Le patatine fritte, classico cibo da stadio
, 1 Dicembre 2023

Il meglio e il peggio del cibo da stadio


Scopriamo cosa mangiano nel resto del mondo grazie a Footy Scran.

Lo stadio è una vera e propria miniera d'oro per i sociologi. Comportamenti che fuori dagli spalti sarebbero considerati inaccettabili o strani sono del tutto normali, norme sociali che valgono all'esterno dell'arena non sono più valide e viceversa, resistono con viva forza allo scorrere del tempo riti e liturgie. Non sfugge a codici e regole non scritte ovviamente anche una delle componenti fondamentali delle nostre vite e il delle nostre culture: il cibo. Che voi siate al Renzo Barbera o al Druso di Bolzano, c'è un campionario più o meno definito di pietanze che finiscono sotto il cappello di "cibo da stadio": pop corn, patatine, noccioline, panini vari, hot dog, forse qualche specialità locale come strappo alla regola.

Ma nel resto del mondo? Cosa mangiano i tifosi dei campioni del Giappone, i fan di una squadra di metà classifica guatemalteca o gli accaniti sostenitori di un team di non-league britannica? Per trovare una risposta alle nostre domande ci viene in soccorso l'account X @FootyScran. Il profilo raccoglie le foto del cibo da stadio di tutto il mondo e le propone ai suoi quasi 600.000 follower, scatenando a seconda della pietanza reazioni entusiaste, incuriosite o disgustate. Abbiamo scelto di fare un giro del mondo attraverso i post di Footy Scran, scoprendo così finalmente cosa cucinano sotto gli spalti nel resto del pianeta e sperando di trovare qualcosa da importare al più presto negli stadi italiani.

Pollo e una birra a Seoul

Quanto ha un bell'aspetto: 9/10
Quanto volentieri lo mangerei: 9/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 7/10

Tutto così perfetto, quasi da sembrare artificiale. Squadra salva senza patemi, finendo esattamente a metà classifica. Stadio grande, piuttosto moderno e anche parecchio bello. Un'invitante vaschetta nera con due tipi diversi di pollo e pure una birra personalizzata con i colori sociali. Questo è quello che vivono i tifosi del FC Seoul, squadra della capitale sudcoreana - prima tappa del nostro tour culinario - che milita nella K-League, massima serie del paese. Il pollo è uno degli alimenti alla base della cucina sudcoreana e anche il cibo da stadio del paese ne è influenzato a quanto pare. Al Seoul World Cup Stadium, infatti, con l'equivalente di 8,70 $ si può acquistare una vaschetta di pollo, oltre ad una lattina di Seoul 1983, la birra ufficiale del club, rigorosamente ammantata di rossonero.

Non ci è dato sapere come siano conditi i due diversi tipi di pollo, ma sembrano entrambi particolarmente invitanti. Al netto della confezione di plastica, potrebbe essere benissimo un piatto servito in un qualche ristorante coreano di una grande città europea, accompagnato dalle raccomandazioni del cameriere sulla piccantezza della pietanza. Con quell'abbondante salsa ad avvolgerlo, il pollo potrebbe non essere il più facile dei cibi da mangiare in gradinata, ma la vaschetta sembra solida a sufficienza da non piegarsi sotto le forchettate dei tifosi coreani. L'unica riserva potrebbe arrivare dalla sete certa che causa un piatto del genere, ma qua ci viene in soccorso la nostra lager sponsorizzata Seoul FC. Decisamente promosso. [EDIT: fonti che hanno realmente assaggiato il pollo sudcoreano assicurano che le nostre aspettative sono in fin dei conti mal riposte, ma chi siamo noi per smettere di sognare?]

Zsíros kenyér a Budapest

Quanto ha un bell'aspetto: 4/10
Quanto volentieri lo mangerei: 8/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 6/10

La foto viene dalla Groupama Arena, casa del Ferencváros, ma potrebbe venire da uno qualsiasi di tutti gli altri stadi dell'Ungheria. A giudicare dal numero di volte in cui questa fetta di pane fa la sua comparsa nei tweet di Footy Scran siamo in presenza di una delle massime espressioni del cibo da stadio. La fetta di pane, ad essere precisi, si chiama zsíros kenyér - traducibile come "pane grasso" o "pane unto" - ed è spalmata di lardo, su cui è adagiata della cipolla rossa. Da una breve ricerca su internet si intuisce che la pietanza dovrebbe essere completata da una spolverata di paprika, che alla Groupama Arena sembrerebbero proprio aver esaurito.

