Duvan Zapata e Sanabria durante Torino-Atalanta 3-0
, 4 Dicembre 2023

Torino-Atalanta (3-0) - Considerazioni sparse


È la notte di Duvan Zapata: il Torino si riprende, l'Atalanta crolla stremata.

Il Monday Night è un ring in cui si saltano addosso le squadre più simili ed identitarie del campionato: sul prato dell’Olimpico Grande Torino non è gara per palati fini e ritmi compassati, perché Torino ed Atalanta sono note per un atteggiamento rock totalmente affine ai dettami dei loro tecnici, allievo e maestro di una dottrina fatta di intensità e dinamismo. Per fare questo gioco però serve la condizione migliore, e l'Atalanta di questa sera sembra stremata dalle fatiche del mercoledì, tanto da lasciare il dominio ad un Torino che mette in mostra una delle migliori performances stagionali: 3-0 per la Juric Band con doppietta dell'ex per Zapata e centro su rigore per Sanabria, a certificare che la nuova coppia funziona e prendersi tre punti meritatissimi;

Il Torino non arrivava in un buon momento: 8 punti in 8 partite, media deludente e la sensazione diffusa di un salto di qualità che non arriva mai. Stasera però si vede in campo un atteggiamento decisamente diverso da quello dell'ultimo periodo, più simile a quella versione che nelle ultime due stagioni aveva ben figurato, con l'aggiunta della qualità che alcune pedine possono offrire: Vlasic sta tornando in forma e si vede da quanto ricomincia a far la differenza sulla trequarti, mentre Buongiorno, nella serata in cui si scontra con il fantasma estivo di ciò che poteva essere, è semplicemente monumentale in difesa e propizia addirittura il rigore. Meno visibili, ma ugualmente importanti i gregari Tameze e Linetty: se il primo è una nota lieta stagionale, il secondo sta acquisendo centralità nel nuovo progetto di 3-5-2. Difficile trovare un'insufficienza tra i granata stasera: ora la sfida sarà ripetersi;

Al centro dell’attacco dell’Atalanta, dove sino a qualche mese fa c’era Duvan Zapata, mancava pure Scamacca, assente dell’ultimo minuto: Gasperini sceglie quindi Miranchuk, ex che però, a differenza di Duvan, non si è fatto rimpiangere. In attacco non incide neanche un De Ketelaere in versione ectoplasmica, e gli ingressi di Pasalic e Muriel non cambiano l'inerzia della gara. Altri problemi stanno sugli esterni, dove Bakker sembra un pesce fuor d'acqua e Hateboer fa rimpiangere l'acciaccato Zappacosta, ma, in generale, la squadra sembra fiacca e spompata dalle fatiche di Coppa, arriva sempre seconda sulle seconde palle, il che per il gioco atalantino è decisamente traumatico ed indicativo, e in difesa paga due errori gravissimi di uno Scalvini in serata storta. La Dea vista stasera è irriconoscibile, e sembra non disporre di una rosa e una condizione adeguate per una doppia gara settimanale: solo un'impressione?

Doveva esser lo Zapata day, ed il buon Duvan non si è fatto pregare: l’attaccante colombiano dal lungo passato bergamasco ha siglato, ovviamente senza esultare, il più classico dei gol dell’ex, che ha aperto la partita, e si è ripetuto poi nel recupero chiudendo il match con un gol stratosferico. Il rendimento di Duvan in questa stagione non era stato sinora mai determinante, tanto che prima di stasera aveva gonfiato la rete una sola volta: contro la sua ex squadra però fa due centri da bomber di razza, in una serata importante, proprio quello che forse ci voleva per cambiare marcia. L’intesa con Sanabria e Vlasic si sta affinando, e per caratteristiche e qualità potrebbe esser proprio il miglior Zapata a cambiare la pelle, e la stagione, di questo Torino;

Torino-Atalanta è Juric-Gasperini, nella sempiterna e affascinante lotta allievo contro maestro: per il croato, Gasp è l’uomo calcisticamente più influente della carriera, per il tecnico della Dea invece Juric è “un osso duro”, perno della sua idea di calcio. Entrambi in questa stagione non sembrano nella loro versione prime, entrambi altalenanti nelle performances delle loro squadre,  bloccate nell’attesa di un salto di qualità che tarda ad arrivare, nei meandri di prestazioni solide e illusorie ma anche di sconfitte anonime ed inaspettate. Sarebbe impossibile negare la bontà del lavoro di Juric e Gasp, ma oggi sembrano diventati vittime dei limiti del loro calcio: una sinfonia piena di ritmo, che però per esser suonata ha bisogno che tutti gli strumenti ed i suonatori siano perfettamente ad essa confacenti, cosa che, per questioni tecniche e caratteriali, non sempre accade. Stasera è successo alla Dea, la settimana scorsa al Torino. Le loro squadre avevano promesso qualcosa che stenta a compiersi: quel salto di qualità arriverà se e solo se saranno loro i primi a compierlo, uscendo dal loro integralismo.


  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

Ti potrebbe interessare

Dallo stesso autore

Associati

Banner associazioni

Newsletter

Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu