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, 15 Dicembre 2023

Coup de Chance (2023) - Considerazioni Sparse


Woody Allen torna al cinema con Coup de Chance, un film non indimenticabile che riesce però a farsi apprezzare.


In un anno che ha visto il ritorno al cinema di tanti pezzi da 90 di Hollywood (Scorsese, Scott, Anderson, Nolan tra tutti) non poteva mancare il sempiterno Woody Allen con il suo Coup de Chance. La pellicola, per tanti motivi, si pone però in secondo piano rispetto a produzioni ben più impegnate e impegnative come "Killers of the Flowers Moon" o "Oppenheimer": un po' per una certa ripetitività di temi, un po' per lo schema e lo stile narrativo adottati - ormai sempre più stantii - il film non riesce a spiccare all'interno di un mercato più che mai saturo. Ma alcuni precisi punti di forza che la mano sapiente di Allen è riuscito a valorizzare, lo rendono comunque uno spettacolo godibile. Insomma, in un anno dominato da grandi storie e grandi personaggi, l'approccio intimista e borghese di Allen ci regala una piacevole variazione sul tema.


La firma del regista statunitense rimane quella di sempre: il film si muove sui binari dell'ironia, della coincidenza beffarda e casuale, della trama raccontata con semplicità e essenzialità. L'aspetto più piacevole di tutta la pellicola è la leggerezza, quasi Calviniana, con cui Allen riesce a planare su una storia che in alcuni tratti assume i caratteri del vero e proprio thriller. Coup de Chance è un film che non si prende sul serio e a conti fatti è proprio questa leggerezza ad essere il punto di forza più importante dell'opera. Nella sua banalità, riesce a immedesimare lo spettatore nella vita dei protagonisti senza impegno e senza pretese, prestandosi anche a interessanti spunti di riflessione sui temi tipici della cinematografia di Allen come la fortuna e il caso, l'amore e il tradimento.


A proposito di temi, il modo in cui si decide di trattare l'idea del passato che ritorna e del rimpianto è assolutamente degno di nota. A partire dalla primissima scena e per tutto il film, lo spettatore capisce di trovarsi di fronte a personaggi con una storia ben precisa alle spalle e che risultano inevitabilmente nella somma delle loro decisioni e dei loro errori. Il passato dei protagonisti ritorna così costantemente a fare i conti con il loro presente, a volte in modo anche forse troppo grossolano e scontato, però sempre molto evocativo. Il film invita così il pubblico a ricordare la complessità delle figure in scena, lasciando volutamente dubbi e incertezze su chi sono davvero i personaggi e sule loro scelte. Nel complesso, Allen riesce a invogliare lo spettatore, spingendolo a cercare di capire gli scenari futuri della trama partendo da una buona tratteggiatura del carattere di Fanny e del resto del cast.


Una delle ragioni d'essere più importanti di questo film è forse la consacrazione di Lou de Laâge. L'attrice francese ci regala una performance elegante e di livello, distinguendosi soprattutto nel far emergere il tumulto interiore di una donna dell'alta borghesia che ha tutto dalla vita, tranne ciò che vuole veramente. L'attrice trentatreenne è alla sua prima produzione di caratura internazionale e la speranza è che la risonanza mediatica del film di Allen le permetta di farsi notare, finalmente, anche al di fuori dei confini francesi. Bene anche la prestazione di Niels Schneider, che riesce a calarsi discretamente nella parte dell'intellettuale un po' borghese un po' naif. Una prova attoriale che del resto incarna bene lo spirito del film.


La vera protagonista del film, però, è una sola: la città di Parigi in autunno - una delle ambientazioni favorite dell'Allen post Manhattan: melanconica, marcatamente borghese ma allo stesso tempo immancabilmente bohémien. La fotografia e la regia rendono giusto omaggio ad una città che si lega inscindibilmente alla vita e alle vicende amorose e lavorative dei personaggi. Dai parchi alberati ai solai dei palazzi residenziali, la pellicola ci restituisce una Parigi più che mai intima e romantica e ciò non fa che rendere Coup de Chance ancora più piacevole e scorrevole. L'occhio vuole la sua parte e poche pellicole, nell'ultimo periodo, sono riuscite ad essere così visivamente appaganti come quella in questione. Insomma, se in queste settimane pre natalizie vi ritrovaste con un'ora e mezza libera dagli impegni, una fuga senza pretese e preoccupazioni nella Parigi di Allen potrebbe fare al caso vostro.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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