
Milan-Monza (3-0) - Considerazioni Sparse
Il Milan, nonostante le critiche, torna a convincere.
Ora che la sudata vittoria di Newcastle ha parzialmente tolto i dubbi sulla sopravvivenza di Pioli in panchina, il Milan è chiamato in questo inverno a confermare il proprio status di squadra con i mezzi per insidiare Inter e Juventus nella lotta per lo scudetto. Uno stimolo utile, che può permettere di allungare sulle tentennanti Napoli e Roma e giocare l’Europa League da possibile favorita, con meno ansie di non ripresentarsi in Champions League la prossima stagione. La spensieratezza - viste le tanti discussioni dell’ultimo periodo, tra infortuni, prestazioni opache ed esaurimento di un ciclo - diventa fondamentale in questo periodo con meno impegni infrasettimanali.
E il Milan contro il Monza è sembrato scendere in campo proprio con questo stato d’animo, determinato a chiudere la partita il prima possibile contro la squadra di Palladino, confermatasi, con i suoi 21 punti raccolti in 15 partite, una delle squadre più interessanti del campionato. Sarà stata anche l’aria che tirava a San Siro, con il confronto che richiama inevitabilmente i bei ricordi e la glorificazione dell’era berlusconiana. L’assenza della pressione di dover dimostrare qualcosa ha inevitabilmente giovato ad alcuni dei giocatori più tecnici e, di conseguenza, più criticati nell’ultimo periodo balbettante, permettendo alla squadra di scendere in campo più sicura e battere il Monza per 3-0.
I rossoneri hanno chiuso la partita già nel primo tempo grazie in particolare alle giocate esaltanti di Reijnders, Leao e il subentrante Okafor. Il centrocampista olandese merita più considerazioni dopo la sua ottima gara: ha vissuto un calo delle prestazioni rispetto all’inizio del campionato, anche a causa del suo spostamento davanti alla difesa in virtù dei tanti infortuni che hanno colpito il centrocampo, ma il suo talento è stato chiacchierato più del dovuto. Nel gol segnato in solitaria al terzo minuto, l'ex AZ ha dato prova del suo talento e della sua capacità di lettura del gioco: vede uno spazio in cui inserirsi, mantiene il controllo della sfera saltando ben 3 avversari con un una progressione di circa 25 metri e sceglie la conclusione forse non più bella stilisticamente ma di sicuro più utile per segnare, con un tiro di punto che anticipa Caldirola e passa sotto le gambe di Di Gregorio. Una dimostrazione di quanto sia utile la sua sensibilità di controllo nell’ultimo terzo di campo.
Il gol immediato (ma non casuale, visto che pochi secondi prima Giroud aveva sfiorato la traversa con un colpo di testa) ha permesso al Milan di controllare la partita e avere più spazi per le incursioni dei suoi giocatori che, come visto a Newcastle, godono quando hanno tanto campo a disposizione. Il Monza infatti ha provato a rimettersi in partita subito riuscendo spesso ad aggirare il primo pressing del Milan per attaccarlo in verticale con Colpani e Mota, ma ha trovato la linea difensiva della squadra di Pioli molto compatto in area e pronta a respingere i loro tentativi di impensierire Maignan, anche grazie ad una prova attenta del rientrante Kjaer e di un Tomori in forma strepitosa (anche al netto del brutto dribbling subito da D’Ambrosio sulla linea di fondo). Un primo tempo con questi ritmi ha permesso al Milan di impensierire spesso Di Gregorio grazie alla tecnica di Leao, ancora non al pieno della forma dopo il mese saltato per infortunio, ma comunque utile in fase di rifinitura, visto che le migliori occasioni create dal Milan, incluso il 2-0, sono nate dalle sue giocate.
Il gol del 2-0 porta la firma del grande protagonista di giornata a San Siro. Un nome tutto nuovo, per quanto il cognome sia stato già sentito. Jan-Carlo Simic, 18enne nato in Germania da madre serba e padre bosniaco, in gol all’esordio assoluto con il Milan. In qualche modo doveva essere la sua giornata. Prima della partita doveva affiancare Tomori al centro della difesa, ma il recupero di Kjaer gli ha tolto l’occasione. Una seconda è arrivata con l’infortunio di Pobega. Entra in campo, cambiando anche l’assetto del Milan in un 3-4-3 in fase di possesso, e una ventina di minuti dopo si fa trovare pronto nel ribadire in gol il cross di Leao sugli sviluppi di un’azione partita da angolo. La solida prestazione di Simic, che non è imparentato con il famoso Dario, lascia intuire che possa essere l’ennesimo giovane centrale in rampa di lancio del Milan di Pioli, dopo Kalulu e Thiaw.
Il Milan ha così liquidato un buon Monza agevolmente, trovando diverse conferme, come la qualità di Reijnders e Pulisic; l’importanza della classe di Leao; la sicurezza di avere Maignan in porta pronto a compiere miracoli, come quello su Colpani al 60esimo; poter contare sul talento di Okafor come gregario e che i suoi giovani sono pronti a essere buttati nella mischia. Parafrasando Colapesce e Dimartino, la luce che sfiora di taglio gli occhi di Simic mette tutti d'accordo.
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