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Copertina Servette-Roma

Servette-Roma (1-1) - Considerazioni Sparse


La Roma pareggia e passa il turno, ma si consegna quasi definitivamente agli spareggi.

Continua a non carburare in Europa quella che è una Roma nemmeno da due, ma da tre o quattro facce. Come previsto, il Servette, spalle al muro e di fronte a uno stadio tutto esaurito, parte a mille. La squadra di Mourinho è lenta nel prendere le contromisure, non riesce a serrare gli spazi tra le linee e nei primi 10 minuti gli svizzeri costringono due volte Svilar a opporre i guantoni. La posizione di Tsunemoto, propenso a entrare dentro al campo partendo da terzino destro, e il costante ondeggiamento di Cognat sulla trequarti, creano non pochi problemi.

Successivamente i capitolini si rendono conto di possedere un tasso tecnico nettamente superiore a quello degli avversari e salgono di tono con il palleggio e alzando la linea di qualche metro. Una progressiva crescita che porta al gol di Lukaku, dopo una splendida azione palla al piede di Llorente, e che quasi conduce al raddoppio, con un cross leggermente lungo di El Shaarawy sfiorato da Dybala e masticato da Lukaku. Negli ultimi 5’ del primo tempo la Roma perde smalto, e Svilar è costretto nuovamente agli straordinari su un gran tiro di Kutesa. Proprio il portiere belga è una delle poche note positive della serata. Rispetto a un anno fa è sicuro nelle uscite e agile tra i pali. Difficile immaginare che Rui Patricio possa essere messo in discussione adesso, ma la forbice tra i due si è ampiamente assottigliata.

Il finale della prima frazione, comunque, è il preludio della seconda. La Roma ha poco impeto e perde le distanze, e il Servette sente l’odore del sangue. Per un centrale protagonista in positivo, Llorente, ce n’è quindi uno che si mette in mostra in negativo. A condurre al gol degli elvetici è Cristante, impiegato nella retroguardia per l’assenza di un acciaccato Mancini, che legge malissimo uno spiovente dalla destra e salta a vuoto, lasciando lo spazio di colpire a Bedia. Non l’unica volta in cui i movimenti dell’ivoriano hanno infastidito il numero 4, che da difensore si destreggia con generosità e se la cava quando c’è da far sentire il fisico, ma in termini di letture, posizionamento e anche un pizzico di furbizia dimostra di non padroneggiare il ruolo.

Mourinho corre ai ripari inserendo Pellegrini per un Aouar ormai pericolosamente abulico, ma a differenza dell’andata non ottiene l’effetto sperato. Il capitano giallorosso prova ad inserirsi e a cercare l’appoggio di Lukaku, ma a difesa schierata fatica a trovare la posizione. Discorso simile per Spinazzola, subentrato a un El Shaarawy troppo impreciso nell’ultimo quarto di campo. Alla Roma non basta quindi il solito Lukaku, stanco ma tra gol e assist apparentemente incapace di timbrare regolarmente il cartellino. Meno lucido invece Dybala, autore di qualche giocata preziosa e malmenato dagli avversari, ma sui cui piedi nel secondo tempo sono capitate due occasioni ghiottissime malamente divorate.

L’1-1 è un risultato che conferma le problematiche della Roma, squadra incapace di tenere gli stessi ritmi per 90’, complici anche una serie di acquisti mirati ad alzare il tasso tecnico anche a discapito della tenuta. Allo stesso tempo, la squadra di Mourinho dimostra una fragilità difensiva che lo scorso anno non aveva mai palesato. Si difende in blocco con difficoltà, ma quando si alza rischia di rimanere in balia delle ripartenze altrui. Un perpetuo “vorrei, ma non posso” cui il tecnico di Setubal non ha ancora trovato una soluzione. L’unica nota positiva, paradossalmente, è la vittoria all’ultimo minuto dello Slavia Praga contro lo Sheriff. Il risultato dell’altro campo lascia infatti alla Roma pochi rimpianti, poiché soltanto una vittoria esageratamente larga avrebbe permesso ai giallorossi di arrivare all’ultima giornata in vantaggio sui cechi.

  • Romanista e autista del Carro Lorenzo Pellegrini. Bevitrice di Peroni in offerta. Fondamentalista lucana. Noel è il Gallagher superiore.

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