Dennis Man del Parma esulta dopo aver segnato contro il Como
, 6 Dicembre 2023

Dennis Man, scusate il ritardo


Che sia giunto l'anno della svolta per l'esterno rumeno in forza al Parma?

3 giugno 2023. Semifinale di ritorno dei playoff di Serie B, Parma-Cagliari. I sardi difendono, forti del 3-2 dell'andata all'Unipol Domus 3-2 e la rimonta dal doppio svantaggio grazie a Zito Luvumbo. Il bunker eretto da Claudio Ranieri al Tardini regge. C'è bisogno di una giocata individuale per scardinarlo ma, in una giornata non ispiratissima per gli uomini di Pecchia, il guizzo non arriva. Né dal Mudo Vazquez, né da Benedyczak, né da Dennis Man. L'esterno rumeno viene sostituito dopo 66' grigi, specchio di una stagione con poche luci e molte ombre nonostante le occasioni concessegli da Pecchia.

Zavorrato dai 15 milioni spesi dai ducali per il suo cartellino, che ne fanno il giocatore rumeno più costoso della storia, che stampa e tifosi non mancano mai di ricordargli. 6 mesi dopo, trascorsa la pausa estiva, è cambiato tutto: il talento di Man è finalmente sbocciato, il ragazzo ha imparato ad incanalarlo nella maniera corretta e con la continuità che gli era sempre mancata. Ora è il trascinatore di un Parma che sogna la promozione diretta in Serie A.

Classe 1998, Man sbarca a Parma al termine del mercato invernale del 2021, investimento tanto per il presente quanto per il futuro. Il 22enne ha a curriculum quasi 50 reti con la maglia dell'FCSB (per noi ancora Steaua Bucarest) di cui 4 nei preliminari di Europa League, una coppa nazionale e il titolo di miglior giocatore rumeno dell'anno solare 2020, superando la non eccelsa concorrenza di Ciprian Deac, Nicolae Stanciu e del figlio d'arte Ianis Hagi. Nonostante l'età, sono già molti i tatuaggi sul suo corpo: Gesù e la Vergine Maria sul braccio sinistro, le scritte Sacrifice e familia para siempre su fianco e petto, le ali di un'aquila sul collo, ma il più particolare è senz'altro il volto di suo fratello Alberto sul braccio destro, che a sua volta si è tatuato Dennis mentre esulta dopo aver segnato un gol.

Col progredire della carriera è aumentato non solo il numero ma anche il volume dei singoli tatuaggi. Chissà se vincesse il Pallone d'Oro.

Al suo arrivo in Emilia, dove trova il connazionale Mihaila, sulla panchina siede Roberto D'Aversa, appena richiamato dal presidente Krause dopo la frattura estiva che aveva portato alla sostituzione con Fabio Liverani, esonerato alla 16a di campionato. Inizialmente sfruttato come cambio di Juraj Kucka (esterno d'attacco del 3-4-3, ebbene sì), Dennis Man gioca da titolare per la prima volta contro l'Inter al Tardini il 4 marzo 2021, a completare un improbabile tridente formato dallo stesso Kucka e da Yann Karamoh.

La seconda uscita va decisamente meglio: contro la Roma, finalmente da ala destra pura, fa girare la testa a Kumbulla, col piede debole serve una palla morbida per il gol che apre la gara (poi chiusa da Graziano Pellè) di Mihaila. Due settimane dopo arriva anche il primo gol in A, un potente sinistro al volo da dentro l'area all'88' contro il Benevento che evita ai crociati la sconfitta; Man diventa titolare fisso, andando in gol anche col Cagliari, ma deve dire addio in anticipo alla Serie A, a causa di un infortunio alla coscia a inizio maggio.

L'impatto sul massimo campionato italiano è buono, anche se non fragoroso come in patria si potevano attendere, smaniosi di celebrare l'esplosione di un ragazzo che a 20 anni è già una presenza fissa in nazionale e, dal 2020 in avanti, sarà un punto fermo nell'11 titolare del CT Mirel Radoi. Man ha tutte le carte per divorarsi la Serie B ma, nel marasma del Parma post-retrocessione, con oltre 40 calciatori a libro paga e il non troppo convinto avvicendamento tra Enzo Maresca e l'immarcescibile Beppe Iachini, si perde.

Le due reti contro Frosinone e Pordenone nelle prime tre partite lasciano ben sperare, poi è il Covid a bloccare l'esterno rumeno, che al rientro ritrova un Parma passato al 3-4-2-1. Uno solo tra lui e Adrian Benedyczak, non c'è spazio per entrambi. L'avvento di Iachini lo riporta lentamente tra i titolari, ma non nel ruolo abituale: Man, con le ampie falcate e la freschezza atletica, è il perfetto quinto di centrocampo di sinistra del 3-5-2 che caratterizza la stagione del Parma, chiusa con un anonimo 12° posto, da fine febbraio in avanti. La terza e ultima rete stagionale di Man è datata 12 febbraio 2022, partita in cui è stato impiegato da trequartista dietro a Simy e al diciottenne Ange-Yoan Bonny.

L'arrivo di Fabio Pecchia sulla panchina dei ducali riporta Man sulle zolle che più gli competono: titolare a destra nella linea dei trequartisti del 4-2-3-1, nell'arco della stagione il tecnico lo impiegherà anche sulla sinistra, senza più relegarlo a compiti difensivi e diagonali profonde che nell'annata precedente ne avevano condizionato il rendimento in fase di conclusione e rifinitura. Anche stavolta Man parte più che bene, con uno strepitoso assolo alla Robben nella gara inaugurale contro il Bari. Pian piano si sgonfia, finisce in panchina e di colpo torna decisivo con due reti da subentrato contro Ascoli e Frosinone: mister, il posto da titolare lo merito.