C'è da dire che le foto dello zsíros kenyér che si trovano in giro per il web sono molto più invitanti di questa. Di gran lunga. Su questo concordano anche i follower di @FootyScran, che sono tutt'altro che benevoli nel giudicare la specialità ungherese. Nonostante questo, sarei molto curioso di assaggiare lo zsíros kenyér, magari circondato da tifosi vestiti di biancoverde, tra un gol di Pešić e una giocata di Gojak. Non credo molto però nella praticità di questa pietanza da stadio. Quelle cipolle sembrano particolarmente instabili e in generale è uno snack veramente unto, anche se il fatto di avere il pane come base lo rende abbastanza maneggevole. Le macchie di lardo credo si abbinino piuttosto male alla sciarpa del Ferencváros.

Chicken tikka dirty fries a Bolton

Quanto ha un bell'aspetto: 8/10
Quanto volentieri lo mangerei: 8/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 5/10

La storia coloniale inglese ha fatto sì che la conseguente massiccia immigrazione proveniente da paesi come l'India facesse penetrare un po' ovunque in Gran Bretagna elementi della cucina orientale, che ha assunto - soprattutto nell'ambito dello street food - una rilevanza molto maggiore che in altre parti d'Europa. Tutto questo per dire che allo stadio di Bolton, che per chi non lo sapesse è un sobborgo di Manchester, si trovano le patatine fritte con il pollo tikka sopra. Quest'ultimo è un piatto tipico indiano e pakistano, composto da pollo marinato accompagnato da una salsa speziata, che nella sua variante masala è stato anche definito "il vero piatto nazionale del Regno Unito".

Messa a tacere l'insistente voce nella mia testa che mi faceva interrogare su quale fosse il limite dopo cui le "patatine con il pollo" diventano "pollo con le patatine" posso affermare che le patatine che servono al Macron Stadium hanno un ottimo aspetto e che non esiterei nemmeno un secondo ad assaggiarle. Non allo stadio però. Sarà un retaggio della mia abilità di macchiarmi con una grande varietà di cibi, ma vedo già - come se lo avessi di fronte - un ingenuo tifoso del Bolton, con la sua candida maglietta della squadra, infilzare un pezzo di pollo e una patatina, portarli verso la bocca e poi - fast forward di qualche secondo - osservare il suo boccone spiaccicato sui gradoni, meglio segnalato dalla strisciata rossa che percorre maglia, un tempo bianca, e pantaloni.

Panino con una polpetta e un pacchetto di patatine a Zwolle

Quanto ha un bell'aspetto: 2/10 (e il pacchetto di patatine alza la media)
Quanto volentieri lo mangerei: 3/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 8/10

Pensando ai Paesi Bassi, la prima cosa che viene in mente non è di sicuro la loro cucina. E neppure la seconda, la terza o la quarta a dire il vero. Però ci sono dei limiti dettati dalla logica e dalla sensibilità umana che dovrebbero far dire a una persona che prepara un piatto: "No, è terrificante" e anche: "Il pane da hot dog non è fatto per riempirlo con un'enorme polpetta". Sì, perché allo stadio del PEC Zwolle, per la modica cifra di 8€ potete gustarvi mezza pagnotta da hot dog - nemmeno scaldata - con dentro un unica grossa polpetta. E un pacchetto di patatine, il cui stesso involucro sembra più invitante del panino.

L'unico modo in cui un tifoso può acquistare scientemente il panino con la polpetta - chiamiamolo così - è che sul menù del MAC³PARK Stadion ci sia scritta una cosa come meatball sandwich, e probabilmente è andata così. Credo che se fossi un tifoso del PEC Zwolle mi limiterei a farmi spinare una sana birra media, da bere per il gusto di farlo e non per mandare giù quello che sembra un panino parecchio stopposo. Unico vantaggio del panino con la polpetta è che sembra piuttosto comodo da mangiare e in assenza di qualsiasi salsa è impossibile sporcarsi. Si salvano le patatine, la cui mascotte è un simpatico pappagallo.

