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, 12 Dicembre 2023

Simon Banza è al posto giusto


Banza, capocannoniere della Primeira Liga con 13 gol, è il principale pericolo per il Napoli questa sera.

"Sembra essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Così, venerdì pomeriggio, il telecronista portoghese di Sport TV commentava l’ennesimo gol di Simon Banza, mentre il replay mostrava Vitor Carvalho crossare dal vertice sinistro dell'area di rigore e l’attaccante franco-congolese posizionarsi perfettamente alle spalle del centrale di difesa, scattare esattamente nel momento in cui il pallone si stacca dal piede del regista e sbattere in porta violentemente il pallone con una testata. Circa un’ora prima ne aveva fatto un altro, sempre trovandosi al posto giusto, al momento giusto, per ricevere, a mezzo metro dalla linea di porta, il pase de la muerte del terzino destro João Mendes e appoggiare in porta il pallone che gli ha consentito di pareggiare l’intero bottino della stagione precedente. L’8 dicembre.

Questa sera al Napoli basterà non perdere con più di un gol di scarto al Maradona contro il Braga. Gli occhi dei difensori di Mazzarri saranno tutti su di lui e non, come si pensava a inizio stagione, sul ben più quotato Abel Ruiz, pupillo dell’opinione pubblica anche grazie a un passato nella cantera del Barcellona e a un Europeo under 21 chiuso da capocannoniere. D’altronde, del valenciano si sente parlare bene da tempo, mentre di Simon Banza non si parla tuttora, nonostante nei dieci più importanti campionati europei solo sei giocatori abbiano segnato di più - Kane, Pavlidis, Giménez (18), Guirassy (16), Lautaro e Haaland (14), per la cronaca. Forse è proprio questo che, più di tutto, dovrebbe preoccupare l’ambiente partenopeo: il fatto che, fuori dal Portogallo, non lo conosca nessuno. E chi è quindi, questo Simon Banza?

Forse le verdi foreste del parco naturale dell’Oise, interrotte qua e là da impotenti residenze ottocentesche in perfetto stile gotico francese, da verdi distese d’erba e da caratteristiche fattorie che preannunciano la ormai vicina Normandia ai parigini d’adozione che, partiti dalla Gare du Nord, fanno rientro a casa, non sono esattamente il posto giusto dove nascere per chi vuole diventare qualcuno, soprattutto se, invece che nelle vicine Lens, Clermont e Beauvais, il destino sceglie di paracadutarti a Creil, un paesotto di circa 35 mila abitanti.

Tramonto sul fiume Oise, Charles-Francois Daubigny (1845)
Tramonto sul fiume Oise, Charles-Francois Daubigny (1845)

L’unico personaggio più o meno famoso ad esserci nato in circa 1200 anni di storia è Carlo IV di Francia, detto “il Bello” come il padre Filippo ma molto meno famoso. Anzi, l’ultimo dei Capetingi è noto solamente per aver espulso gli ebrei dal Regno di Francia e per essere appunto l’ultimo discendente diretto di Ugo Capeto, dando il là, con la sua morte, alla Guerra dei Cent’anni.

Il 13 agosto, invece, sembra essere il momento dell’anno ideale per nascere se si vuole avere in qualche modo successo. Ironia della sorte, è il giorno di nascita di Luigi XVI, ultimo re di Francia prima della Rivoluzione, che con il luogo di nascita dell’ultimo della dinastia dei Capetingi forma una composizione sicuramente insolita. Il 13 agosto, però, sono nati anche Kobe Bryant, Lil Yachty, Rita Pavone, Demetrio Albertini, Luis Rubiales e Luigi Delneri.

Una veduta del centro storico di Creil.

Tutto questo ambaradan di corsi e ricorsi storici totalmente random era per dire che Simon Banza nasce a Creil, nella Haute France, a circa 50 minuti di treno da Parigi, il 13 agosto 1996 e a tredici anni viene selezionato dal Liévin assieme ai coetanei Benjamin Pavard ed Angelo Fulgini. A 16 entra nel settore giovanile del Lens, una delle più importanti squadre della regione, ma che ai tempi faceva la spola fra Ligue 1 e Ligue 2 ed era ancora lontana dal diventare l’anti-PSG come nella scorsa stagione.

