
La forza della ginnastica aerobica in Italia, intervista a Davide Nacci
Abbiamo intervistato il Capitano della Nazionale di Ginnastica Aerobica, reduce dai successi dell'Europeo di Antalya.
Le recenti vittorie dell'Italia in Coppa Davis e di Pecco Bagnaia nel Motomondiale ci ricordano qualcosa che troppo spesso siamo inclini a dimenticare. Lontano dai riflettori costantemente puntati sul mondo del calcio, un mondo in crisi soprattutto in Italia, lo sport nel nostro paese sta vivendo un ottimo periodo di forma che va ben oltre gli exploit olimpici del 2021. Non di solo calcio vivrà l'uomo, ed in effetti volgendo lo sguardo oltre i campi della nostra Serie A, possiamo accorgerci di tante realtà sportive, piccole e grandi, da anni ai vertici europei e mondiali delle loro discipline.
Uno degli esempi migliori di quanto appena detto è la Nazionale Italiana di ginnastica aerobica, che da tempo si conferma come una specialità in cui il nostro paese riesce a rivaleggiare con i giganti mondiali. Soltanto negli ultimi due anni, gli azzurri hanno partecipato ai Mondiali di Guimaraes e ai World Games in Alabama del 2022 e da ultimi ai Campionati Europei in Turchia dello scorso novembre, riportando ottimi piazzamenti in quasi tutte le competizioni. Eppure, nonostante la costante affermazione, la pratica della ginnastica aerobica porta con sé una serie di difficoltà, dettate prima di tutto da un riconoscimento olimpico che ancora manca dopo anni di dibattito e valutazioni. Il caso della ginnastica aerobica diviene così il paradigma di quei movimenti sportivi radicati sul territorio e retti quotidianamente dalla passione di tesserati e allenatori che però fanno fatica ad affermarsi e ad uscire dalla loro dimensione "di nicchia" e aprirsi alla considerazione del grande pubblico.
Abbiamo parlato dei successi della Nazionale Italiana, della bellezza di questa disciplina e delle difficoltà strutturali che l'accompagnano con Davide Nacci, capitano della squadra Senior e assoluto protagonista delle recenti vittorie azzurre. Dopo le vittorie e le medaglie ottenute fra il Portogallo e gli Stati Uniti nel 2022, Davide è reduce da un Europeo turco a dir poco memorabile: una medaglia di Bronzo nella categoria trio ma soprattutto tre medaglie d'Oro nell'individuale maschile, nella prova a gruppo e nella prova a squadre per confermarsi come uno degli atleti di spicco a livello europeo nella disciplina.
Allora Davide, innanzitutto congratulazioni per le tue recenti vittorie, com’è stata l’esperienza in Turchia?
Sono convinto che ogni gara insegna sempre qualcosa e che devi essere bravo a cogliere gli insegnamenti e farli tuoi per poi trarne beneficio nel tempo. Questa gara é stato il coronamento di un sogno, uno di quelli che il me bambino che ha iniziato questo sport non avrebbe neanche immaginato di poter raggiungere, eppure è tutta realtà!
Ci puoi spiegare in poche battute le caratteristiche fondamentali della disciplina e in cosa si distingue dalle altre nell’ambito ginnico?
Il nostro sport si svolge su una pedana, fatta in legno con delle molle al di sotto per aumentare la spinta, sulla quale sono segnati due quadrati, uno 7x7 e un altro 10x10. Su questo quadrato noi eseguiamo un esercizio coreografato durante il quale dobbiamo effettuare anche elementi di difficoltà provenienti dal codice dei punteggi. Il numero degli elementi può variare in base alla categoria (allievi, Junior A, Junior B, Senior)
Ci parli dei tuoi allenamenti e dei tuoi regimi nutrizionali?
Io personalmente mi alleno 5 volte a settimana per 2:30/3 ore, mentre gli allenamenti variano in base al periodo dell’anno. Nei periodi di gara gli allenamenti sono anche leggermente più corti, ma molto più intensi perché ci focalizziamo nella prova dell’esercizio o degli esercizi che presentiamo in gara, mentre in periodi lontani dalle competizioni, come in questo momento, ci concentriamo molto sotto l’aspetto tecnico degli elementi di difficoltà e su un potenziamento generale. Sotto l’aspetto nutrizionale invece non ho troppi limiti, cerco di mantenere uno stile di vita sano in generale, essendo un po’ più rigido poi nei periodi di gara.