La stagione andrà avanti così, tra colpi da campione - lo slalom speciale con sinistro all'incrocio contro il Cagliari - e periodi di stasi più o meno lunghi, in cui compagni e tifosi aspettano invano che una stilla del suo talento cada sul terreno di gioco per illuminarlo. I gol stagionali raddoppiano - da 3 a 6 - ma l'intermittenza, unita alla scena muta nei playoff, portano anche i sostenitori più ottimisti a porsi qualche interrogativo.

77' di Parma-Cagliari. Dennis Man è entrato da 5' ma ha deciso che vuole vincere la partita: il primo avversario viene spinto di slancio, il secondo cade ai suoi piedi, l'interno sinistro è secco e s'incunea con facilità sotto l'incrocio dei pali.

Il gusto di Dennis Man per le partenze a razzo risorge anche all'inizio di questa stagione, con un gol di tacco al Bari nel perentorio 3-0 del San Nicola in Coppa Italia e un assist alla prima di campionato contro la neopromossa Feralpisalò. Un piccolo problema fisico lo costringe a fermarsi, ma non basterà a stroncare sul nascere quella che, ad oggi, sembra davvero la stagione della sua consacrazione. Man torna dall'infortunio e, alla quarta di campionato, le indolenze del passato sembrano sparite di colpo: segna a Catanzaro il gol che apre il match, a ottobre con 4 reti in 4 partite vince il premio di calciatore del mese assegnato dall'AIC, anche da subentrante pare ancor più incisivo che in passato.

I 34' disputati in Coppa Italia contro il Lecce lo dimostrano: il numero 98 gialloblu con una derapata in fascia delle sue causa l'autorete di Pongracic e realizza il rigore del definitivo 2-4 che qualifica il Parma. Meno in evidenza con la nazionale, anche a causa di un paio di infortuni occorsi proprio in occasione delle soste, Man potrà comunque essere tra i protagonisti dell'Europeo della prossima estate: la Romania ha vinto il gruppo I di qualificazione, a giugno se la vedrà con Slovacchia, Belgio e una delle vincenti dei playoff.

Cos'è cambiato nel gioco di Dennis Man? Si tratta davvero di un exploit (in)atteso o c'è altro? Pur essendo dotato di una capacità di stop e di conduzione sopra la media, Man non è un dribblatore fantasioso. Preferisce puntare tutto sulla capacità di bruciare l'avversario nei primi 3 metri, oppure nella potenza delle gambe quando ha campo da attaccare, ma sempre con la finalità di rientrare sul sinistro per tentare la conclusione sul secondo palo, fondamentale in cui ricorda la primissima versione di Domenico Berardi.

L'esperienza da tornante del centrocampo a 5 gli ha lasciato la tendenza a cercare palla nelle zone più profonde del campo quando l'azione tende a ristagnare, variabile importante in una squadra che chiede poca partecipazione al gioco alle sue punte (Man è il primo per passaggi effettuati a partita, 18, contro i 9,4 del dirimpettaio Benedyczak). Pur avendo realizzato praticamente tutti i suoi gol in Italia col piede sinistro, l'imprevedibilità di Man sta nella capacità di portare palla anche sul piede debole, utilizzato per andare al cross o per un'ulteriore sterzata volta a liberare spazio per il tiro col mancino.

Rispetto alle scorse stagioni sono aumentati sia i tiri complessivi che, soprattutto, quelli in porta (da 0,4 a 1,2 a partita). Il coinvolgimento nell'azione è rimasto costante se si esclude il periodo in cui è stato impiegato da esterno a cinque, mentre il rapporto tra dribbling tentati è completati è complessivamente migliorato, passando dal 53% al 59% di riuscita.

Lo scatto di Man può essere dovuto a una questione mentale, che riguarda la consapevolezza dei propri mezzi e al contesto in cui è inserito, che sembra finalmente funzionare e supportarne il talento. Se il Parma è in testa alla Serie B lo deve anche ai gol dell'esterno rumeno, ma è anche vero che questa versione dei ducali è quella che, negli ultimi 3 anni, crea più chiare occasioni da gol e situazioni offensive che il nazionale dei Tricolorii può sfruttare per rimpinguare il suo bottino: il precedente record di 6 gol in una stagione è stato eguagliato a inizio novembre.

Dennis Man non è cambiato, ma è semplicemente nella miglior versione di sempre, che inizia ad avvicinarsi a ciò che in patria immaginavano per il suo futuro, affibbiandogli la scomoda etichetta di predestinato.

Non è mai stato il carattere a fare difetto, capace di lanciarsi in tunnel su Zlatan Ibrahimovic in un Parma-Milan del primo anno in A.

Dennis Man ci ha già traditi diverse volte, e magari in primavera saremo a parlare di quanto ci sembrava forte in autunno. Vogliamo provare a fidarci di lui e dell'upgrade che l'ha reso un giocatore fuori scala per la Serie B, degno di misurarsi coi migliori palcoscenici d'Italia invece di continuare a fare a fette retroguardie che sembrano non possedere gli strumenti necessari ad arginarne le discese. Lo aspettiamo al varco, dubbiosi, ma soprattutto molto curiosi di scoprire se saprà far esplodere il proprio talento anche ai massimi livelli. Sky's the limit.

  • Alex Campanelli, made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Ha scritto il libro “Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora”.

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