Panino con carne sconosciuta ad Haiphong

Quanto ha un bell'aspetto: 3/10
Quanto volentieri lo mangerei: 4/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 10/10

E dopo il panino con la polpetta, il panino con la carne sconosciuta. Dai Paesi Bassi voliamo in Vietnam, dove durante le partite dell'Haiphong potete acquistare per l'equivalente di meno di un euro il sandwich che vedete nel tweet. La descrizione data da Footy Scran fa particolarmente sorridere, ma effettivamente a un primo sguardo permane il dubbio anche sulla natura animale o vegetale dell'imbottitura del panino. Nei commenti, il mistero viene però presto svelato: è chả lụa, una sorta di parente vietnamita dei nostri wurstel o della nostra mortadella.

Non la più invitante delle presentazioni per il cibo da stadio vietnamita, a cui il colore del (o della) chả lụa contribuisce in modo decisamente negativo. Il prezzo compensa sicuramente l'aspetto e in ogni caso mangerei più volentieri sui gradoni dello stadio di Haiphong che su quelli dello stadio di Zwolle. Punteggio perfetto per quanto riguarda la comodità nel consumarlo sugli spalti: lo puoi mangiare con una mano, è impossibile che il chả lụa cada dal panino, è impossibile sporcarsi in qualsiasi modo tu ci possa provare. D'altronde è preferibile sfoggiare un vestiario impeccabile nelle notti di AFC Cup.

Pizza e birra a Chapecó

Quanto ha un bell'aspetto: 4/10
Quanto volentieri lo mangerei: 6/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 7/10

Pizza e birra sono un'accoppiata quasi proverbiale. Solo che fanno venire più facilmente in mente una pizzeria di una qualche città italiana piuttosto che gli spalti dello stadio di una città del profondo sud del Brasile. Il nostro giro del mondo attraverso i cibi da stadio prosegue infatti passando per Chapecó, dove ha sede la Chapecoense, squadra divenuta tristemente nota nel 2016 a causa del disastro aereo in cui sono morti quasi la totalità dei suoi giocatori. Sugli spalti dell'Arena Condá potete acquistare per l'equivalente di 1,40€ una pizza e una birra media.

"Questa pizza è qui con noi in questa stanza?" chiedono ironicamente nei commenti e non possiamo che dargli ragione. La pizza dell'Arena Condá non ha un aspetto splendido e la massiccia presenza di salame ovunque e di decisamente più mozzarella di quanta ce ne dovrebbe essere non contribuiscono a migliorare l'opinione su di essa. Tuttavia, sono abbastanza convinto che la pizza di Chapecó non sia malissimo, anche se sembra un po' cruda. C'è infine un altro problema che le fa perdere punti in quanto a comodità nel mangiarla: non ha nemmeno un millimetro di crosta, da nessuna parte.

Fischbrötchen a Lipsia

Quanto ha un bell'aspetto: 6/10
Quanto volentieri lo mangerei: 6/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 8/10

Secondo la celebre rivista Time, il Fischbrötchen è uno dei tredici (chissà perché proprio 13) migliori panini imbottiti al mondo. Oltre a questo è un caposaldo della cucina da strada del Nord della Germania, e Lipsia non fa eccezione. Nell'ambiente plasticoso e artificiale della Red Bull Arena potete acquistare per meno di 5€ un pezzo di veracità tedesca, non troppo dissimile da quello che potete trovare al chiosco del Chemie Leipzig, squadra cittadina dalla natura più popolare e radicata sul territorio. Tornando al Fischbrötchen, è semplicemente un panino con aringa marinata, cetriolini e, in questo caso, insalata.

Il primo impatto nel vedere l'immagine pubblicata da Footy Scran è stato piuttosto negativo, ma guardando e riguardando il tweet il giudizio è migliorato di volta in volta. Resta meno appetitoso del pollo di Seoul o delle patatine di Bolton e non è esattamente la prima cosa che acquisterei al bar dello stadio tra un tempo e l'altro di una partita di Bundesliga, ma nella galassia del cibo da consumare in gradinata si colloca in una posizione di tutto rispetto. Anche in questo caso, inoltre, elogio del panino, che non ti sporca e lo puoi mangiare con una mano sola. Mi preoccupa solo quell'aringa che tenta di sfuggire dal pane.

