troppo severo. Goleada anche al Del Duca di Ascoli, dove l'Inter schiaccia per 7-0 l'Ascoli, mandando in gol sei giocatori diversi e tenendo nuovamente inviolata la porta di Audero. Assieme ai marchigiani e alla già citata Sampdoria, anche le altre tre squadre di Serie B arrivate fino agli ottavi di finale lasciano qui la competizione. Il Pisa perde in casa contro il Genoa in una sfida tra repubbliche marinare, il Catanzaro viene travolto da un grande Bologna - grazie ai gol di Ferguson, Zirkzee e Saelemakers - e il Parma perde la classica degli anni '90 contro la Fiorentina sul terreno del Franchi.

Un contrasto durante Fiorentina-Parma di Coppa Italia
La sfida tra Parma e Fiorentina si è disputata anche nella vera Coppa Italia di quest'anno. (Getty Images)

È un'altra viola però a rubare la scena. In Serie D arranca, ma sotto ai riflettori che illuminano il campo negli infrasettimanali la Gioiese si trasforma. Ancora esiliata a Palmi, la squadra calabrese viene trascinata dal suo pubblico accorso numeroso ad una vittoria storica sull'Empoli, colta per di più in rimonta su una squadra schierata con la sua formazione tipo. Una squadra di Serie D non era mai approdata così avanti nella storia della Coppa Italia. A Gioia Tauro iniziano ad arrivare i tg, i siti di approfondimento sportivo spendono fiumi d'inchiostro per la favola dei viola, una nota testata sportiva sceglie di girare un mini documentario sulla storia dell'anno nel calcio italiano.

Quarti di finale

Il nuovo formato della Coppa Italia non prevede un tabellone prefissato, quindi si passa nuovamente per le urne, con la cerimonia trasmessa in tv come nelle migliori occasioni UEFA. Il fato mette la Roma di fronte ad un altro grosso ostacolo, ovvero il Napoli. In un Maradona che risponde presente per la sfida contro i rivali, la squadra di Mazzarri sfodera forse la miglior prestazione della stagione, coronata da una doppietta di Osimhen, autore di un gol per tempo. Lato romanista sia Foti che Mourinho si fanno espellere in un finale di partita incandescente. L'Inter invece pesca il Sassuolo e continua il suo percorso netto, vincendo 4-0 al Mapei grazie ai gol di Pavard, Acerbi, Bastoni e all'autogol di Pedersen.

Nella fredda serata di Bologna è Ruslan Malinovskyi a gelare ulteriormente il clima con due tiri da fuori che non lasciano scampo a Ravaglia e portano il Genoa in semifinale, eliminando una delle squadre che era sembrata più lanciata verso una possibile vittoria. Se in Emilia si sfidavano due rossoblu, a Firenze va in scena uno scontro tra viola, con la Fiorentina che ospita la Gioiese, accompagnata da una marea di tifosi partiti con ogni mezzo da Gioia Tauro. I padroni di casa fanno registrare un numero record di tiri in porta, l'estremo difensore dei calabresi è però in stato di grazia e i difensori in trance agonistica si sacrificano su ogni pallone. La Gioiese non tira mai in porta in tutta la partita, ma questa prestazione basta per trascinare la partita ai rigori, dove ai gigliati - che hanno tutto da perdere - tremano troppo le gambe. Miracolo a Firenze: la Gioiese è in semifinale di Coppa Italia.

Semifinali

Un leggero tepore primaverile accoglie Inter e Genoa a San Siro, dove si giocheranno la semifinale di Coppa Italia, che il nuovo format prevede si svolga in gara secca. Davanti agli oltre 70.000 del Meazza, però, non c'è storia. Dopo venticinque minuti Lautaro Martinez ha messo già tre gol alle spalle del suo omonimo Josep, mentre Pavard mette il sigillo all'ultimo minuto del primo tempo. Il secondo tempo si gioca a ritmi molto bassi, con il Genoa che trotterella per il campo completamente demotivato. L'unico lampo è il quarto gol personale di Lautaro Martinez, che sfrutta un errore marchiano di Vogliacco e fa partire con una decina di minuti d'anticipo la festa Inter. I nerazzurri sono in finale con 22 gol segnati e 0 subiti in cinque partite, al Genoa resta un ottimo cammino nella competizione e l'orgoglio di essere arrivati due turni più avanti della Sampdoria.

