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, 17 Dicembre 2023

Torino-Empoli (1-0) - Considerazioni sparse


Juric, alla centesima in granata, si regala un Torino che più suo non si può e si proietta in zona Europa.

Il Saturday Night della Serie A non prevede esattamente un big match: va in scena Torino-Empoli, una partita tra due squadre che in passato hanno spesso offerto pareggi soporiferi. La partita è anche stavolta certamente lontana dal concetto di frizzante, ma non finisce in pareggio: la spunta il Toro di misura, con un 1-0 firmato da Duván Zapata che vale 3 punti d’oro, perché lo proietta ai confini della zona Europa, un bel regalo per la centesima sulla panchina granata di Ivan Juric. Una vittoria tutto sommato meritata che premia la solidità granata e che punisce gli ospiti, sfortunati al Var per un gol annullato per questione di millimetri, ma anche incapaci di impensierire davvero la porta di Milinkovic Savic in altre occasioni.

Il Torino non vinceva 3 match casalinghi di fila dal 2021: torna a farlo stasera, certificando un periodo decisamente convincente, con 14 punti in 7 partite culminate con la gran vittoria contro l'Atalanta e il pareggio di Frosinone, dove i granata avrebbero meritato qualcosa di più. E’ un Toro decisamente cambiato rispetto a quello della scorsa stagione, che era più fantasioso sulla trequarti e lineare nella manovra: questo è decisamente più simile a quello di due stagioni fa, dove sono i muscoli e l’intensità a farla da padrone. In questo senso, impossibile non citare la difesa sigillata (8 clean sheets) ma soprattutto l’apporto di due coppie: una di centrocampo formata da Linetty e Ilic, complementare e fondamentale nelle logiche del gioco di Juric, ed una in attacco, dove Sanabria e Zapata stanno affinando sempre di più la loro intesa. Un Torino che ha trovato stabilità tornando sporco e rock, come nella sua natura originaria: ed i punti in classifica danno ragione a questo ritorno alle origini.

L’Empoli arrivava da 2 pareggi in rimonta, ma stavolta non si ripete: ai toscani vengono annullate due reti per fuorigioco, uno millimetrico ed uno decisamente abbondante. Al di là di queste, la squadra di Andreazzoli non è sembrato in grado di produrre manovre offensive apprezzabili: Cambiaghi in serata storta, Cancellieri impreciso, Shpendi impalpabile, anche il ritorno di Baldanzi è ininfluente. In difesa i toscani non demeritano, venendo di fatto infilati solo nell’azione del gol da una bella azione corale, ma anche a centrocampo sembrano schiacciati dall’intensità della squadra di Juric. Se dovessimo scegliere un aggettivo per l’Empoli è “leggero”, e purtroppo non in senso di spensierato: non riesce mai ad imporre il suo peso, fisicamente e psicologicamente, sulla partita, e in ottica salvezza questa non è per nulla una bella notizia.

La differenza in serata la fanno gli attacchi: quello granata ha oramai trovato una sua fisionomia con la coppia Sanabria/Zapata, dove il primo rifinisce da vero e proprio play offensivo (avrebbe anche segnato un gol pazzesco, ma è stato annullato) e il secondo sta tornando il goleador che tutti ricordiamo a Bergamo, come dimostra l’azione del gol partita, sull’atteso primo assist stagionale di Bellanova. Ad Empoli invece è proprio quello offensivo il reparto incriminato: i toscani sono la squadra che ha segnato meno in Serie A, ed è un dato decisamente eloquente. Individualmente, non si può dire che giocatori come Cambiaghi e Cancellieri non siano qualitativi, ma forse manca il bomber vero e proprio, con Shpendi acerbo e Caputo e Destro diretti al Sunset Boulevard.

Guardando la classifica, le squadre vivono momenti molto diversi. L’Empoli con questa sconfitta resta totalmente dentro alla zona rossa, con una classifica molto corta ma anche con la sensazione che per conquistare la salvezza ci sarà da sudare sino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Il Torino invece con questo filotto sale a 23 punti, raggiunge l’Atalanta all’ottavo posto e non può non guardare all’Europa. Se pensiamo ad un mese fa, la situazione è completamente cambiata in casa granata: se da una parte la squadra di Juric ha sempre fallito gli esami di maturità in questo biennio, è anche vero che gli esami non finiscono mai, e nel prossimo turno all’Olimpico arriverà l’Udinese, fornendo un’ennesima occasione per diventare grandi.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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