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Chukwueze esulta in Newcastle-Milan
, 14 Dicembre 2023

Newcastle-Milan (1-2) - Considerazioni sparse


Il Milan vince al St. James Park ma non evita l’esclusione dalla Champions. Ad attendere i rossoneri c’è l’Europa League.

Grazie ad una bella prova d’orgoglio, il Milan è riuscito a ribaltare il risultato ed a portare a casa una vittoria prestigiosa dal St. James Park. Una reazione inaspettata da parte degli uomini di Pioli, all’intervallo apparsi vuoti, fiacchi e senza idee. Il piano partita dell’allenatore, evidentemente, era quello di attendere gli avversari e ripartire nel primo tempo e di dare il tutto per tutto nel secondo. Piano evidentemente riuscito poco a causa di una condizione fisica poco brillante e della collocazione tattica di alcuni giocatori. Poi un secondo tempo più convincente da parte dei rossoneri, svegliati da una parata salva risultato di Mike Maignan sull’1-1. I gol di Pulisic e Chukwueze sono il giusto premio ad una squadra che comunque ha avuto il merito di credere alla qualificazione fino al 94’.

Andare fuori dalla più importante competizione europea per gli scontri diretti sfavorevoli fa male. Soprattutto se, andando indietro di qualche settimana, si arriva a ripensare alla partita casalinga contro il Newcastle ed alla trasferta di Dortmund. Due partite ben giocate dal Milan, decisamente troppo impreciso sotto porta, che ai punti avrebbe meritato la vittoria. Non sono bastate le due vittorie prestigiose di stasera e quella casalinga contro il PSG per ottenere il pass per gli ottavi. Tanti rimpianti, tante occasioni perse e qualche partita non all’altezza (PSG e BVB in casa). Il Milan è fuori dalla Champions League avendo tanto da recriminare. Chissà che questa esperienza possa permettere ad un gruppo ancora così giovane di poter fare l’atteso, ultimo step.

Anche il Newcastle chiude l’esperienza del rientro in Europa con dei grandissimi rimpianti. Dopo un tempo e mezzo dominato e dopo aver sfiorato il raddoppio clamorosamente in almeno un paio di occasioni, gli uomini guidati da Howe hanno peccato di inesperienza, facendosi pareggiare da Pulisic e finendo per perdere allo scadere. I Magpies lasciano così tutte le competizioni europee, pur essendo stati qualificati agli ottavi per 60 minuti. Una squadra ricca di talento e di ottime individualità che però sta faticando a trovare continuità, con il settimo posto in Premier a fare da testimone. Tanti rimpianti, quindi, per il Newcastle, costretto a lasciare l’Europa nel peggior modo possibile.

Gli ingressi dalla panchina sono stati finalmente decisivi. Okafor, Jovic e Chukwueze, appena subentrati al posto di Giroud, Pulisic e Musah, hanno architettato il contropiede perfetto in occasione del gol dell’1-2. Alla grande uscita palla al piede, infatti, è seguita un’ottima gestione di Jovic, spavaldo nella conduzione a puntare la porta e lucido nel ridare il pallone proprio allo svizzero, bravissimo a servire Chukwueze sulla corsa per il 2-1. Un ottimo segnale per Pioli e per i tifosi, che, fino ad oggi, raramente avevano visto entrare i subentranti con la voglia di cambiare le partite. Bisognerà ripartire da qui, da una squadra consapevole di avere delle soluzioni alternative rispetto ai soliti noti.

L’Europa League è, storicamente, una competizione poco affine al Milan. Nella sua centenaria storia, infatti, mai i rossoneri sono stati in grado di conquistare l’ex coppa UEFA. Se la Champions League è stata sempre il giardino di casa del Milan, stessa cosa non si può dire per la sorella minore, considerata quasi più un fastidio a Milanello. Il Milan, sulla carta, ha una rosa adeguata per provare ad arrivare fino in fondo alla competizione, pur essendo faticosissima sotto diversi punti di vista. Non ultimo il dover giocare al giovedì prima di un weekend di camopionato. Se non altro, uno stimolo in più. Senza Europa, il Milan avrebbe potuto ritenere praticamente conclusa la propria stagione già a Dicembre. I rossoneri, quindi, hanno il dovere di crederci, l’Europa League potrebbe essere una competizione alla portata.


  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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