
Napoli-Braga (2-0) - Considerazioni Sparse
Il Napoli si ritrova, sfata il tabù casalingo e stacca meritatamente il pass per gli ottavi di Champions.
Serata finalmente convincente al Diego Armando Maradona per il Napoli, che sconfigge il Braga 2-0 e supera matematicamente la fase a gironi di Champions League. Sarebbe bastato perdere con un gol di scarto per qualificarsi, ma gli azzurri sfoderano una performance senza sbavature, controllano tutti i 90’ di partita e mettono a referto un 2-0 meritato. Il goffo autogol ospite dopo 9’ spiana di fatto la strada alla squadra di Mazzarri, che a metà del primo tempo raddoppia con Osimhen e nel secondo tempo si limita a tenere costantemente il pallino del gioco e può pensare a ritrovarsi dopo una serie di impegni troppo proibitivi per il difficile momento storico che stava vivendo (Real, Inter e Juventus), che avevano lasciato l’amaro in bocca e la sensazione di essere lontani dal poter competere ai massimi livelli. Una serata serena per voltare pagina e ricostruirsi, ripartendo da un risultato che conferma la costante levatura internazionale oramai assunta dal club di De Laurentiis, anche in una stagione al momento sottotono.
I partenopei arrivavano alla sfida con numeri poco confortanti: tre sconfitte consecutive non si vedevano in città dal lontano 2016, e gli azzurri non avevano mai vinto nelle ultime tre gare casalinghe di Champions. Questa vittoria può avere una triplice valenza in questo senso, per quanto si debba tener presente che l’avversario si è presentato in infradito alla gara: in primis, perché riporta vittoria ed entusiasmo dalle parti di Castelvolturno, in secundis perché spezza il pericoloso tabù del proprio stadio, infine perché permette di centrare uno dei primi obiettivi stagionali, cioè superare il primo girone di Champions. In un inizio anno avaro di soddisfazioni, sono decisamente buone notizie da cui ripartire: la sensazione di esser sulla strada giusta, dall’arrivo di Mazzarri, non era mai mancata, ma questa serata può rappresentare un colpo sull’acceleratore.
Arthur Jorge, tecnico del Braga, aveva detto che i suoi erano concentratissimi per questa sfida: viene da chiedersi come sarebbe andata se non lo fossero stati, perché i portoghesi si sono presentati a Fuorigrotta con un atteggiamento disastroso almeno quanto la loro prestazione tecnica. La difesa è un colabrodo che trova il suo momento di massima epicità nel comico autogol di Serdar Saatci, mentre è francamente imbarazzante vedere Fonte in queste condizioni impresentabili, ed in attacco Banza non sa infastidire mai la retroguardia di casa. Il risultato è la ovvia risultante di tutti questi fattori, e se non è stato più severo è solo in ragione del fatto che il Napoli ha deciso di controllare la partita senza esagerare. I portoghesi dicono addio alla Champions, e per quanto visto stasera ci si chiede come ci fossero arrivati.
C’era stata più di una polemica sul blitz di Osimhen in Marocco per ritirare il Pallone d’Oro africano: il centravanti nigeriano le mette a tacere tutte con una prestazione generosa, old style, condita dalla rete del raddoppio da goleador di razza. Il suo gemello del gol Kvaratshkelia, invece, fa sempre qualcosa di troppo, si intestardisce a voler dribblare tutti, è come provasse le giocate che gli riuscivano con continuità un anno fa, ma senza la serenità e lo spunto atletico che ne permettano la riuscita. Due note positive, in un momento di difficoltà individuale, vengono poi da Meret e Natan: il portiere è provvidenziale con una parata monstre nel primo tempo e mostra una sicurezza ultimamente mai vista, mentre il brasiliano sembra stia imparando il nuovo ruolo da terzino offrendo anche qualche pregevole proiezione offensiva. Recuperare i giocatori sinora più deludenti può effettivamente essere una mossa che farà la differenza in questa seconda parte di stagione, e la fiducia del tecnico di S. Vincenzo in questo senso appare un'arma a favore dell'impresa.
Nessuno aveva trovato in Mazzarri responsabilità per le ultime tre sconfitte: sia perché gli avversari erano decisamente scomodi, ma sia anche perché il Napoli aveva mostrato di essere una squadra viva e unita, punita dagli episodi e da una condizione atletica precaria francamente poco imputabile al tecnico neo-arrivato. Stasera, quando l’avversario era più abbordabile e la classifica permetteva di giocare con una tranquillità diversa, è arrivato anche il risultato, interrompendo il flusso negativo e consolidando quegli aspetti positivi intravisti in questo nuovo corso: l’ultimo successo in Champions di Mazzarri era addirittura l’11 dicembre del 2011, e per quanto sta facendo vedere in questo suo “Atto II”, sicuramente 12 anni di distanza sono stati troppi.
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