A 19 inizia ad allenarsi con la prima squadra e il 24 novembre 2015 esordisce in un anonimo 1-1 contro il Chamois Niortais. L’allenatore di allora, Antoine Kombouaré (che gli juventini in particolare ricorderanno alla guida del Nantes la scorsa stagione), dichiarò apertamente che la sua convocazione era soprattutto un segnale per gli attaccanti della squadra, affinché ritrovassero motivazione e ricominciassero a segnare. Il 6 maggio, alla penultima di campionato contro il Bourg en-Bresse, segna il suo primo e unico gol in campionato della sua prima esperienza in maglia Sang et Or.

A gennaio della stagione successiva, dopo aver giocato una sola partita, inizia una mini-girandola di prestiti: sei mesi al Béziers, in terza divisione francese, e una stagione al Pétange, in Lussemburgo. I suoi 18 gol nel campionato lussemburghese convincono i Sang et Or a portarlo in pianta stabile in prima squadra, che nel frattempo era stata affidata a Philippe Montanier (forse qualcuno lo ricorderà per aver portato in Champions la Real Sociedad di Griezmann, Vela e Xabi Prieto nel 2013 per poi rifiutare il rinnovo coi baschi e tornare in Francia, prima al Rennes e poi, dopo una parentesi al Nottingham Forrest, al Lens).

La sua seconda esperienza in Haute France non è particolarmente più fortunata della prima, anche a causa della rottura dei legamenti, e si chiude con 76 presenze e 16 gol fra il 2018 e il 2021. Prima di andarsene definitivamente, fa in tempo a veder nascere la squadra che farà un settimo e un secondo posto nelle stagioni successive, con Seko Fofana come capitano. Segna il suo primo gol in Ligue 1 l’8 novembre 2020, contro lo Stade de Reims, l’ultimo il 21 agosto 2021, contro il Monaco. Dieci giorni dopo viene ceduto in prestito al Famalicão.

A Braga per dominare

L’impatto di Banza con il calcio portoghese lascia subito presagire che diventerà un attaccante importante nella Liga Portugal degli anni immediatamente a venire. Il 12 settembre, dopo la sosta nazionali, si presenta con una doppietta all’esordio contro il Moreirense. Chiude la stagione con 14 gol e 3 assist in campionato, entrando in più di un terzo dei gol di una squadra molto muscolosa e ben messa in campo, ma che non brilla per inventiva. Aveva esordito con una doppietta al Moreirense; prima di lasciare Vila Nova de Famalicão, chiude con una doppietta al Braga, all’ultima di campionato.

Per sua fortuna, si deve spostare solo di una ventina di chilometri, nel capoluogo della regione minhota: il 19 luglio 2022 diventa un giocatore proprio del Braga per una cifra tra i 3 e i 5 milioni di euro e sul suo contratto viene posta una clausola rescissoria da 30 milioni. In realtà il Braga non aveva bisogno di una punta - aveva già due attaccanti promettenti in rosa come Abel Ruiz e Vitinha - ma, come spesso fanno le 4 big portoghesi, si muove d’anticipo.

La dirigenza sa che è utopico pensare di trattenere Vitinha a lungo e dà sei mesi di tempo al suo sostituto per ambientarsi in un club dove il livello di gioco richiesto e le pressioni sono molto più alte rispetto a una modesta squadra di provincia il cui obiettivo annuale è sempre una salvezza il più tranquilla possibile. Quando a gennaio Vitinha viene ceduto all’Olympique de Marseille, Banza è già pronto da tempo.

Era partito subito fortissimo, come col Famalicão, con 5 gol e 2 assist nelle prime 4 di campionato, con tanto di doppietta alla sua ex squadra, nel derby alla seconda giornata. Un posto nella coppia d’attacco disegnata da Artur Jorge è sempre suo. Poi, però, si inceppa e nei successivi cinque mesi segna solo nelle coppe nazionali, perdendo il posto da titolare, anche in virtù di un sempre più frequente utilizzo del 4-2-3-1, con i fratelli Horta e Iuri Medeiros a sostegno dell’unica punta. Riprende a segnare il 21 gennaio, poco prima della partenza di Vitinha per la Provenza e chiude la sua prima stagione al Braga con un bottino importante: 14 gol e 10 assist in tutte le competizioni: gli stessi assist del miglior giocatore della squadra, Ricardo Horta, ma tre gol in meno.

Il Braga fa una grande stagione e arriva terzo, davanti allo Sporting, qualificandosi per i preliminari di Champions. Nelle quattro partite contro Backa Topola e Panathinaikos, Banza colleziona solo solo 6 minuti in totale. All’inizio della stagione, tutti gli occhi sono puntati sul solito Ricardo Horta e su Abel Ruiz, che viene da un ottimo europeo under 21 perso in finale contro l’Inghilterra (in cui è capocannoniere, con tre gol, assieme a Sergio Gomez e Georgiy Sudakov), ed è il titolare ai preliminari di Champions, dove segna un gol decisivo al ritorno contro i greci.