In che modo questi impattano sulla tua vita quotidiana?
Mi viene difficile dire in che modo essi impattano, mi viene difficile perché ormai per me è diventato uno stile di vita, sono in palestra da 20 anni perciò sono abituato ad avere anche giornate frenetiche e, anzi, quando capitano quelle un po’ più libere alcune volte mi fa anche strano. Nello sport come nella vita ci sono sempre periodi di up e altri di down l’importante è saper gestire entrambi bene, non esaltarsi troppo quando tutto va bene, ma neanche buttarsi a terra quando non tutto va come si vuole… Sotto questo punto di vista lo sport insegna parecchio e ti forma anche caratterialmente.
Arriviamo alle note dolenti: la ginnastica aerobica non è ancora uno sport olimpico, come impatta ciò sulla vostra visione della disciplina?
Purtroppo ancora no, personalmente non cambia assolutamente niente nella visione dello sport. L’aerobica è una disciplina bellissima, che regala molte emozioni, sono anche convinto che meriti più attenzione e notorietà a livello mediatico, un po’ come le altre specialità della ginnastica… Olimpiadi o no, la mia visione di questo sport non potrà mai cambiare perché qui ci sono cresciuto e sono diventato l’uomo che sono oggi… questo non toglie che se dovesse entrare a far parte delle discipline a cinque cerchi sarebbe veramente qualcosa di stupendo.
Credi che ci siano possibilità per un suo riconoscimento nell’immediato futuro?
Nell’immediato futuro la vedo molto difficile, Parigi 2024 é ormai alle porte e l’organizzazione per Los Angeles 2028 é praticamente già iniziata. Sicuramente annunceranno qualche sport nuovo per le olimpiadi americane, ma personalmente, a malincuore, non penso che sarà ancora il momento dell’aerobica.

Torniamo in Italia, come giudichi lo stato delle strutture d’allenamento e il livello degli staff tecnici?
In Italia a livello di strutture siamo migliorati parecchio negli ultimi anni e spero che si continui a progredire in modo tale che tutti si, indistintamente dalla posizione geografica in cui si trovano, si possano allenare in maniera sicura e consona… Come staff tecnico penso che il Team Italia sia uno, se non proprio il, più invidiato al mondo! Abbiamo la fortuna di essere allenati da uomini e donne, prima che allenatori, con dei valori pazzeschi e che sono capaci di trasmetterci ed insegnarci tantissimo, non solo a livello tecnico… Io ho anche la fortuna di avere come Responsabile della Squadra Nazionale Senior il mio allenatore di sempre, Vito Iaia, e questo è di non poco aiuto! Inoltre comunque a nome di tutta la squadra ci terrei a ringraziare tutto lo staff, nessuno escluso, per l’immenso lavoro fatto!
Quali pensi siano gli investimenti e i miglioramenti assolutamente necessari?
Se proprio dovessi cercare qualcosa direi di investire sul futuro di tutti questi atleti che spendono anni della propria vita per qualcosa che poi, perlomeno a livello materiale, non ritroverà in futuro. Questo è un problema ricorrente in quasi tutte le sezioni non olimpiche, infatti sarebbe un aiuto non di poco conto quello di permettere ad un atleta della squadra nazionale, indipendentemente dallo sport che si pratica, di poter considerare la propria passione un lavoro a tutti gli effetti, anche perché per rimanere a determinati livelli l’impegno che si richiede é parecchio e non sempre permette di conciliare anche lo studio o il lavoro… perciò se proprio dovessi dire qualcosa, direi un investimento per permettere a tutti gli atleti, olimpici e non, di poter entrare nei gruppi sportivi o comunque di poter “vivere” della loro passione.
Cosa pensi possa aiutare ad avvicinare il grande pubblico alla ginnastica?
Penso che la cosa che manchi di più sia proprio l’informazione. Ti dico questo perché abbiamo riscontrato nel pubblico o nella gente che vede per la prima volta un esercizio di ginnastica aerobica che appassiona ed interessa. Il problema sostanziale è che senza notorietà difficilmente qualcuno investe su qualcosa, ma senza investire é anche vero che la notorietà difficilmente arriva da sola.

Come giudichi il ruolo e il supporto della Federazione e del CONI nella vostra attività?
Penso che la Federazione, ovviamente nei limiti del possibile, cerchi di metterci nelle migliori condizioni possibili per arrivare agli impegni più importanti pronti.
Davide ti ringrazio per il tempo che ci hai concesso, vuoi ricordarci quali sono i vostri prossimi appuntamenti?
Inizieremo a Marzo con una tappa di World Cup in Portogallo per poi concentrarci a pieno sull’obiettivo importante dell’anno che sarà il Campionato Mondiale in casa nostra, a Pesaro! Non vediamo l’ora di sentire il calore che solo il pubblico italiano riesce a dare!
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














