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Frosinone Torino
10 Dicembre 2023

Frosinone-Torino (0-0) - Considerazioni Sparse


Frosinone e Torino provano a farsi male ma non ci riescono: un punto che fa bene alle loro classifiche.

Lunch match a reti bianche per Frosinone e Torino: se solitamente però si associa lo 0-0 al “non farsi male”, non c’è niente di più distante da questi 90’, dove le due squadre si sono sfidate in un botta e risposta di occasioni e duelli rusticani in mezzo al campo, conditi da giocate tecnicamente pregevoli. Tutte e due ci sono andate vicino, ma nessuna delle due ha centrato la rete: un punto a testa, che non esalterà nessuno ma confermerà il buon cammino di entrambe. I granata continuano a stare a ruota del gruppone con speranze europee, i ciociari sono appena un punto sotto di loro, ed anche evitando sogni di gloria possiamo dire che stiano facendo un campionato oltre ogni rosea aspettativa

Il Torino ne aveva appena rifilati tre all’Atalanta: stavolta gli uomini di Juric non riescono a trovare la via del gol, con le polveri del trio Vlasic-Zapata-Sanabria volenterose ma bagnate. Da questa partita emerge una realtà dura ma evidente: il 3-4-1-2 ha bisogno di un centrocampo muscolare, e l’assenza di Linetty si è fatta sentire non poco. Ricci, perno della scorsa stagione e tornato titolare un lungo stop, oggi in quella posizione è stato semplicemente disastroso, tanto che la squadra è migliorata notevolmente con la sua uscita e il conseguente spostamento di Tameze a centrocampo. Per contro, Ilic mostra ancora una volta di essere il regista perfetto per questo assetto dei granata (e solo il palo gli ha impedito un eurogol), il che non faciliterà il compito dell’ex Empoli, che da leader rischia di diventare, dopo un’estate al centro del mercato, quasi un problema. Conferme infine dalla difesa, con Buongiorno e Rodriguez sicuri e Djidji finalmente recuperato.

Il Frosinone si conferma una bella realtà di questo campionato: ma se gli uomini di Di Francesco sinora avevano impressionato per la manovra in fase offensiva, questa volta riescono a mantenere la porta inviolata dopo 11 turni in cui avevano dovuto raccoglier il pallone nella propria rete. Sicuramente il merito di questo clean sheet è in compartecipazione con qualche regalo degli offensivi granata, ma è un buon segnale di compattezza. In attacco, Soulé continua ad incantare e mostra un’intesa tecnica interessante con Kaio Jorge, autore di un paio di giocate da stropicciarsi gli occhi: i ciociari oggi mettono un altro piccolo carico di fieno in cascina, ma con il rientro degli assenti (Barrenechea su tutti) potrebbero continuare a sorprendere, riducendo le distanze dalla quota salvezza.

Juric e Di Francesco sono due tecnici profondamente diversi, ma con idee chiarissime: le loro squadre sono messe in campo molto bene, e questa forte identità non può che essere merito del loro lavoro. Se, riducendo a colpi di accetta, la loro diversità in campo sta in principi tattici differenti (più gegenpressing il granata, più “manovra corale e fitta rete di passaggi” il frusinate), anche la loro carriera sta vivendo momenti agli antipodi: DiFra è sulla strada della rivalutazione grazie a questa scelta estiva coraggiosa che lo ha portato sulla panchina del Frosinone dopo esperienze sfortunate, mentre Juric sembra aver terminato la sua fase ascendente ed essersi stabilizzato, un po' come il suo Torino, in una no-fly zone figlia dei suoi pregi e nei suoi limiti. Oggi abbiamo visto una signora partita, e ci vien da dire che esiste molto di peggio di quanto proposto da questi due tecnici: il loro spirito identitario sia però un propulsore di decollo, e non un’ancora che li tiene fermi.

Permettetemi, infine, una nota sullo stadio, avendo assistito live al match: il Benito Stirpe è un vero e proprio gioiellino a cui tutto il paese calcistico dovrebbe ispirarsi in termini di impiantistica, con attenzioni allo spettatore sopra la media, una viabilità ben organizzata intorno, dei servizi al tifoso impeccabili. La discussione sugli impianti, sul loro futuro e sul loro presente è giustamente calda, e questa struttura può essere un buon esempio: uno stadio deve essere prima di tutto fruibile ed in linea con i tempi, senza che lo spirito romantico ci porti a vedere partite in cattedrali decadenti, insicure, sgangherate, magari concesse in deroga, con il traffico bloccato attorno e lo spettatore vittima di tutte questi elementi. Il Frosinone ha fatto una scelta di sostenibilità che molti dovrebbero fare, ed io, da spettatore, ne sono rimasto felicemente colpito: ed onestamente, questa considerazione mi pare la più importante, perché una partita di calcio non può essere solo il pallone che rotola, soprattutto in questo momento storico.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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