Lumache nell'aceto a Molenbeek

Quanto ha un bell'aspetto: 2/10 (c'è un pezzo che potrebbe essere sia una lumaca sia sedano)
Quanto volentieri lo mangerei: 3/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 6/10

Bisogna partire da un assunto fondamentale: i belgi ritengono che il loro piatto nazionale siano le patatine fritte. Potete trarne tutte le conclusioni che volete. In quanto a cucina belga non bisogna farsi quindi troppe domande, e anche vedere i tifosi sugli spalti che pescano lumache e pezzi di sedano da un bicchiere di aceto di vino bianco è nell'ordine delle cose. Questo è quello che si mangia per 5€ allo stadio del Molenbeek, squadra della massima serie belga, originaria di un quartiere di Bruxelles ad alta concentrazione di popolazione straniera e divenuta nota quest'estate per aver speso 25 milioni per un giocatore - Ernest Nuamah - che non vedrà Molenbeek nemmeno in foto.

Uno sguardo dentro al bicchiere tenuto in mano dal tifoso rossonero non propone un quadro esattamente invitante della situazione e lo ammetto candidamente: no, non prenderei mai un bicchiere di lumache immerse nell'aceto allo stadio. Forse nemmeno fuori dallo stadio ecco. Il recipiente quantomeno è comodo per consumare uno snack durante la partita, ma poi quando finiscono lumache e sedano che fine fa? Appoggiato sui gradoni per non perdersi nemmeno un attimo della partita è destino che venga urtato da un piede poco attento di una persona che passerà poi la serata a rispondere alla domanda "perché sento odore di aceto?".

Poutine a Montreal

Quanto ha un bell'aspetto: 9/10
Quanto volentieri lo mangerei: 10/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 7/10

Prima di imbattermi in @FootyScran non avevo idea di cosa fosse la poutine. Dopo averlo scoperto sono seriamente intenzionato di volare in Canada a mangiarla. Per chi altro non ne avesse mai sentito parlare, si tratta di patatine fritte ricoperte di cagliata di formaggio - solitamente cheddar - e salsa gravy. È un piatto tipico del Quebéc e ne esiste anche una variante detta all'italiana in cui il ragù alla bolognese sostituisce la salsa gravy. Siamo tornati quindi a uno degli archetipi del cibo da stadio, le patatine fritte, ma in una versione migliorata e potenziata. Quelle in foto sono vendute nello stadio del CF Montréal, squadra canadese della MLS.

L'aspetto di questa poutine è veramente notevole. Sarà la salsa, sarà tutto quel formaggio ma questo è un ottimo candidato a miglior cibo visto su Footy Scran. Nel freddo dell'autunno canadese, mentre assisti ad una partita dei play-off della MLS un piatto del genere può essere un vero salvavita. Come in altri casi, la riserva anche qua arriva in quanto a comodità nel consumare la pietanza. La salsa è un grosso pericolo, ma la forchetta fornita assieme alla poutine dà almeno la speranza di riuscire a mangiarla sugli spalti senza troppi patemi.

Insetti a Bueng Yito

Quanto ha un bell'aspetto: 4/10
Quanto volentieri lo mangerei: 5/10
Quanto è comodo da mangiare allo stadio: 9/10

L'ultima tappa del nostro viaggio ci porta a Bueng Yito e più precisamente al Leo Stadium, casa del BG Pathum United, squadra attualmente seconda nel campionato thailandese. Il Sud-Est asiatico è noto per includere tradizionalmente nella sua cucina gli insetti, ovvero il cibo etichettato come "alimento del futuro". Al Leo Stadium puoi acquistarne un secchiello pieno per l'equivalente di 40 centesimi di euro, come se fossero pop corn al cinema, da sgranocchiare durante una partita contro il Buriram United di Nicolao Dumitru o contro il Muangthong dell'ex Benevento Billong.

Probabilmente gli insetti saranno il futuro anche del cibo da stadio, ma in Occidente non siamo ancora pronti ad affrontare uno sconvolgimento di queste dimensioni nel nostro street food, e lo si vede anche dalle risposte al post di @FootyScran. Uniamo questo al fatto che il secchiello di cavallette in foto non ha un aspetto così piacevole alla vista e si può affermare con certezza che chiunque di noi in presenza di un cono di patatine fritte avrebbe acquistato il secondo. Con le patatine - o con i pop corn - gli insetti però condividono la comodità nel mangiarli. Forse davvero staremo sgranocchiando cavallette mentre assisteremo alle giocate del 5 volte Pallone d'Oro Jude Bellingham nel 2035.


  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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