
Mondiale per Club: Perugia campione! - Considerazioni sparse
Perugia si conferma sul tetto del mondo con un cammino immacolato.
Perugia è, per la seconda volta consecutiva, il club campione del Mondo nella pallavolo maschile! Nel mondiale per club disputatosi per la prima volta nella storia in India, gli umbri si sono confermati sul gradino più alto del podio battendo in finale i brasiliani del Minas Itambè per 3-0, lo stesso risultato con cui hanno sconfitto prima tutte le altre rivali. Un cammino eccezionale per i ragazzi di Angelo Lorenzetti, che ha avuto il suo culmine quando hanno demolito l’Halkbank Ankara, altra favorita alla vittoria del prestigioso trofeo, senza lasciare che i suoi campioni entrassero mai in partita. La finale di Bangalore non ha avuto storia, basti pensare che sono bastati 71’ ai Block Devils per aver piegare gli avversari sudamericani e certificare una vittoria senza alcun patema: finisce in festa, con il presidente Sirci che mette personalmente al collo la meritatissima medaglia a ciascuno dei suoi e Semeniuk premiato MVP in ragione del suo incredibile 86% realizzativo.
Esser sul tetto del mondo è un motto del vulcanico presidente Gino Sirci, personaggio decisamente distante dal concetto di low profile, che è riuscito a mettere in piedi negli anni una vera e propria corazzata seguendo la sua folle idea di fare di Perugia l’epicentro del volley mondiale. Negli anni ha raggruppato sponsor e campioni in serie, suscitando anche per il suo fare folkloristico invidie ed ire degli avversari storici, ma di fatto raccogliendo i frutti di questi sforzi: questo trofeo è l’undicesimo della sua gestione, ma soprattutto è il secondo a livello iridato mondiale in 12 mesi, arrivato dopo la cocente delusione del mancato scudetto della scorsa stagione. Perugia Regna, ama dire Sirci, ed il campo non lo ha smentito.
Nessuno potrà dire che Perugia ha vinto perché ha Wilfredo Leon. Il cubano, naturalizzato polacco, considerato a parere pressoché unanime il miglior giocatore del mondo, ed anche il più pagato a livello mondiale, era fuori a causa di un infortunio. E qui sta probabilmente il punto: Perugia non ha vinto schierando delle figurine, stavolta, ma muovendosi come squadra, riuscendo ad integrare le caratteristiche dei suoi giocatori. Potremmo parlare dei singoli citando lo splendido lavoro in regìa di Simone Giannelli, o l’apporto superlativo di Semeniuk (una bella rivincita dopo le polemiche e le critiche che lo avevano accompagnato a fine della scorsa stagione), oppure la battuta di Plotnisky senza dimenticare l’affidabilità di atleti esperti come Solè e Colaci. Potremmo, ma la verità è che questa continuità di risultati in una manifestazione tanto importante arriva solo se la squadra si muove come un’orchestra, ed è bello che in uno sport di squadra tale concetto emerga con questa vividezza.
A dirigere l’orchestra c’era un maestro eccellente: Angelo Lorenzetti, che mette in bacheca il suo secondo mondiale per club dopo quello vinto nel 2018, ed in generale arricchisce un palmarès già stellare, che vanta 14 trofei tra Italia, Europa e mondo. Lorenzetti aveva vinto già in 3 altre città, ma è al suo primo anno a Perugia, ed ha raccolto una squadra che era sì campione del mondo in carica, ma a livello nazionale aveva fallito clamorosamente tutti gli obiettivi, dallo scudetto alla Coppa Italia. Quella del tecnico fanese è stata una scelta fortemente discontinua da parte di Sirci rispetto alle precedenti, che vedevano il presidente umbro puntare su ex campioni del volley giocato o nomi stranieri altisonanti, talvolta fallendo obiettivi alla portata: Lorenzetti è un “maestro di pallavolo”, che costruisce le sue squadre come un demiurgo, spesso anteponendo la squadra alla qualità del singolo atleta, come peraltro ha dimostrato proprio questa manifestazione. Al di là della vittoria, si è vista una Perugia diversa, ma anche l’anno scorso gli umbri caddero dopo la conquista del Mondiale per Club: per questo, conoscendo Lorenzetti, si starà già concentrando sui prossimi quarti di coppa Italia.
Su 18 edizioni del mondiale per club maschile, sono ben 12 le affermazioni di club italiani: per quanto la qualificazione a questo torneo sia decisamente discutibile nei criteri e nelle modalità (inviti, wild card, qualificazioni dirette), è un dato che, di fatto, certifica che il volley maschile, a livello mondiale, parla ancora la nostra lingua. Un successo che arriva insieme al grande amore che si sta riversando sulla nazionale azzurra, figlio dei continui successi, ed è solo la punta dell’iceberg di un movimento in salute ed in crescita, che ha visto scavalcare ormai di netto il basket diventando il secondo sport nazionale per praticanti e spettatori, ed anche a livello giovanile continua a mietere successi. Un popolo di santi, poeti, navigatori e pallavolisti, insomma.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