San Siro nel pre partita di un match di Coppa Italia
San Siro si riempie anche per la Coppa Italia. (Calciomercato.it)

L'altra semifinale è l'evento più atteso del calcio italiano. Arrivano telecamere da tutto il mondo, come accaduto per il Sutton in una FA Cup di qualche anno fa, vari sponsor si offrono di fare la loro comparsa sulla maglia della Gioiese, Gioia Tauro è in totale fermento una settimana prima della partita. Si gioca all'Oreste Granillo di Reggio Calabria, scelto perché abbastanza grande da contenere tutti i tifosi giunti da Gioia e dintorni, oltre ai tifosi azzurri in trasferta e ai simpatizzanti del Napoli di Reggio e dintorni. Anche in questa occasione la Gioiese si asserraglia dietro, Osimhen e Kvaratskhelia sperimentano la marcatura più stretta delle loro carriere, le spazzate disperate si susseguono una dopo l'altra. Il fortino cade però a metà secondo tempo, quando un guizzo di Politano coglie impreparata la difesa viola. La Gioiese non ha la forza di reagire al gol subito, il Napoli non aumenta il ritmo e gestisce: finisce 1-0 per i partenopei.

La favola della Gioiese finisce lì, a un passo dalla finale di Roma, ma ha scaldato i cuori di tutta Italia. In molti prendono in simpatia i viola, che vedono i loro numeri sui social crescere sostanziosamente, mentre i premi partita della competizione aiutano i calabresi a ristrutturare il loro stadio, in cui potranno finalmente ritornare a giocare. In campionato i viola veleggiano in modo anonimo nella media-bassa classifica, ma a nessuno importa: hanno fatto la storia.

Finale

È il tradizionale Inno d'Italia cantato dalla celebrità canora di turno ad aprire le danze del match tra Inter e Napoli nella cornice dello Stadio Olimpico di Roma. In tribuna, come di consueto, c'è il Presidente del Senato, che non fa molto per nascondere la sciarpa nerazzurra che tiene tra le mani. Il Napoli è spaesato e quasi intimorito, l'Inter è cinica, sul pezzo e pronta a sbranare la preda. Ad aprire le danze è un bell'inserimento di Calhanoglu, che insacca al 30' del primo tempo, dopodiché il Napoli prova a riorganizzarsi e sfiora il pareggio con Zielinski. Nel secondo tempo però l'Inter torna in campo con una fame senza eguali e prima dell'ora di gioco chiude la pratica con il secondo gol di Calhanoglu e il sigillo di Lautaro, che conclude da capocannoniere la sua Coppa Italia, che in quanto capitano ha l'onore di alzare al cielo della capitale.

L'Inter alza al cielo il trofeo della Coppa Italia
L'epilogo alla fine è lo stesso della stagione precedente. (Getty Images)

È la terza Coppa Italia di fila per l'Inter, vinta realizzando 25 gol e non subendone nemmeno uno, un cammino travolgente e inesorabile. Il Napoli invece torna in finale dopo l'edizione 2019/20, sfiorando quello che sarebbe stato il contentino per migliorare una stagione piuttosto deludente. Un finale scontato per la Coppa Italia quello tra i campioni in carica e i detentori dello scudetto dicono in molti, non serviva cambiare formato chiosano altri. Alcuni allenatori e dirigenti chiedono di far entrare più tardi le squadre di Serie A, lamentandosi delle troppe partite. "Tanto il risultato è stato lo stesso dello scorso anno, quando funzionava così" dicono alcuni. Altri però rispondono: "Sì, ma quanto è stato più divertente e interessante arrivarci?"


  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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