Invece a prendersi la scena è proprio Simon Banza, che nelle prime tre giornate di campionato subentra sempre, segnando un gol. Poi, contro il Moreirense, squadra a cui aveva segnato i suoi primi due gol all’esordio in Liga Portugal, nel frattempo retrocessa e risalita, è titolare e, tanto per cambiare, fa gol. Da quella partita in poi, nelle successive 9 di campionato, l’unico a non essere trafitto da Banza è l’ossigenato portiere uruguagio dell’Arouca ultimo in classifica, Ignacio de Arruabarrena. Il 4 novembre, contro il Portimonense, arriva anche la seconda tripletta della sua carriera (la prima l’aveva fatta in Lussemburgo, nel derby contro l’US Esch). Oggi è a quota 13 gol, uno in meno del suo record personale in Portogallo.

Di nazionale non se n’è parlato fino a quest’autunno, nonostante già dai tempi del Lens Banza avesse manifestato la sua disponibilità, pur essendo nato in Francia, di vestire la maglia della nazionale dei propri genitori, dichiarando di avere anche tanti amici che giocavano per la Repubblica Democratica del Congo. L’esordio è arrivato il 13 ottobre in amichevole contro la Nuova Zelanda ed ha giocato da titolare due delle successive tre partite. A gennaio, i Leopardi saranno una delle possibili sorprese della competizione che si giocherà in Costa d’Avorio. Con ogni probabilità Banza sarà il terminale offensivo della squadra (anche se dovrà giocarsi il posto con Bakambu) e cercherà di finalizzare le occasioni create da Bongonda, Diangana e soprattutto Wissa.

Che giocatore è Simon Banza?

Simon Banza è il più classico dei centravanti francesi di origini centrafricane: forte fisicamente, veloce e tecnico, con due lunghe leve che ne rendono le movenze non particolarmente aggraziate, ma efficaci. Non è più, però, solo l’attaccante da profondità (con, tra l’altro, una vena realizzativa ancora poco esplorata) cresciuto a Lens. Con gli anni è diventato un centravanti completo, con un repertorio di giocate molto vasto.

È molto forte nel corpo a corpo, dove ha imparato a usare i suoi muscolosi 189 centimetri per fare a sportellate con i difensori, prendendo falli che regalano ossigeno e metri al resto della squadra, oppure resistendo all’urto dei difensori con nonchalance per poi scaricare o cambiare gioco con pennellate precise. Viene tanto dentro al campo per giocare con i compagni, ma sa anche dare tanta profondità alla manovra di Artur Jorge e ha un’ottima presenza in area di rigore. Ama gli spazi ma è migliorato tanto anche nel gioco nello stretto, grazie ad un buon dribbling e alla capacità di giocare di prima.

Da quando è in Portogallo è diventato decisivo anche in fase di rifinitura, con sponde o galleggiando sulla linea dei difensori per ricevere palla, proteggerla e poi imbucare per gli inserimenti dei trequartisti. Ma soprattutto, segna sempre di più: delle sue 87 reti in carriera, 44 le ha segnate nelle ultime due stagioni e mezzo. In particolare in questa stagione le sue statistiche in campionato sono impressionanti (via FBref). Ha esattamente la media di un gol a partita, ne ha fatti 4 in più rispetto ai suoi xG, uno ogni 27 volte che tocca il pallone.

Il 68% dei suoi tiri sono finiti in rete, alle spalle del portiere avversario. Il Braga ha il miglior attacco del campionato e due gol su tre sono opera sua, direttamente o indirettamente. Ma, come si suol dire in questi casi, ha anche dei difetti: usa poco il sinistro, non ha nel suo repertorio il tiro dalla distanza e non è un rigorista infallibile (9 su 12 dal dischetto).

All’inizio dell’articolo ci chiedevamo come fosse possibile che non si parli di lui nonostante questi numeri. Ecco, una plausibile spiegazione ci sarebbe: ha giocato in tutte le competizioni europee, dalla Conference alla Champions, ma non ha mai segnato. L’augurio che possiamo fare ai napoletani è che la coppia di centrali scelta da Mazzarri riesca a mantenere il silenzio attorno al suo nome anche dopo questa sera.


  • Un altro ragazzo col vizio dell’overthinking e la passione per i mediani intelligenti e i mezzi trequartisti inconcludenti.

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