
Inter-Udinese (4-0) - Considerazioni Sparse
Tutto troppo facile per l'Inter contro un'Udinese che si arrende senza neanche l'onore delle armi.
A San Siro va in scena una delle partite più a senso unico degli ultimi mesi. L'Inter risponde alla vittoria della Juventus con una prestazione maiuscola contro un'Udinese che si scioglie come neve al sole dopo aver subito il primo gol di Calhanoglu. La sfida dura così solo una mezz'oretta mentre per i successivi 60' Inzaghi gestisce, sperimenta, fa turnover e permette agli elementi meno presenti della sua rosa di acquisire un'importante iniezione di fiducia. Dal punto di vista agonistico, del secondo tempo rimarrà solo la carica con cui Lautaro Martinez cerca, si crea e finalizza il gol del 4-0 finale, simbolo di una squadra che ha fame e voglia di portare l'asticella sempre più in alto. L'Udinese, invece, mostra un'involuzione preoccupante e pericolosa.
Simone Inzaghi sceglie di schierare i titolarissimi e di evitare la pretattica in vista della decisiva sfida di martedì contro la Real Sociedad e la scelta paga, a differenza di quanto accaduto, in contesti simili, contro Bologna e Sassuolo. Il centrocampo gira a meraviglia, Lautaro e Thuram mostrano un'intesa che raggiunge vette sempre più elevate mentre la difesa prova ad uscire dall'emergenza infortuni. La scelta dell'allenatore funziona perché l'Inter parte subito fortissima con l'intenzione di chiudere la pratica il prima possibile e ci riesce facilitata da un rigore incerto ma comunque corretto. Il gol di Calhanoglu rappresenta la svolta della partita, che s'immette sui binari previsti dai nerazzurri: l'Udinese si scopre, l'Inter la punisce e chiude l'incontro. Così il secondo tempo vede i padroni di casa mettere in pratica il turnover atteso e sperato, soprattutto allo scopo di gestire il rientro di Bastoni e l'energie sulle fasce.
In una sfida che dura fin troppo poco, gli spunti più interessanti vengono dalle prestazioni di Bastoni e Bisseck. La mancanza del nazionale italiano si avverte soprattutto quando lo si vede tornare in campo dopo una lunga assenza: Bastoni torna a ricoprire quel ruolo da regista aggiunto, incursore e tornante che è utilissimo per scardinare la difesa bianconera nel primo tempo. Bisseck invece gioca un'ottima partita, mostrando quella personalità che Inzaghi chiede ai suoi braccetti, soprattutto in gare più chiuse. In particolare, impressiona la sua costante proiezione offensiva che lo porta a scambiarsi spesso con Darmian e a cercare cross e triangolazioni. La sua affermazione è musica per le orecchie di un Inzaghi sempre alle prese con l'emergenza infortuni del reparto difensivo.
Che la partita sarebbe stata difficile, l'Udinese lo sapeva fin troppo bene, ma ci si aspettava decisamente qualcosa di più da una squadra che dal ritorno di Cioffi è riuscita a fare risultato contro Milan e Atalanta. L'Udinese dura appena 20', il tempo necessario per permette all'Inter di salire definitivamente in cattedra. I friulani riescono per qualche minuto a sfruttare gli spazi lasciati aperti sulla sinistra dall'esuberanza degli avversari e arriva a costruire due palle gol molto interessanti. Poi, dopo il primo gol, la squadra si sfilaccia e non riesce ad opporre la minima resistenza, subendo un passivo per certi versi anche restrittivo. L'Udinese per tutto il secondo tempo è infatti una squadra passiva, statica, completamente in balia delle velleità nerazzurre. A colpire è in particolare la povertà tecnica e decisionale del centrocampo, che si concretizza in una lunga serie di scelte sbagliare e passaggi fuori misura. Solo Ebosele cerca, con tutti i suoi limiti, di suonare la carica con qualche percussione sulla destra però mai veramente pericolosa.
I tifosi dell'Inter avevano preparato per Lazar Samardzic un'accoglienza dura e impietosa, seconda forse solo a quella che avevano riservato un mese fa per il ritorno di Romelu Lukaku. Ma il serbo non da particolare motivo ai nerazzurri di scaldare le corde vocali. Lui è il grande assente della serata: al di là di qualche spunto interessante nel primo quarto d'ora, Samardzic non riesce mai a fare la differenza e annaspa sopraffatto dall'onnipresente centrocampo interista. La sostituzione dopo appena un'ora è la conferma di un'occasione persa per il giovane talento, l'occasione per mostrare carattere e personalità contro la squadra a cui si era prima promesso e poi rifiutato. La salvezza dell'Udinese passerà dalla capacità di Cioffi di valorizzare un talento che rischia di rimanere oscurato dalle difficoltà di una squadra sterile e in difficoltà.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














